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100 bugie per 100 giorni Manuale per difendersi da Berlusconi di Gianfranco Mascia e Filippo Lucarelli |
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Per gentile concessione del sito www.bobi2001.it
Chi volesse distribuire ledizione cartacea, può richiedere le copie, scontate del 45% per il movimento, direttamente alla casa editrice, nuovi.equilibri@agora.stm.it o faxando allo 0761.352751. Ogni diffusione-riproduzione è gradita!
Gli autori sono anche disponibili a partecipare a serate di divulgazione; per contatti: info@bobi2001.it .
Non mollare
Per giudicare una politica fatta di slogan e demagogia, lunica arma a disposizione è quella dei fatti: decreti legge, dichiarazioni e atti a confronto con la realtà. Ogni questione deve essere analizzata e portata alla luce per scoprire le bugie che vengono inventate per coprire il reale interesse che viene difeso. E così si scopre che dietro un generico Disposizioni urgenti in vista dellintroduzione delleuro, si nasconde un decreto per il rientro in Italia di capitali esportati illegalmente; oppure che, grazie al fatto di essere presidente del Consiglio, si può, tramite un atto amministrativo del Guardasigilli, tentare di farla franca in un processo che lo vede imputato; o ancora che sotto la generica Riforma del diritto societario si cela la depenalizzazione del Falso in bilancio che potrebbe consentire, guarda caso, a Silvio Berlusconi di ottenere larchiviazione nei processi All Iberian, Sme e Milan-Lentini. Senza che, apparentemente, i cittadini (anche quelli che lo hanno votato) si ribellino.
La nostra speranza è che questo dossier, frutto soprattutto di una raccolta di informazioni già pubblicate, possa essere letto e diffuso capillarmente: per questo abbiamo fatto la scelta della collana Millelire e abbiamo deciso di pubblicarlo gratuitamente nel sito www.bobi2001.it rinunciando a ogni diritto di copyright. Forse non arriverà nelle case di tutti gli italiani, ma nel suo piccolo potrà essere usato per contrastare lo strapotere dei mezzi di comunicazione che amplificano le bugie del capo e come base per la diffusione della protesta che DEVE spingere i cittadini a ribellarsi scandendo bene il loro NO verso questo vero e proprio regime che usa le leggi a suo piacimento e per i suoi esclusivi interessi.
Gianfranco Mascia e Filippo Lucarelli
La prima grande bugia
Per sette lunghi mesi è stato preparato il terreno alloffensiva finale, alla grande rapina elettorale ( ). Per sette lunghi mesi il prestigio internazionale dellItalia, la credibilità della nostra moneta e dei nostri titoli sui mercati internazionali, la stabilità e la credibilità delle nostre istituzioni sono state messe in pericolo e gravemente danneggiate da chi oggi si manifesta, senza alcun pudore, come un autentico distruttore politico pervicacemente teso a portare discredito al nostro Paese ( ). Abbiamo avuto in Consiglio dei Ministri episodi imbarazzanti, con ministri della Lega seri e consapevoli costretti a un ruolo di portaparola di incubi di un leader che girava a vuoto nella giostra delle più spericolate improvvisazioni politiche.
Così apostrofava in Parlamento il 21 dicembre 1995 Silvio Berlusconi, nel suo ultimo discorso da presidente del Consiglio, Bossi.
E continuava:
( ) abbiamo creduto di avere a che fare con un interlocutore politico magari bizzoso, ma leale, mentre in realtà avevamo a che fare con i comportamenti di una personalità doppia, tripla e forse anche quadrupla.
E cosa diceva Bossi di Berlusconi?
Ci devono fare due monumenti: per aver fermato Craxi e Andreotti e per aver respinto la seconda linea del Caf, quella di Berlusconi. Visto? È la dimostrazione che il vecchio Bossi sbaglia poche volte. Le proiezioni dimostrano che il nostro elettorato non vota i porci fascisti Berlusconi e Fini. È finita londata dellaffarismo di destra unito al fascismo meridionale, che sono nati dalla caduta del comunismo. (Corriere della Sera, 8 maggio1995)
E il 18 giugno 2001, seduto insieme agli altri membri del Governo Berlusconi bis cè lui, il bizzoso, limprovvisatore e il distruttore politico: il ministro Umberto Bossi, tra i porci fascisti Berlusconi e Fini.
Lattuale governo Berlusconi nasce da una grande bugia: che si possa avere fiducia sulla persona che ha pugnalato alle spalle ed è stato la causa della prima grande sconfitta politica. Uno che giura davanti al Presidente della Repubblica la sua fedeltà alla Costituzione italiana e rinnega tutto pochi giorni dopo a Pontida: Giuro fedeltà alla Padania ed al suo popolo.
Ho giurato da Ciampi come un padano sosterrà.
Il discorso per la fiducia al Senato
Senato. Seduta del 18 giugno 2001
Signor Presidente, onorevoli senatori, sette anni fa presentammo in questAula il programma del nostro primo Governo; da allora molte cose sono cambiate e ciascuno di noi ha imparato molto dai fatti della vita e della politica. Ma consentitemi di cominciare con una frase schietta, diretta, semplice. Noi siamo qui per lo stesso motivo di allora: vogliamo cambiare lItalia.
( )
Cè un capitolo da chiudere definitivamente, ed è quello della vecchia politica, e cè un capitolo tutto da scrivere, quello di un nuovo modo di fare politica.(1)
( )
In alcuni momenti era accaduto addirittura il contrario e il vento trasformista umiliava le istituzioni con la minoranza che si faceva Governo e la vera maggioranza del Paese costretta allopposizione nonostante il voto degli elettori.(2)
( )
Da questo giudizio, credo inattaccabile, discende la prima questione di metodo che penso sia utile sottoporre alla vostra attenzione: il rapporto tra Governo e opposizione.
Noi abbiamo e avremo sempre il massimo rispetto per i diritti e le prerogative della minoranza e per la sua funzione di controllo costituzionale degli atti dellEsecutivo, funzione seria, sacra, insostituibile in una democrazia. Per questo le minoranze hanno uno statuto parlamentare, spazi riconosciuti, inviolabili e incomprimibili nelle istituzioni del Paese e il diritto di manifestare liberamente il loro pensiero, un diritto che si combina con gli effetti di una stampa libera di criticare e contestare la maggioranza e il suo Governo.(3)
( )
Agli italiani e agli europei che dissentono, che si preparano a manifestare in piena legittimità a Genova, il Governo si rivolge con una sola voce, con una sola parola: siamo aperti al dialogo, purché il diritto costituzionale venga rispettato, perché il diritto di manifestare è indisponibile da parte di qualsiasi autorità. Ma anche nel merito diciamo loro: riflettete, non sciupate una grande occasione.
( )
Ma il tutto deve svolgersi lo ripeto nella più rigorosa esclusione di ogni forma di violenza e nella più gelosa tutela dellordine pubblico. Lala estremista del movimento contrario alla globalizzazione deve essere isolata e messa in condizioni di non nuocere. Auspichiamo che anche le opposizioni si facciano carico di evitare a Genova lo spettacolo drammatico a cui abbiamo assistito in molte città del mondo e, da ultimo, nella pacifica Göteborg.(4)
( )
Signor Presidente, signori senatori, mi sono pubblicamente impegnato a presentare una legge di regolamentazione dei conflitti potenziali di interessi ( ) ribadisco che la mia storia di imprenditore nel settore delle comunicazioni e la mia coscienza personale non autorizzano alcuno a sospettare, nella mia azione istituzionale, fini diversi da quelli del bene comune. Il mio impegno sarà inderogabilmente mantenuto. Prima della sospensione estiva dei lavori parlamentari, le Camere avranno a disposizione il nuovo testo legislativo in materia, nella forma di un disegno di legge del Governo.(5)
(...)
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
(1) Il primo impegno, del nuovo presidente del Consiglio, è di buttare a mare i metodi della vecchia politica, per aprire un capitolo nuovo.
Un discorso da democristiano, dia retta a me, commenta a caldo il sen. Cossiga.
I vecchi governi democristiani avevano il vizio di abusare dei decreti legge, anche in mancanza dei requisiti di necessità ed urgenza. Il primo atto dellesecutivo Berlusconi bis, sono una serie di decreti legge per stravolgere la legge Bassanini condivisa a suo tempo anche da Forza Italia, e poter aumentare il numero dei ministeri.
Del resto le cronache raccontano il travaglio simile a quello di tutti i presidenti di Consiglio della storia repubblicana, della Casa delle Libertà messa a soqquadro dai rappresentanti delle correnti che rischiavano di rimanere fuori. Tantè che si è dovuto far ricorso per lennesima volta al manuale Cencelli per ricompensare gli esclusi.
(2) Ma sì, basta con questo vento trasformista che umilia le istituzioni. Peccato che il sen. Carrara, lunico del Movimento dellItalia dei Valori di Di Pietro (acerrimo nemico di Berlusconi) una volta eletto, consigliato dalla propria coscienza si è sentito vicino a Forza Italia e, ripudiando chi lo aveva fatto eleggere e, soprattutto, chi lo aveva eletto, si è tolto la giacca dellItalia dei Valori e ha indossato quella di Forza Italia, provocando il primo ribaltone della legislatura.
(3) È la prima volta, almeno in Italia, che il capo di Governo, nel suo discorso programmatico, sente la necessità di concedere alle opposizioni il diritto di manifestare liberamente il loro pensiero.
(4) Anche su Genova i fatti hanno dimostrato quanta apertura al dialogo ci sia stata. Come, in realtà, si sia concesso tanto spazio allala estremista del movimento (i cosiddetti Black Bloc) e quanto si sia aggredita lala pacifica.
(5) È sufficiente leggere fino in fondo questo dossier, per rendersi conto di come i primi giorni di governo siano stati utilizzati a risolvere con procedura durgenza i guai del capo.
Il decreto legge sul conflitto di interessi è stato presentato solo il 5 ottobre e non prima della sospensione estiva...
Esordio incostituzionale
DECRETO-LEGGE 12 giugno 2001, n. 217
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinaria necessità (?) ed urgenza (??) di apportare modificazioni al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, (legge Bassanini) recante riforma dellorganizzazione del Governo, ( )
emana il seguente decreto-legge:
( )
Art. 13. 1. Gli incarichi di diretta collaborazione del Presidente del Consiglio, del Ministro, del Vice Ministro o del Sottosegretario, possono essere attribuiti anche a dipendenti pubblici di qualsiasi ordine, grado e qualifica, appartenenti a qualsiasi Amministrazione di cui allarticolo 2 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29. In tal caso essi sono collocati, su richiesta del Presidente del Consiglio, del Ministro, del Vice Ministro o del Sottosegretario, fuori ruolo o in aspettativa retribuita, per lintera durata dellincarico, anche in deroga alle norme ed ai criteri che disciplinano i rispettivi ordinamenti. ( )
Tralasciando la sensibilità politica di emanare decreti prima di ottenere la fiducia delle due Camere, è più che evidente che questo decreto è approvato durgenza per poter scorporare i ministeri della Sanità e delle Comunicazioni modificando la legge Bassanini. Ma non si limita a questo, e interviene più in generale sullorganizzazione della pubblica amministrazione. I primi dodici articoli servono al Governo in carica per potere aumentare i ministri e poterne ripristinare alcuni soppressi dalla Bassanini. Larticolo 13 è il più interessante: stabilisce che il Governo presidente del consiglio, ministri, sottosegretari può avvalersi della collaborazione di dipendenti pubblici di qualsiasi categoria, anche in deroga alle norme e ai criteri che disciplinano i rispettivi ordinamenti. Tradotto: può chiamare a lavorare nei ministeri anche i magistrati (ordinari, amministrativi e contabili), come da sempre avviene, senza passare per il consenso del Csm, come finora avveniva per prassi istituzionale. E qui, come afferma Luciano Violante: Non è solo una questione di forma, ma anche di sostanza: è contro la Costituzione, un vecchio metodo già usato nell800 per distogliere i giudici dai processi. (Corriere della Sera, 14 giugno 2001)
La deroga riguarda anche altre categorie: avvocati e procuratori di stato, militari e forze di polizia, funzionari di carriera diplomatica o prefettizia. Ma si sa che nella magistratura una lesione dei poteri del Csm suona subito come una lesione della propria autonomia, nonché della divisione costituzionale dei poteri. Infatti Violante non resta solo. Dal Csm gli fanno subito eco togati e laici, da Armando Spataro (è stupefacente che il primo passo del nuovo governo configuri un così vistoso strappo alle regole del fair-play istituzionale) a Nello Rossi di Md (il Csm deve subito chiedere il pieno rispetto delle sue competenze costituzionalmente garantite).
Comincia la grande campagna contro la Magistratura.
Il buco che non cè
I primi interventi dei ministri finanziari del Berlusconi bis si sono concentrati sul famoso buco nel bilancio lasciato dal Governo Amato.
Partiamo dai termini:
INDEBITAMENTO NETTO
È la differenza tra impegni di spesa ed entrate di pertinenza dellanno, ed è il valore che la Unione Europea prende a riferimento per misurare il deficit pubblico di ogni Stato.
Sono escluse tutte le operazioni finanziarie, ad esempio la restituzione dei crediti di imposta.
FABBISOGNO DI CASSA
È la differenza tra spese effettivamente realizzate ed entrate incassate, anche se di pertinenza di un anno precedente. Quindi è un dato di cassa e non di pertinenza e comprende tutte le operazioni finanziarie.
BUCO DI BILANCIO
È leccesso di indebitamento netto o di fabbisogno di cassa rispetto alle previsioni, sulla base dei parametri a cui gli Stati che adottano lEuro devono sottostare. Quindi leccesso di due voci che sono rappresentate da cifre diverse.
In Tv dal solito Vespa, il ministro Tremonti ha spacciato per buco quello che era invece lindebitamento complessivo previsto per lanno 2001.
Il ministro ha spiegato che il suo problema sarà di far scendere i 62 mila miliardi previsti dalla Banca dItalia ai 45 mila miliardi previsti dalla Ragioneria Generale.
La cosa non è possibile, perché la prima cifra riguarda i flussi in uscita e in entrata delle Tesorerie provinciali dellIstituto. Questi flussi non hanno alcun riferimento con il bilancio di competenza in corso, perché entrano voci che per natura non vanno a incidere né sullindebitamento né sul fabbisogno.
E allora perché 45 mila miliardi?
La risposta è contenuta nellintervista che Monorchio, ragioniere dello Stato, ha rilasciato a La Stampa.
Al 2 giugno, nel conteggiare leredità che il Governo precedente lasciava a quello nuovo, il Ragioniere verificava che lindebitamento era di 10 mila miliardi, cioè in regola con i parametri europei.
Qual era la novità dopo il 2 giugno, proprio mentre leconomia stava raggiungendo uno dei picchi più alti?
Era successo che le Regioni, e quindi non il Governo precedente, stavano producendo disavanzi incalcolabili e soprattutto che la Borsa, come tutte le borse mondiali, non andava bene, e quindi mancava un altra entrata finanziaria.
Per cui il Ragioniere Generale dello Stato aumentò lindebitamento dall1 all1,4 per cento del rapporto deficit-Pil.
Il ministro Tremonti chiese di fare una previsione fino al 31 dicembre e si arrivò ai 45 mila miliardi.
La causa principale di questo aumento di indebitamento deriva dalluso spregiudicato che alcune Regioni, in particolare la Lombardia dellonorevole di Forza Italia Formigoni, hanno fatto dei denari destinati alla Sanità, oltre al rallentamento della vendita degli immobili pubblici.
Perché il ministro, che è uno dei più noti commercialisti in campo nazionale, non ha fornito i giusti termini alla televisione?
Finge di non sapere che se al 2 giugno 2001 lItalia riusciva a stare allineata al passo dellEuropa lo deve ad un ministro che adesso sta al Quirinale e ai Governi che gli sono succeduti?
Forse si vuol dire al popolo che se certe promesse elettorali non verranno mantenute lo si deve al governo precedente?
Forse ci si vuole coprire le spalle per nuove tasse che arriveranno? Ma quelle erano necessarie in ogni caso.
Ovviamente a questo giochetto non partecipa il Commissario europeo Solbes, che aveva i numeri presentati dalla Ragioneria dello Stato, sapeva come stavano le cose e ha criticato lattuale ministro.
Il programma dei cento giorni
Ecco il programma dei Cento Giorni proposto in campagna elettorale da Berlusconi e riportato nel sito di Forza Italia:
1. Legge Tremonti. Per rilanciare lo sviluppo con la detassazione degli investimenti e delle nuove assunzioni di lavoratori.
2. Azzeramento della tassa sulle successioni e sulle donazioni. Per eliminare, una volta per tutte, lodiosa tassa sulle successioni e sulle donazioni che grava ingiustamente sulle famiglie e sulla filiera produttiva del Paese.
3. Blocco istantaneo della riforma dei cicli scolastici e della riforma universitaria. Essenziale per ripartire con una vera riforma della scuola e delluniversità.
4. Legge obiettivo. Per migliorare la vita dei cittadini realizzando le nuove opere pubbliche necessarie per la modernizzazione del Paese: autostrade, raccordi, passanti, ferrovie, ponti, metropolitane, reti idriche, ecc.
5. Contratto di lavoro europeo. Per convergere con lEuropa in materia di contratti di lavoro, garanzie, flessibilità, mobilità, partecipazione. La libertà di assumere, così consentita alle imprese, offre ai giovani straordinarie opportunità di ingresso nel mondo del lavoro.
6. Riemersione del sommerso. Per riportare nella legalità, in base ad un preciso e conveniente piano di rientro, una parte rilevante delleconomia che finora è stata costretta nel sommerso.
7. Padroni a casa nostra. Per rendere libera, senza più obbligo di ottenere permessi o concessioni, la ristrutturazione interna alle case, ai negozi, ai laboratori, alle fabbriche, ecc., che non deve naturalmente apportare alterazioni ai muri portanti, al volume complessivo degli edifici e agli esterni. Proroga delle agevolazioni fiscali per ledilizia.
8. Lasciateci lavorare! Per ridurre allessenziale la burocrazia, sfoltendo la miriade di adempimenti che condizionano lattività imprenditoriale e liberando così imprese e artigiani da oneri inutili ed impropri.
9. New Economy. Per modernizzare la nostra economia allineandola a quella dei Paesi più sviluppati, per renderla competitiva e per attirare in Italia capitali esteri. ( )
10. Le invenzioni sono degli inventori. La proprietà delle invenzioni realizzate nelle università e nei laboratori pubblici deve essere degli inventori, professori e ricercatori, che avranno così il diritto di registrarle a loro nome. ( )
11. Nuovo diritto societario. Per riformare, sulla base del testo già discusso in Parlamento, la legislazione societaria: meno burocrazia e più governance nella gestione delleconomia.
12. Devoluzione.Avvio del processo di devoluzione alle Regioni di maggiori competenze:
in materia di sanità. ( )
in materia di istruzione e formazione. ( )
in materia di sicurezza a vantaggio dei cittadini e della loro proprietà, ( ) sul territorio dei cosiddetti piccoli crimini.
A queste promesse bisogna aggiungere quelle sbandierate sui maxi cartelloni elettorali (Meno tasse per tutti e Città più sicure) oppure nei memorabili salotti di Vespa (Aumento a un milione di tutte le pensioni minime, Sì alla libertà di assumere, no alla libertà di licenziare).
Nessun accenno a rogatorie, Falso in bilancio, Rientro dei capitali.
Ed ecco ciò che è realmente accaduto.
Uno dei primi provvedimenti è stato il cosiddetto pacchetto dei cento giorni. Analizziamolo nel dettaglio.
1. Legge Tremonti
A proposito di questa norma, il presidente di Confindustria ha abbandonato ogni scrupolo di equidistanza politica e ha parlato di accensione di un turbo in forza del quale le imprese italiane potranno finalmente decollare e prendere il volo. (Repubblica , 2 luglio 2001). Peccato che questo turbo (a seguito della mancanza di copertura finanziaria della Legge) sia rimasto ai box fino a metà ottobre quando (come afferma il Corriere della Sera del 19 ottobre 2001) dopo essere rimasto nel «parcheggio» del Quirinale per otto giorni ha finalmente avuto lok di Ciampi.
2. Tassa successione
Con questa iniziativa (come afferma Pintor sul Manifesto del 30 giugno 2001) il capo del governo ha deciso allistante di detassare il suo patrimonio, come ogni altro patrimonio miliardario, affinché i suoi familiari e discendenti possano di generazione in generazione ereditarlo intonso. I ragazzi non potranno dire che è un frutto del sudore della loro fronte, ma questo sarà un titolo di merito in più .
Non cè nessun conflitto di interessi in una misura legislativa così candida, prosegue Pintor cè una coincidenza di interessi perfetta e assoluta. Supponendo che il presidente del Consiglio disponga di un patrimonio di diecimila miliardi, e supponendo che la tassa di successione sia da noi al 28% come in America, il capo del governo regala a sé e ai suoi cari 2.800 miliardi: una grande opera. In più, alienando così vantaggiosamente il suo patrimonio, diventa povero e risolve il conflitto di interessi.
3. Riforma della scuola
Vedi capitolo Investire nella formazione.
4. Legge obiettivo
La legge Lunardi (approvata nellagosto 2001) ha lobiettivo dichiarato di snellire le procedure per la costruzione di opere pubbliche. Al governo è assegnato il potere di stabilire con una legge obiettivo, ogni anno, (su proposta dei ministri competenti e delle Regioni interessate) quali sono le infrastrutture strategiche per lo sviluppo del Paese.
Questa è lintervista rilasciata al Corriere della Sera dallo stesso Lunardi. Professor Lunardi è davvero lei il progettista di alcune tra le opere pubbliche definite prioritarie da Berlusconi?. «Di opere pubbliche ne ho progettate una sfilza: dal tunnel del Gran Sasso al traforo del Frejus. Faccio questo lavoro da 30 anni. Non è un segreto per nessuno».
Ma, secondo lEspresso, lei sta collaborando attualmente a opere come il corridoio Tirreno-Brennero o il rafforzamento della Salerno-Reggio Calabria che rientrano nel programma del governo?. «Se è per questo ho collaborato anche con il precedente governo: ho proposto allex ministro dei Lavori pubblici, Nerio Nesi, il passante sotterraneo di Mestre. ( ) Ho partecipato alle gare e ne ho vinte alcune: tutto qui». Sì, ma adesso lei «rischia» di passare dallaltra parte come ministro-committente? O Berlusconi ci ha ripensato?. «Le dico di no. Nessun ripensamento per quel che ne so io. La mia disponibilità resta e Berlusconi lho sentito fino a qualche giorno fa». Ma secondo lei, nel suo caso, cè conflitto o no?. «Per ora io faccio solo il mio lavoro. Se e quando riceverò lincarico, vedrò di risolvere il problema». In che modo?. «O cederò lattività o farò in modo che si svolga solo allestero».
E il ministro Lunardi, successivamente, ha effettivamente risolto la propria situazione di conflitto di interessi: intestando il 50% delle azioni alla moglie e il restante 50% alle due figlie.
Poi, però, viene introdotta nel maxiemendamento governativo per le grandi opere una norma nella quale si stabilisce che «le terre e le rocce da scavo anche di gallerie non costituiscono rifiuti anche quando contaminate da sostanze inquinanti derivanti dalle attività di escavazione, perforazione e costruzione». Norma che il senatore dei Ds Esterino Montino ha definito «una sanatoria» per i cantieri dellalta velocità fra Bologna e Firenze, già bloccati dalla magistratura proprio a causa dei rifiuti da scavo. E che ha fatto ri-aleggiare ( ) il fantasma del conflitto dinteressi. Lha evocato il capogruppo della Quercia in commissione Ambiente Fausto Giovanelli, ricordando che la Bologna-Firenze è «lopera in cui ha una parte determinante, come operatore privato, il ministro Lunardi in persona». Dal 1994 la Rocksoil, società fondata da Lunardi, ha progettato 11 tunnel per quel tratto di linea veloce.
5. Contratto di lavoro europeo
Dietro questo punto dei Cento giorni cè la volontà di ridurre in nome della flessibilità, del mercato, della crescita economica, ecc. le garanzie e le tutele a favore dei lavoratori. Si punta a una maggiore diffusione dei contratti di lavoro a tempo determinato a scapito di quelli a tempo indeterminato. È un primo passo verso la precarizzazione e la contestuale riduzione del potere contrattuale dei lavoratori.
6. Riemersione del sommerso
I giornali hanno parlato subito di sanatoria e di condono: la novità del provvedimento per lemersione delleconomia sommersa consiste nel porre in primo piano lassunzione di nuovi lavoratori a cui viene collegata la concessione di agevolazioni fiscali, sia per lazienda che per i redditi dei lavoratori, per tre anni e una sanatoria non si può definire altrimenti per tutto il pregresso. Preoccupa che venga data agli imprenditori che aderiscono ai programmi di emersione la possibilità di regolarizzare gli insediamenti produttivi anche rispetto a violazioni amministrative e penali in materia ambientale. Lo stesso provvedimento introduce una delega con criteri direttivi di assoluta vaghezza che consente lintroduzione di meccanismi per lestinzione di reati ambientali e il ravvedimento per le violazioni ambientali di carattere amministrativo.
Possibili norme costituzionali violate:
ART. 3. Uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Un imprenditore che ha sempre rispettato la legge negli ultimi tre anni avrebbe pagato allo Stato 60 milioni in più di chi la stessa legge non ha rispettato. Nei prossimi tre anni limprenditore onesto non avrebbe nessuno sgravio fiscale, mentre quello disonesto avrebbe una marea di facilitazioni, alla modica cifra di 24-30 milioni.
ART. 53. Pagamento tasse in virtù della capacità contributiva con criterio di progressività.
Limprenditore disonesto paga meno tasse (o ha maggiori benefici fiscali) non perché ha guadagnato di meno, ma perché ha violato la legge. Interessante!
ART. 81, ultimo comma. Principio della copertura finanziaria (naturalmente se comprovata la mancata copertura). Una legge che comporta spese non può essere approvata se mancano i mezzi per farvi fronte.
7. Padroni a casa nostra
È lo slogan con cui il Governo ha lanciato questa deregulation urbanistica. Sarà possibile ristrutturare internamente gli edifici, rispettando volumi e facciate, con una semplice denuncia di inizio di attività. Le ristrutturazioni non dovranno però apportare alterazioni ai muri portanti. Il timore che questo genere di interventi legislativi supportato dalle esperienze precedenti scateni la diffusione di piccoli e grandi abusi (quanti adeguamenti antisismici verranno fatti?), rendendo ancora più difficili le operazioni di controllo del territorio, è più che fondato.
8. Semplificazione burocratica
Anche questo punto appare molto pericoloso. Gli adempimenti burocratici considerati inutili sono infatti quelli relativi alla tutela ambientale e alla sicurezza dei lavoratori. Troppe le leggi e troppi i vincoli per gli imprenditori. Il principale provvedimento nel mirino è il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, (decreto Ronchi) che aveva finalmente recepito le direttive europee in materia di rifiuti e dato un quadro organico a una legislazione frammentaria e, sotto alcuni aspetti, confusa. In virtù della semplificazione burocratica, si spalanca la porta al mancato rispetto delle regole. Basti pensare allimmenso giro daffari (spesso illeciti) legato alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti.
9. New Economy
Tra le altre cose, viene introdotta la possibilità di sottoscrivere il capitale sociale con uno strumento del tutto nuovo: una polizza assicurativa ad hoc. E ciò per evitare che la bassa capitalizzazione societaria ostacoli la nascita di imprese innovative basate sullo sviluppo di idee. Il fatto che il comparto assicurativo sia uno dei settori in cui ha interessi personali il presidente del Consiglio è un dato puramente incidentale.
10. Vedi capitolo Investire nella ricerca
11. Vedi capitolo Falso in bilancio
12. Devolution
A più di 180 giorni dallinsediamento del Governo Berlusconi questo argomento, sul quale si era fondata lalleanza Lega-CdL è ancora in alto mare.
Ancora il 7 dicembre 2001 (su La Stampa) Bossi era costretto a dichiarare: Manca solo latto formale finale ( ) Si è deciso di rinviare il voto per laccavallarsi con altri impegni. Peccato che lo stesso giornalista faceva notare che, in tema di restituzione di competenze alle Regioni è scattata una raffica di interventi, tutti mirati a tutelare le varie competenze ministeriali. Da Gianni Alemanno che cortesemente ma fermamente sconsigliava il trasferimento delle questioni agricole alle regioni, a Letizia Moratti che si dichiarava poco convinta sulla necessità di dover fare a meno dei suoi compiti sullIstruzione, fino a Sirchia che nutriva dubbi su un sistema sanitario regionale e a Altero Matteoli davvero poco entusiasta di rinunciare ad alcune sue competenze per la tutela dellambiente. Per non parlare del ministro dellInterno, Claudio Scajola, che, assente, ha fatto pervenire una lettera esponendo tutte le sue perplessità sulla polizia locale.
...Un solo articolo di legge, con due commi: una settantina di parole per aggiungere qualche norma allarticolo 117 della Costituzione, che fissa i poteri alle Regioni. Alla fine, è tutta qui la devolution bossiana, quella sulla quale il leader della Lega lancia proclami e prepara disegni di legge da quando si è insediato al dicastero delle Riforme. Soltanto venti giorni fa Umberto Bossi aveva portato in Consiglio dei ministri un testo ben più pesante: quattro articoli, per almeno sette cartelle di testo. ( ) Doveva essere «la riforma della riforma», ma poi i mugugni dei «governatori» guidati dal presidente Ghigo con alle spalle lappoggio del Quirinale e dei centristi del Polo, hanno portato a più miti consigli il Governo: la norma varata ieri è molto semplice e indica soltanto le materie sulle quali le Regioni hanno competenza piena. (La Stampa, 14 dicembre 2001)
Vedremo che, se per il federalismo e la devolution basta un solo articolo di legge, ci si è impegnati e concentrati su altri argomenti cari al capo del Governo
La pensione della mamma di Simone
Mia madre è una pensionata da 670 mila lire al mese. Se Silvio non mantiene la promessa, fatta in campagna elettorale, di alzare a un milione le pensioni minime, sono finito. (Simone Baldelli, capo dei giovani di Forza Italia)
La povera mamma di Simone dovrà molto probabilmente attendere, perché sono solo 600.000, su oltre 6 milioni, gli italiani con la pensione al minimo salita a un milione (516,46 euro) dal 1 gennaio 2002. Un milione e 600.000 dovranno attendere almeno un paio di mesi. E gli altri? In campagna elettorale Berlusconi non aveva promesso subito un milione al mese a tutti i pensionati al minimo?
La squadra di Governo
Il Cavaliere: Montezemolo sarà un mio ministro, ho avuto la sua parola. Quando glielo chiedono Silvio Berlusconi si arrabbia: «Ma siamo fuori di testa? Ma vi pare che se non avessi avuto la parola di Montezemolo avrei fatto un annuncio di quel genere?». Se la prende con il centrosinistra, da Rutelli a Fassino, ad Amato, che avevano avanzato qualche dubbio sullultimo acquisto eccellente della squadra berlusconiana. (Corriere della Sera 11 maggio 2001)
Cominciamo con il ministro che non cè: nella lista del Berlusconi bis non cè Luca Montezemolo.
Ma ecco i guai giudiziari di alcuni ministri (quelli veri):
Berlusconi Silvio (presidente del Consiglio e deputato Forza Italia in Lombardia). Riconosciuto colpevole di falsa testimonianza dalla Corte dappello di Venezia (reato amnistiato) e, dai giudici di Milano, di corruzione della Guardia di finanza (reato prescritto in appello), di finanziamenti illeciti a Craxi per 21 miliardi (reato prescritto in appello, sentenza confermata in Cassazione), di reati fiscali nellacquisto dei terreni di Macherio (reato prescritto in primo grado); imputato in due processi per falso in bilancio (uno per 6 miliardi di fondi neri, laltro per 1500 miliardi) e in uno per corruzione in atti giudiziari (Sme-Ariosto); indagato a Caltanissetta per concorso nelle stragi di Capaci e via dAmelio (la Procura ha chiesto larchiviazione alla scadenza dellindagine); imputato in Spagna per le frodi fiscali di Telecinco. È il primo indagato, nella storia dItalia, a diventare presidente del Consiglio. (Marco Travaglio e Peter Gomez su Micromega)
Bossi Umberto (Deputato e ministro, segretario del Carroccio). È stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 8 mesi per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti (200 milioni da Carlo Sama, tangente Enimont). E poi, nel 98, a 7 mesi (primo grado) per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, per gli scontri inscenati dai vertici leghisti dinanzi alla sede milanese di via Bellerio allarrivo della polizia inviata per una perquisizione dal procuratore di Verona, Guido Papalia. E ancora nel 2001 a Cantú, sempre in primo grado, a 1 anno e 4 mesi per vilipendio della bandiera (un giorno aveva rivelato che lui il tricolore lo usava per pulirsi il culo). Bossi è poi indagato per attentato allintegrità dello Stato dalla Procura di Verona, per le presunte attività illegali con tanto di armi delle camicie verdi: finora la Camera lha salvato dal rinvio a giudizio, dichiarandolo insindacabile. È ministro per le Riforme. (Marco Travaglio e Peter Gomez su Micromega)
Maroni Roberto (Deputato e ministro della Lega Nord). Il vice di Bossi è accusato in tre inchieste: per resistenza e oltraggio (durante la perquisizione della sede della Lega, a Milano) è stato condannato a 8 mesi in primo grado per reati contro lo Stato, a Verona, come capo delleCamicie Verdi. Non ha potuto essere ministro della Giustizia. Gli hanno dato il Welfare. (Il Venerdì di Repubblica)
Pisanu Giuseppe (Deputato e ministro di Forza Italia). Come per altri parlamentari, il suo nome fu trovato negli elenchi della P2. Ex Dc, amico di Flavio Carboni, fu più volte interrogato sul caso Calvi-Ambrosiano e, nella sua testimonianza, Angelo Rizzoli lo indica come referente di Tassan Din e dello stesso Carboni. Nell83 si dimette dal Governo (è sottosegretario) proprio in seguito al caso P2. Dopo 10 anni rinasce come forzista. Oggi è ministro per lattuazione del Programma. (Il Venerdì di Repubblica)
Scajola Claudio (Deputato e ministro di Forza Italia). Eletto a Imperia, è il primo ministro degli Interni ad aver conosciuto il carcere (71 giorni, tra il 1983 e l84). Fu poi prosciolto e rieletto sindaco della sua città. La vicenda che lo coinvolse era quella relativa a un appalto per la gestione del Casinò di Sanremo, che vide la mafia tentare di appropriarsi di quel luogo ideale per il riciclaggio. Scajola era accusato di aver incontrato, in Svizzera, il conte Borletti (altro concorrente) e aver ottenuto 50 milioni per il partito. Il giudice istruttore lo prosciolse: aveva ammesso lincontro, ma non di aver ricevuto il denaro. (Il Venerdì di Repubblica)
E di alcuni sottosegretari:
Brancher Aldo (Deputato e sottosegretario di Forza Italia). Ex paolino, ex manager di Famiglia Cristiana. Abbandona labito in contrasto con i suoi superiori (in particolare con il direttore, don Zega) e diviene manager di Publitalia. Nel93 è arrestato per tangenti, non ammette nulla. Nel 99 è condannato a due anni e otto mesi (primo grado). In seguito diventa responsabile di FI nel Nord e candidato nel Veneto. È sottosegretario di Bossi, al ministero delle Riforme. (Marco Travaglio e Peter Gomez su Micromega)
Colucci Francesco (Deputato di Forza Italia). Ex socialista, condannato nel 94 per voto di scambio, il deputato milanese è stato poi assolto dopo un lungo iter giudiziario. Nel 92 gli trovarono un archivio informatico con migliaia di nomi e interventi: dalle assunzioni a favori vari. Difeso dallavvocato Domenico Contestabile, il parlamentare che ha chiesto lamnistia per i reati di Tangentopoli. (Marco Travaglio e Peter Gomez su Micromega)
Dalì Antonio (senatore di Forza Italia). Il neo-sottosegretario agli Interni è membro di una nota famiglia del trapanese che è stata oggetto di indagini per i suoi rapporti con i Messina Denaro (Matteo Messina Denaro, latitante, è indicato come uno dei nuovi capi di Cosa Nostra). Il vecchio Francesco Messina Denaro, capomafia di Trapani, fu storico campiere dei DAlì, grandi proprietari agricoli (campieri o stallieri, sembra un vezzo in Forza Italia); Matteo fu dipendente fino al 94. Membri della famiglia DAlì, inoltre, erano stati oggetto di inchiesta della polizia anche come soci della ex Banca Sicula che fu sospettata di essere strumento di riciclaggio della mafia. (Marco Travaglio e Peter Gomez su Micromega)
Iole Santelli: un viceministro in conflitto (con se stessa)
Fino a diverso tempo fa è stata lassistente dellattuale Presidente del Senato, Marcello Pera.
Sarebbe interessante sapere con che tono affrontavano i problemi relativi alla giustizia. Perché, se cera un parlamentare che fino a 4-5 anni fa tuonava contro il malaffare, la corruzione, e si ergeva a paladino dei magistrati che qualcosa hanno fatto per reprimere i fatti penalmente rilevanti allinterno della pubblica amministrazione, questi era Marcello Pera.
Evidentemente devono aver litigato, perché prima di diventare viceministro al ministero di Grazia e Giustizia, Iole Santelli ha svolto la propria attività di volontariato socio-politico quale praticante dello studio legale di Cesare Previti.
In questo studio si sarà affinata sulle tecniche giuridiche per cui lo studio Previti e i suoi membri sono competenti.
Al di là della competenza, sicuramente Iole Santelli sarà a conoscenza di tutte le posizioni processuali e difensive di Cesare Previti in quei tribunali dove viene processato per diversi reati.
Qui non si discute la competenza giuridica del vice ministro, ma colpisce lo strano valzer cui è costretta nella famosa querelle giudiziaria che vede protagonista il titolare dello studio presso cui ha fatto pratica professionale.
Infatti, in quel processo che vede Cesare Previti imputato di corruzione in atti giudiziari, lo Stato italiano si è costituito parte civile, cioè, essendo parte lesa e danneggiato dal comportamento contestato allimputato Previti, chiede che venga riconosciuto il risarcimento dei danni subiti dallamministrazione della Giustizia.
E quindi, in questo momento Iole Santelli si sta prodigando affinché lo Stato riesca a far valere le proprie ragioni contro Cesare Previti.
Manca di riconoscenza un tipo così. Sta lottando contro colui che le ha dato la possibilità di affinarsi nella tecnica giuridica.
E allo stesso tempo, abbiamo visto Iole Santelli presente agli incontri sulla Giustizia che ogni tanto si svolgono nellufficio di Berlusconi, presente lo stesso Previti e Marcello dellUtri, altro esperto di cose processuali, oltre a Carlo Taormina che sta combattendo la propria battaglia contro unistituzione dello Stato: la magistratura.
E un Ministro perennemente in conflitto (di interessi)
Abbiamo segnalato come il ministro Lunardi ha risolto il conflitto di interessi che lo riguardava.
Non contento, come primo atto ha nominato il sig. Giovanni Paolo Gaspari (figlio di un mitico ministro democristiano) membro della propria segreteria tecnica delegandolo ad affrontare i problemi degli appalti sullalta velocità.
Giovanni Paolo Gaspari è responsabile dei rapporti finanziari della TAV, la società consorzio che gestisce i lavori nelle varie zone dItalia.
In pratica a un incontro fra la TAV e il ministero potrebbe andarci da solo, fare le proposte e accettarsele da solo.
Oppure mandare per luna o per laltra parte un suo subordinato che, qualora sorga un nuovo problema, gli dovrà pur chiedere cosa ne pensa. E allora il subordinato deve dire: dr. Gaspari, su questo argomento non ero pronto, aspetti che chiamo il dr. Gaspari per avere suggerimenti
Secondo atto: ha nominato direttore dellAnas il sig. Antonio Pozzi, attuale amministratore delegato della società Raccordo autostradale della Val dAosta. Questa società ha concesso appalti per miliardi a Lunardi. A esempio Lunardi è il progettista del raccordo della Val dAosta e verrà pagato al 4 per mille delle spese complessive (inizialmente a 700 miliardi e ora a 2 mila miliardi, di cui il 65% pagati dallo Stato). Per lo Stato i controlli sulle spese vengono fatti dallAnas.
Ricapitoliamo: Lunardi ha progettato unautostrada e verrà pagato sulla base delle spese della società costruttrice. Questa viene controllata dallAnas. LAnas verrà guidata dal sig. Pozzi Antonio, che è il numero 1 della Rav.
Chi controllerà alla fine loperato dellAnas e della Rav? Ma lui, Lunardi!
Suona quanto mai profetica la famosa frase pronunciata dal ministro: «Le cosche ci sono sempre state e sempre ci saranno. Dovremo convivere con questa realtà».
Sua Eccellenza lavv. dott. prof. on. sott. segr. Carlo Taormina
Berlusconi deve fare non uno ma dieci passi indietro. La sua presenza danneggia levoluzione del Paese perché il suo conflitto permanente di interessi tra politica e magistratura, da una parte, e ricerca di una personale libertà dai processi dallaltra, impedisce la soluzione della questione giustizia. (Testimonianza di Carlo Taormina del 1998, riportata da Gian Antonio Stella in Tribù)
Si cominci a mettere in fila i nomi dei magistrati che hanno sbagliato a Milano, a Palermo, a Roma e Perugia e così via e siano immediatamente processati. Il sottosegretario Carlo Taormina prende spunto dalle motivazioni della sentenza di assoluzione di Berlusconi dallaccusa di aver pagato tangenti alla Guardia di Finanza per attaccare a testa bassa i magistrati e in particolare Giuseppe Gennaro, presidente dellassociazione nazionale magistrati. (Repubblica, 8 novembre 2001)
Si dovrebbe dimettere da parlamentare. (Previti n.d.a.) Nessun avvocato al mondo ha visto mai una parcella da 21 miliardi di lire. È indifendibile sul piano politico. E non cè dubbio che rappresenta un enorme problema per Forza Italia. Come imputato ha tutto il diritto di difendersi, ma dovrebbe dimettersi da parlamentare. (Testimonianza di Carlo Taormina riportata da Gian Antonio Stella in Tribù)
Il sottosegretario agli Interni Carlo Taormina, in veste di giudice dei giudici, chiede larresto dei magistrati milanesi. Questa volta non si tratta dei terribili pubblici ministeri di Mani pulite ma di un collegio giudicante che ha osato interpretare a suo modo una sentenza della Corte Costituzionale. Si va in galera con molto meno, ha detto Taormina, commentando una decisione del giudice Laura Conte, presidente della prima sezione penale che dovrà giudicare Cesare Previti ed altri imputati per corruzione in atti giudiziari. E ha proseguito: Questo non è un confronto giudiziario, questa è una guerra che la magistratura di Milano ha dichiarato a Berlusconi in quanto esponente della maggioranza del paese. (Il Manifesto, 18 novembre 2001)
Da un lato, come esponente del Governo, Taormina riceve le telefonate di Berlusconi, Letta, Scajola che lo invitano a compiere al più presto un atto di contrizione rinunciando ai suoi incarichi professionali e, dallaltro, lui prende un volo per la Puglia, viene caricato su unauto blindata e con tanto di poliziotti al seguito si presenta nellaula Metrangolo del palazzo di Giustizia brindisino per difendere, ancora una volta il boss della Sacra corona unita Francesco Prudentino.
Quando la scorta del ministero lo scarica a Roma, per Taormina è la volta delle interviste per giustificare quella che lui non vuol sentir definire una resa: Soltanto gli stupidi si ostinano a mantenere posizioni inopportune. Le persone intelligenti sanno quando è il momento di correggere il tiro dice al Corriere della Sera. E aggiunge: Credo di aver dato una prova di grande sensibilità. Certo, quella di continuare a fare il sottosegretario di Stato e lavvocato difensore del contrabbandiere Prudentino. Quella di usare la macchina del ministero e la scorta per fare, come se nulla fosse, il suo mestiere, del tutto privato, di legale. (www.repubblica.it)
Non parlo più, ha detto stamane a Potenza, dove si trovava per seguire una causa, il sottosegretario allInterno Carlo Taormina, rifiutandosi di ribattere ai commenti di numerosi esponenti politici sulla sua ultima, criticata presa di posizione. (www.cnn.it, 22 novembre 2001)
Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha lanciato mercoledì un appello affinché le istituzioni rispettino il limite delle proprie competenze. La presa di posizione del capo dello Stato arriva in un momento di tensione tra magistratura e governo per le dichiarazioni rilasciate di recente dal sottosegretario allInterno Carlo Taormina. (www.cnn.it, 22 novembre 2001)
Mi sembra che il presidente abbia giustamente richiamato la magistratura ha detto Taormina riferendosi alle parole di Ciampi. Alla domanda se non si sentisse richiamato dal discorso del capo dello Stato, il sottosegretario allInterno ha risposto: Assolutamente no perché da parte mia non cè stata alcuna interferenza (...). Da parte mia cè stata solo critica che è garantita dallarticolo 21 della Costituzione.
Alle accuse dellopposizione di centrosinistra, Taormina ha replicato escludendo la possibilità di sue dimissioni: Non ci penso nemmeno. Io resto dove sto. Devo fare il mio lavoro. Basta per favore con le polemiche. Non è delle mie parole che vi dovete sorprendere ma del fatto che dei magistrati hanno calpestato una decisione della Corte Costituzionale. (www.cnn.it, 22 novembre 2001)
Carlo Taormina non è più sottosegretario al ministero dellInterno. La lunga vicenda politica aperta dalle dichiarazioni polemiche sulla magistratura si è chiusa con lintervento del ministro Claudio Scajola al Senato che ha dato notizia di una lettera di Taormina al presidente del Consiglio. Nella lettera, ha detto Scajola, Taormina mette a disposizione il suo mandato. Scajola ha poi ringraziato pubblicamente Taormina per la decisione difficile di dimettersi, e per loperato svolto al Viminale. Si conclude così il caso che aveva creato non poche difficoltà alla maggioranza.
Metto a disposizione il mio mandato. E chiedo alla sinistra, al centro e alla destra di riconoscere la coerenza con la quale ho affrontato i temi della giustizia. E mi batterò sempre perché non ci siano magistrati incapaci, corrotti e politicizzati, si legge nella lettera.
(www.cnn.it, 4 dicembre 2001)
La giunta dellAssociazione nazionale magistrati, con uniniziativa senza precedenti, ha dato le dimissioni in blocco per protestare contro le accuse reiterate e frutto di eccezionale violenza mosse dalla Casa delle Libertà nei confronti della magistratura. In particolare, sotto accusa sono le dichiarazioni del ministro della Giustizia Roberto Castelli, nella bozza di documento presentata martedì al Senato e che ha preceduto le dimissioni del sottosegretario allInterno Carlo Taormina.
Le parole con le quali la Casa della Libertà, nel documento presentato da Castelli, ha preso posizione sulla vicenda Taormina, sono apparse allAnm ancora più lesive della magistratura di quelle pronunciate a suo tempo dallex sottosegretario, e che hanno portato poi alle dimissioni.
Resto convinto che la magistratura deve restare indipendente aveva detto martedì il ministro Castelli ma la politica deve essere al riparo da attacchi strumentali da parte dei magistrati. La vicenda delle toghe rosse ha replicato il presidente dellAnm Giuseppe Gennaro è un pretesto dietro il quale si nasconde la volontà politica di controllare il pubblico ministero e lesercizio imparziale e indipendente della giurisdizione. Si mette così in crisi luguaglianza dei cittadini di fronte alla legge penale. Oltretutto è la prima volta che un ministro della Giustizia discute in termini di assoggettamento del pm allesecutivo.
(www.cnn.it 5 dicembre 2001)
Ruggiero, voglia di Euro saltami addosso
«Non voglio esercitare pressioni su Berlusconi più di quante già immagino abbia, ma Ruggiero rappresenta proprio quello che vogliamo cambiare». (Corriere della Sera, 23 maggio 2001)
Chi si esprime così è Bossi. La CdL ha appena vinto le elezioni e già scoppiano le prime polemiche e i veti incrociati sugli incarichi di governo. A Berlusconi è già sfuggito il nome prestigioso di Montezemolo e non può certo presentarsi al cospetto dellEuropa con uno Scajola, un Urbani o un Casini qualsiasi come ministro degli Esteri del resto Urbani lo aveva detto:
è chiaro che al Quirinale si sta affrontando anche il delicatissimo nodo della Farnesina, dove al pari del Viminale servirà una personalità in sintonia con il futuro premier. (Corriere della Sera, 17 maggio 2001)
Non possiamo credere che un diplomatico come Ruggiero (dopo tutto il tempo che si è preso per dare la sua disponibilità) non avesse detto chiaramente al futuro premier quali fossero le sue idee in tema esteri: ma allora le idee chiare chi è che non le aveva (e continua a non averle)?
È datato 22 maggio il successivo scontro: Rocco Buttiglione prende di mira Ruggiero ai tempi dellopa Edf su Montedison. È uno scontro indiretto, che ha come posta le nuove regole sulle scalate ostili allesame di Strasburgo. Il ministro delle Politiche Comunitarie saluta la bocciatura (per un solo voto) della direttiva Ue sulle offerte pubbliche dacquisto come un salutare «schiaffo alla Francia», mentre il titolare della Farnesina esprime allopposto tutto il suo rammarico: «Noi italiani saremmo stati più protetti da questa direttiva».
Si arriva così allestate e, passato con fatica lappuntamento del G8, si pone il problema del prossimo vertice sullalimentazione. Ruggiero, contro il parere dello stesso Berlusconi, insiste perché il summit della Fao si tenga a Roma. Buttiglione lo vorrebbe allestero. Per la Farnesina un eventuale trasferimento sarebbe invece uno smacco e un cedimento alla paura della piazza.
Con la Lega cè un problema culturale e ideologico. Il Carroccio mette in guardia sui pericoli legati allimmigrazione dei musulmani in Italia, mentre Ruggiero non si stanca di ripetere il suo no alle guerre di religione, allo scontro di civiltà. «Lattenzione prioritaria dellItalia predica il ministro continua a essere rivolta verso i paesi arabi e islamici, la loro civiltà, la loro cultura, la loro religione».
Arriva così agosto e si apre anche un altro scontro: quello sul progetto dellAirbus A400M, laereo militare da trasporto europeo che il ministro della Difesa Antonio Martino, sentiti i vertici dellAeronautica, definisce non utile alle nostre Forze armate. Ruggiero ne fa un caso politico, di partecipazione europea; dopo il vertice di Laeken, lItalia non ha confermato lordine di 16 esemplari.
Sempre con Martino, è scontro sullinvio di truppe in Afghanistan: Rug-giero annuncia partenze che, secondo il ministro della Difesa, non sono di sua competenza. In interviste successive, il capo della diplomazia insiste: a lui tocca la gestione politica, sostenendo che la Difesa deve limitarsi a fornire mezzi e uomini secondo possibilità.
Infine lo scontro decisivo. I primissimi giorni dellanno lagenzia britannica Reuters ha così sintetizzato nel titolo di una corrispondenza da Roma sulle reazioni politiche allarrivo dellEuro: «I ministri italiani fanno del loro meglio per intaccare leuforia». «Purtroppo questa è la pura verità» afferma Ruggiero, riferendosi soprattutto a Bossi che, in dicembre, ha dichiarato: «Noi siamo per dare allEuropa il meno possibile».
Ma il nostro capo del Governo, proprio a seguito di queste precisazioni del ministro degli Esteri, ribadisce che: Ruggiero è un ministro tecnico e in questa veste io lho chiamato al governo: non cè alcuna possibilità che quel che dice abbia conseguenze politiche, ancora una volta smentendo se stesso, quando aveva tracciato pubblicamente, a Porta a Porta, prima ancora delle elezioni, lidentikit del suo candidato per questo ruolo: un uomo in grado di fare una politica bipartisan per lUnione Europea e lAlleanza atlantica.
A questo punto Ruggiero sbatte la porta: Se tecnico significa esperto, confida a chi gli sta vicino, la cosa mi va benissimo, ma se con quella parola si vuole intendere mero esecutore o, peggio, funzionario di Arcore, allora non posso starci, e presenta le sue dimissioni. Con gran sconcerto della stampa europea, che sottolinea questa ennesima figuraccia, proprio durante un evento importante come lavvento dellEuro.
Meno tasse per tutti?
Il Governo mette a punto la Finanziaria e si accende una nuova polemica sulle tasse. La manovra recupera 33 mila miliardi fra tagli e risparmi di spesa. ( ) Ma una buona parte di queste risorse, circa 2.300 miliardi, viene recuperata con la sospensione dei tagli delle aliquote Irpef già programmati nellultima Finanziaria. La decisione del Governo, illustrata dal ministro dellEconomia Giulio Tremonti e dal viceministro Mario Baldassarri negli ultimi incontri di ieri, è stata accolta con stupore dai sindacati. Lex ministro del Tesoro, Vincenzo Visco, attacca: «Il governo Berlusconi non solo non diminuisce le tasse, ma le aumenta rispetto a quanto fatto dal Governo di centrosinistra. Questo dimostra le falsità delle promesse fatte in campagna elettorale». ( ) a sorpresa, il Governo ha annullato anche la diminuzione delle aliquote Irpef già prevista. Nel dettaglio: dal primo gennaio 2002 il prelievo per i redditi da 20 a 30 milioni sarebbe dovuto scendere dal 24 al 23%, inoltre era attesa la riduzione di mezzo punto percentuale per tutti gli altri scaglioni di reddito. (Corriere della Sera, 28 settembre 2001)
.La questione della mancata diminuzione delle tasse è talmente clamorosa che si è arrabbiato persino Vittorio Feltri. Su Libero, il primo agosto, ha scritto: Se non stimassi Tremonti, per non dire di Berlusconi, sospetterei che ci hanno preso per il culo.
Infatti le aliquote Irpef oggi in vigore per i corrispondenti scaglioni di reddito, (18% per redditi fino a 20 milioni, 24% per i redditi compresi oltre i 20 e fino a 30 milioni, 32% fino a 60 milioni, 39% fino a 135 e 45% per redditi oltre i 135 milioni), con la nuova riforma, saranno sostituite da due aliquote rispettivamente al 23% per i redditi fino a 100.000 euro (circa 200 milioni di lire) e del 33% oltre il suddetto importo.
Ecco i risultati della riforma:
Reddito Attuale Futura DIFFERENZA
(in lire) imposta imposta
20.000.000
3.600.000 4.600.000
+1.000.000
25.000.000 4.800.000
5.750.000
+950.000
30.000.000 6.000.000
6.900.000
+900.000
35.000.000 7.600.000
8.050.000
+450.000
40.000.000 9.200.000
9.200.000
0
50.000.000 12.400.000
11.500.000
-900.000
100.000.000 31.200.000 23.000.000
-8.200.000
135.000.000 44.850.000 31.050.000
-13.800.000
200.000.000 74.100.000 46.000.000
-28.100.000
500.000.000 209.100.000
112.000.000 -97.100.000
Insomma, un lavoratore dipendente con un reddito lordo annuo di 25 milioni di lire pagherà 950.000 lire di tasse in più allanno! Chi invece ha un reddito lordo di 135 milioni si vedrà aumentare il suo gruzzolo di più di 13 milioni!!! Questo, oltre a essere in contrasto con il famoso slogan Meno tasse per tutti, è in palese contrasto con lart. 53 della Costituzione che specifica: Il sistema tributario sia informato a criteri di progressività. Questo vuol dire che chi guadagna di più dovrebbe maggiormente contribuire alla spesa sociale e non viceversa.
Su un altro aspetto, invece, Tremonti sembra avere le idee più chiare. al ministero delle Finanze, è stato rimosso il direttore dellagenzia delle entrate Massimo Romano, che si era distinto (oltre che per essere riuscito a incrementare in maniera eccezionale il gettito fiscale) per accertamenti fiscali presso grandissime aziende, tra cui quella del capo del Governo, contestandogli lelusione miliardaria della legge che porta proprio il nome del ministro: Tremonti.
Investire nel campo della formazione
( )
Non cè più tempo da perdere. Se lItalia vuole davvero contare nel mondo integrato delleconomia dovrà investire, dovrà investire molto nel campo della formazione, delluniversità, della ricerca. Investire nel capitale umano è il modo migliore non solo per rendere competitive le nazioni, per aumentarne la ricchezza, ma soprattutto per aiutare chi oggi non è in grado di trarre vantaggio dalla globalizzazione. (Silvio Berlusconi, discorso per la fiducia al Senato)
Ecco allora lattesa Finanziaria 2002, che allarticolo 13, comma 7 dice testualmente: ( ) Sono abrogati il comma 5 dellarticolo 4 e larticolo 9 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, e successive modificazioni.
Questo articolo stanziava 33 miliardi lanno per i compensi ai docenti che partecipano agli esami di Maturità.
È così che si comincia ad investire nel capitale umano: tagliando gli investimenti per i docenti!
Fa eco il ministro dellIstruzione Moratti, che dichiara subito dopo lapprovazione della Finanziaria (Corriere 12 ottobre 2001): Chi è già nella scuola resta al lavoro, ma vanno contenute e controllate le supplenze e gli abusi del loro utilizzo e aggiunge che intende far scendere lincidenza degli stipendi sullintera spesa per listruzione dallattuale 95,6 per cento all80 per cento. Questo allo scopo di liberare risorse per migliorare la qualità dellistruzione, poiché è ancora da dimostrare che laumento del personale produce automaticamente una scuola migliore.
Analizziamo i 5 passi giusti per la scuola migliore contenuti nella Finan-ziaria 2002:
1. la dotazione del personale viene costituita in base al numero di alunni, e non di classi. (comma 1 art. 13 Finanziaria 2002)
2. aumento delle ore di lavoro in classe; (comma 3 art. 13)
3. si sopprimono le cattedre composte dagli spezzoni orari (oltre 40.000!); (comma 3 art. 13)
4. se un insegnante dovesse assentarsi per meno di 15 giorni, non potrà più essere sostituito da un supplente esterno, ma solo da un collega della stessa scuola non necessariamente dellidentica materia; (comma 5 art. 13)
5. vengono eliminate le figure degli insegnanti specialisti (coloro i quali insegnano una lingua straniera) dalla scuola elementare, togliendo così lavoro a circa 7.000 persone. (comma 4 art. 13)
Tutto questo perché:
( ) Il nostro obiettivo è dunque quello di realizzare un sistema formativo di qualità e di libertà, una scuola correlata al mondo della cultura ma anche del lavoro, dellimpresa, della produzione, una scuola che sappia garantire ai nostri figli un avvenire sicuro.
( )
Sento che lItalia che ho in mente, di cui abbiamo parlato agli italiani nel corso della campagna elettorale, è quella che gli italiani vogliono. Per questo ci hanno dato fiducia, affidandoci la responsabilità di governare. E lItalia che vogliamo è ( ) un Paese dove tutti abbiano la possibilità di istruirsi. (Berlusconi, discorso insediamento al Senato)
Certo, ma con meno insegnanti per alunni (punto 1), più ore di lavoro (punto 2), meno docenti (punti 3, 4 e 5)!
Investire nella ricerca
Ricordate? Diceva il presidente Berlusconi che, oltre che nella formazione, sarà importante investire molto nel campo (..) della ricerca.
E lo stesso ministro per lIstruzione e la ricerca, Moratti, nel suo documento programmatico dichiarava linequivocabile impegno di portare gli investimenti nazionali per la scienza e la tecnologia al livello dellUnione Europea (2% di media tra spesa privata e spesa pubblica da cui lItalia è lontana da sempre). Questo, in termini pratici, richiedeva un aumento graduale del finanziamento pubblico, attualmente attestato intorno allo 0,6%.
Ma di questo aumento non cè traccia nel bilancio dello Stato. Ci sono invece tagli rispetto ai livelli stabiliti nella Finanziaria dellanno scorso.
140 miliardi di meno per la ricerca universitaria, 105 in meno nel fondo unico degli enti di ricerca ed una diminuzione di 80 miliardi al FIRB, il fondo per progetti di ricerca strategici secondo quanto affermato da Luigi Berlinguer. (Repubblica 23 ottobre 2001)
E come non bastasse, Marcello Pacini, deputato di Forza Italia ed ex direttore della Fondazione Agnelli, ha scritto su La Stampa che il modo per risolvere sul serio il problema della ricerca scientifica in Italia è uno solo: abolire il CNR.
Falso in bilancio
Pietra dello scandalo è la norma che stabilisce le sanzioni per il reato di falso in bilancio. Secondo lopposizione le modifiche introdotte alla Camera (a cui ha dato un contributo in commissione il deputato di Forza Italia Niccolò Ghedini, componente del collegio di difesa di Berlusconi) e ora confermate dal Senato avrebbero leffetto di sanare la posizione giudiziaria di Berlusconi in tre processi nei quali è coinvolto: All Iberian, Sme e Milan. Gli emendamenti apportati a Montecitorio riducono le pene, con leffetto di ridurre anche drasticamente i termini di prescrizione. Se il reato non apporta danno ai soci, è punibile con una pena fino a un anno e sei mesi. Se invece cè danno, allora la pena sale fino a tre anni ma il reato viene perseguito solo su querela di parte. Nel caso di società quotate la pena massima arriva invece a quattro anni e il magistrato agisce dufficio: oggi si rischiano fino a cinque anni. «Usufruendo della sua posizione il presidente del Consiglio ottiene la prescrizione dei reati per i quali è processato. È una totale diseguaglianza di fronte alla legge e ad altri cittadini», ha affermato Angius. (Corriere della Sera, 29 settembre 2001)
ribadisco che la mia storia di imprenditore nel settore delle comunicazioni e la mia coscienza personale non autorizzano alcuno a sospettare, nella mia azione istituzionale, fini diversi da quelli del bene comune . (Berlusconi, discorso programmatico in Senato)
All Iberian: piuttosto che continuare un processo minato dalle norme sopraggiunte, laccusa lascia intendere di voler chiedere il «non luogo a procedere» per gli imputati di aver falsificato bilanci Fininvest per oltre mille miliardi fino al 1994. Gli imputati, compreso Berlusconi, tramite uno dei suoi difensori, hanno ieri chiesto linutilizzabilità (grazie alla nuova legge) delle rogatorie (...). È la seconda volta che limputato Berlusconi chiede di avvalersi della nuova legge: è già accaduto nel processo per lacquisto «in nero» del calciatore Lentini. (Corriere della Sera, 14 novembre 2001)
La chiave di tutto, secondo la più alta istituzione finanziaria del Paese, che nella sua autonomia e indipendenza rappresenta anche un saldo punto di riferimento dentro e fuori lItalia, è proprio nel recupero di competitività del nostro sistema sui mercati internazionali. A questo scopo occorre attirare in Italia una quota maggiore di investimenti esteri. (Berlusconi, discorso programmatico in Senato)
No, non è in discussione solo linteresse dei soci e dei creditori. Se diventa quasi lecito falsificare i bilanci viene intaccata la trasparenza e vengono alterate le regole della concorrenza. Per di più, vengono scoraggiati gli investitori stranieri: che dovrebbero fare, le imprese di altri paesi intenzionate a investire in Italia? Adattare la loro contabilità alle regole italiane, per non restare svantaggiate nella concorrenza? O mantenere le loro regole affrontando i rischi della differenza? Nel dubbio, io credo, rinuncerebbero a investire.
Penso che i problemi di trasparenza e di concorrenza originati dalla quasi depenalizzazione del falso in bilancio siano di competenza dellUnione Europea. Che in materia ci siano delle regole da cambiare, pare certo: ma è molto grave che si approfitti di una tale esigenza per far passare norme che riguardano non linteresse pubblico bensì quello privato. Le autorità europee potrebbero indicare le linee di una riforma rispondente allinteresse pubblico e conforme alle regole valide in Europa. (Paolo Sylos Labini, Repubblica, 8 agosto 2001)
Rientro capitali
DECRETO-LEGGE 25 settembre 2001, n. 350
Disposizioni urgenti in vista dellintroduzione dellEuro.
( )
Capo III EMERSIONE DI ATTIVITà DETENUTE ALLESTERO
Art. 12. Rimpatrio 1. Nel periodo tra il 1 novembre 2001 e il 28 febbraio 2002 gli interessati fiscalmente residenti in Italia che rimpatriano, attraverso gli intermediari, denaro e altre attività finanziarie comunque detenute alla data di entrata in vigore del presente decreto fuori del territorio dello Stato, senza losservanza delle disposizioni di cui al decreto-legge n. 167 del 1990, possono conseguire gli effetti indicati nellarticolo 14 con il versamento di una somma pari al 2,5 per cento dellimporto dichiarato delle attività finanziarie medesime, che non è deducibile, né compensabile, ai fini di alcuna imposta, tassa o contributo. Le attività così rimpatriate possono essere destinate a qualunque finalità.
Guardando solo al titolo di questo decreto legge, potrebbe sembrare che si stia parlando dellEuro e dei problemi connessi alla sua introduzione; eppure, approfondendo la cosa, si arriva al famigerato CAPO III: chi si fosse trovato nella imbarazzante situazione di convertire il proprio denaro (mai dichiarato in Italia) in Euro (da utilizzare successivamente in Italia) adesso può farlo pagando una imposta una tantum pari al 2,5% del capitale versato. Come? Leggiamo larticolo 13:
Art. 13. Adempimenti 1. Gli interessati presentano agli intermediari una dichiarazione riservata delle attività finanziarie rimpatriate, conferendo lincarico di ricevere in deposito le attività provenienti dallestero. ( )
2. Gli intermediari versano la somma di cui allarticolo 12 ( ) entro il termine previsto per il versamento delle ritenute relative al mese di ricezione della dichiarazione riservata. ( )
3. Gli intermediari rilasciano agli interessati copia della dichiarazione riservata. Gli intermediari comunicano allamministrazione finanziaria ( ) lammontare complessivo delle attività rimpatriate, quello delle somme di cui allarticolo 12, comma 1, versate ( ) senza indicazione dei nominativi dei soggetti che hanno presentato la dichiarazione riservata.
Ma chi sono questi intermediari? le banche italiane, le società dintermediazione mobiliare ( ), le società di gestione del risparmio conto terzi ( ), gli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico ( ), le Poste italiane S.p.a., le stabili organizzazioni in Italia di banche e di imprese di investimento non residenti. (art. 1)
E quali sono gli effetti di questo rimpatrio di capitali? Art. 14. Effetti del rimpatrio 1. ( ) il rimpatrio delle attività finanziarie ( )
a) preclude nei confronti del dichiarante e dei soggetti solidalmente obbligati, ogni accertamento tributario e contributivo ( ) limitatamente agli imponibili rappresentati dalle somme o dalle altre attività costituite allestero e oggetto di rimpatrio;
b) estingue le sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali ( ) relativamente alla disponibilità delle attività finanziarie dichiarate;
c) esclude la punibilità per i reati di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo n. 74 del 2000, nonché i reati di cui al decreto-legge n. 429 del 1982 ( ) relativamente alla disponibilità delle attività finanziarie dichiarate.
2. Fermi rimanendo gli obblighi in materia di antiriciclaggio ( ) gli intermediari non effettuano le comunicazioni allamministrazione finanziaria previste dallarticolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 167 del 1990. Gli intermediari non devono comunicare allamministrazione finanziaria, ai fini degli accertamenti tributari, dati e notizie concernenti le dichiarazioni riservate, ivi compresi quelli riguardanti la somma e i titoli di cui allarticolo 12, commi 1 e 2.
È certo che questo decreto non è stato pensato per il rientro di capitali di tanti, onesti lavoratori italiani allestero (altrimenti non si spiegherebbe la possibilità dellanonimato), e certo non di capitali puliti (altrimenti non si capisce il perché della non punibilità). In sostanza non si tratta di capitali esuli (è quindi sbagliato luso che si fa della parola rimpatrio) ma (nella migliore delle ipotesi) di somme uscite illegalmente dallItalia che si riaccettano con tutti gli onori: detassazione (a parte un misero 2,5%), depenalizzazione, esonero dagli accertamenti della finanza e anonimato!
Se questi capitali, al contrario, fossero rimasti in Italia, ci sarebbero stati più entrate per lo Stato (tramite le imposte riscosse), meno debito pubblico, più posti di lavoro, quindi noi tutti cittadini abbiamo pagato i costi di queste scelte privatissime e illegali!
Come giustamente ha dichiarato lon. Castagnetti in Parlamento, durante il dibattitto sul decreto: Perché lidentità di chi rientra, di chi beneficia di un trattamento privilegiatissimo deve essere nascosta? Perché gli italiani, che non hanno evaso, che non hanno fatto false fatturazioni, che non hanno riciclato la propria ricchezza, che non hanno avuto paura della patrimoniale, non dovrebbero conoscere lidentità dei loro connazionali che si sono avvantaggiati e che anche oggi si avvantaggiano dellonestà altrui? ( ) Come la mettiamo con i cittadini onesti, che hanno tenuto qui in Italia i loro soldi pagandoci le tasse venti o trenta volte di più? Che ne è dellarticolo 3 della Costi-tuzione? ( ) Dopo questa serie di provvedimenti, perché si dovrebbero fare ancora bilanci aziendali veri? Perché non utilizzare territori stranieri come base per consumare reati in territorio nazionale? Perché non evadere il fisco? Perché non fare false fatturazioni? Perché? Una volta avremmo potuto rispondere: per la nostra coscienza, perché abbiamo un senso civico, delle virtù personali, perché cè la legge. Ma se oggi la legge lo consente? Allora, è giusto fare così. Ciò che è consentito, è bene. Ecco come è possibile cambiare pelle, cambiare il senso della legalità, cambiare la civiltà giuridica di un paese.
Rogatorie
Giovanni Pozzi è un ricco uomo daffari: capelli lunghi, abiti eleganti e casa a Brunello, nel Varesotto. Ma cosa centra con Berlusconi?
Torniamo indietro di qualche mese.
Con questa legge non succede niente: nessuno esce dal carcere, non cè decorrenza dei termini. La sinistra ha fatto una battaglia infondata, ha fondato il club della menzogna. (Silvio Berlusconi, conferenza stampa di Bruxelles davanti ai giornalisti di tutto il mondo, 10 ottobre 2001)
Questo era quanto affermato subito dopo lapprovazione in Parlamento della legge sulle rogatorie dal presidente del Consiglio.
Per capire bene questa storia, dobbiamo tornare ancora più indietro.
È il 1998, quando tra Svizzera e Italia si stipula un accordo che comincia così: La Repubblica italiana e la Confederazione Svizzera, desiderose di semplificare nei rapporti tra i due Stati lapplicazione della Convenzione europea di assistenza giudiziaria ( ) stipulano un accordo che è inteso a ( ) facilitare lapplicazione tra gli Stati contraenti della Convenzione.
È il cosiddetto accordo sulle rogatorie.
Ma cosa sono le rogatorie?
Come spiega Bruno Tinti (i quaderni di Micromega suppl. al n. 4/ 2001): Tutti sanno che la delinquenza non conosce frontiere: il carico di armi destinato a Bin Laden sarà pagato con danaro proveniente da qualche banca ubicata in Svizzera; la droga destinata a questo o a quellaltro paese del mondo occidentale sarà anchessa pagata con transazioni finanziarie (danaro contro droga, armi, donne o minori). ( ) Ecco, per seguire il danaro occorre la collaborazione degli Stati: il poliziotto o il magistrato italiano non può autonomamente svolgere indagini in Svizzera e deve chiedere al suo collega straniero di svolgerle per lui. Queste indagini svolte su richiesta dello Stato estero si chiamano rogatorie.
Le rogatorie verranno utilizzate in seguito dallo Stato richiedente e nel conseguente processo come materiale probatorio.
Tutto questo materiale veniva utilizzato anche se proveniva dallo Stato estero via fax, e-mail o brevi manu, senza essere autenticato da qualche competente funzionario. Poiché era chiaro che chiunque avesse avuto il sospetto di trovarsi davanti a documenti falsi lo avrebbe immediatamente denunciato, e il responsabile della falsità sarebbe stato immediatamente condannato.
Ciò rendeva più efficiente e rapida la collaborazione tra i vari Stati esteri.
La maggioranza parlamentare precedente nel momento stesso in cui tentò (in ritardo) di far passare la legge della ratifica della convenzione italo-elvetica al Senato (dopo averla approvata alla Camera) si scontrò con i quasi duemila emendamenti del Polo che bloccarono tutto. Il bello è che la Cdl, dopo aver vinto le elezioni, ha ripreso pari pari il testo dellaccordo italo-svizzero che aveva strenuamente boicottato. Allinizio, noi dellopposizione non riuscivamo a spiegarci perché presentassero lo stesso testo, chiedendo fra laltro lapprovazione durgenza, racconta Nando dalla Chiesa, senatore della Margherita e membro della Com-missione giustizia. Poi, verso la fine della discussione in Commissio-ne, quelli della Casa delle libertà hanno cominciato a proporre emendamenti, e hanno continuato in aula. Cioè, emendavano il testo che loro stessi avevano proposto, con nuove parti che rendevano più difficile lutilizzo del materiale svizzero nei processi. Il problema è che queste regole inserite per salvare Berlusconi aprono varchi a chiunque commetta certi reati, compresa la criminalità organizzata. Con il nuovo trattato, per esempio, diventa più difficile per un tribunale italiano utilizzare le intercettazioni telefoniche fatte in Svizzera, perché lì le regole sulle intercettazioni sono diverse dalle nostre. Natural-mente, conclude il senatore della Margherita, la Casa delle libertà ha giustificato il tutto in termini di garanzie, proprio nei giorni in cui a Genova venivano pestati indiscriminatamente i manifestanti pa-cifici.
Ed ecco larticolo 12 del disegno di legge di Ratifica ed esecuzione dellaccordo tra Italia e Svizzera:
1. La violazione delle norme di cui allarticolo 696, comma 1, riguardanti lacquisizione o la trasmissione di documenti o di altri mezzi di prova a seguito di rogatoria allestero comporta linutilizzabilità dei documenti o dei mezzi di prova acquisiti o trasmessi. Qualora lo Stato estero abbia posto condizioni allutilizzabilità degli atti richiesti, lautorità giudiziaria è vincolata al rispetto di tali condizioni.
1-bis. Se lo Stato estero dà esecuzione alla rogatoria con modalità diverse da quelle indicate dallautorità giudiziaria ai sensi dellarticolo 727, comma 5-bis, gli atti compiuti dallautorità straniera sono inutilizzabili.
1-ter. Non possono in ogni caso essere utilizzate le dichiarazioni, da chiunque rese, aventi ad oggetto il contenuto degli atti inutilizzabili ai sensi dei commi 1 e 1-bis.
In parole povere se il magistrato svizzero (o di qualsiasi altro Stato) sequestra una lettera in cui un politico accetta soldi da un mafioso, oppure trova il numero di conto bancario in cui un imprenditore ha versato soldi ad un magistrato in cambio di sentenze a lui favorevoli e trasmette il tutto via fax o via e-mail (o addirittura a mano), il giudice italiano non può utilizzare queste prove anche se sono le uniche che inchiodano limputato.
È falso che la legge preveda la retroattività delle norme: è una enorme montatura della sinistra e della stampa internazionale contro la legge. La legge consente soltanto lapplicazione delle norme sulle prove certe che esistono dal 1961. (Berlusconi, ibidem)
Proseguiamo allora con la lettura del primo comma dellart. 18 della medesima legge:
1. Le disposizioni processuali della presente legge si applicano ai procedimenti in corso che versano nella fase delle indagini preliminari ovvero nei quali è in corso o deve aver luogo ludienza preliminare.
È singolare che, tra i tanti processi a rischio con lapprovazione di questa legge (ed in particolare degli art. 13 e 18), vi siano le tre accuse di corruzione di magistrati romani che coinvolgono limputato Silvio Ber-lusconi e il suo avvocato e deputato Cesare Previti.
La legge mostra una spiccata sensibilità proprio per i «vizi formali» che il 12 maggio 2000 la difesa di Berlusconi invocò (ma che il tribunale respinse alla luce della normativa allora vigente), per chiedere linutilizzabilità dei documenti bancari cardini dellaccusa e frutto appunto delle rogatorie. (Corriere della Sera, 25 settembre 2001)
Il sospetto che tutto questo abbia influenzato il legislatore cè.
Il fatto è che, appena i giudici milanesi, con una argomentata ordinanza, hanno dichiarato che la legge sulle rogatorie non ostacolerà il recepimento, nel caso del processo Berlusconi-Previti, dei documenti provenienti dalle autorità elvetiche, ancorché non muniti di timbro su ciascun foglio ma convalidati da una lettera ufficiale di accompagnamento del Procuratore federale della Confederazione elvetica che attesta la piena conformità tra ciò che è stato richiesto e ciò che è stato trasmesso, è insorto il capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani, per denunciare lo scontro istituzionale tra le toghe di Milano e lo Stato, mentre lonorevole Ghedini, legale di Berlusconi, rincarava la dose chiedendo lintervento del Parlamento e del Guardasigilli perché promuovesse una azione disciplinare punitiva contro la pervicace volontà dei giudici milanesi di disapplicare le leggi e le decisioni della Consulta.
A nulla è servito lintervento, a difesa delloperato dei magistrati milanesi, dellUfficio federale di Giustizia della Confederazione elvetica, che ha fatto presente, riferendosi alle rogatorie in corso, che queste sono trasmesse nellidentica forma con la quale vengono trasmessi gli atti dalla Svizzera agli altri Paesi aderenti alla Convenzione europea e viceversa.
A dar manforte a questa tesi, arriva il 29 novembre dal Parlamento europeo un documento che critica le decisioni assunte dal Governo italiano in materia di giustizia. Il documento, approvato per alzata di mano, è un rapporto della Commissione controllo di bilancio in cui si critica la legge italiana sulle rogatorie, che rende difficili se non addirittura impossibili le rogatorie internazionali con la Svizzera per reati quali il riciclaggio di denaro sporco e il contrabbando di armi, stupefacenti e sigarette.
Il Guardasigilli, Castelli, replica a stretto giro di posta: ai parlamentari europei disinformati spiega che in seguito alla legge sulle rogatorie non è stato scarcerato nessuno.
Bene, adesso possiamo tornare al nostro Giovanni Pozzi:
è il primo italiano in assoluto a tornarsene a casa libero, perché la rogatoria si è dissolta nelle mani del pm; era accusato di essere un riciclatore di narcolire, e di aver portato in Svizzera almeno 75 miliardi in sette anni.
La conferma arriva dai suoi avvocati: Ci siamo rimessi alla nuova legge sulle rogatorie, allarticolo 3 che tanto ha fatto discutere, e ci siano rivolti al Tribunale del Riesame, a Milano, dove spiega Marco Lacchin, che con Paolo Bossi difende Pozzi abbiamo esposto le nostre ragioni il 5 novembre. Lo stesso giorno ci hanno dato ragione, annullando larresto. Gli atti, così comerano arrivati, sono stati ritenuti inutilizzabili. E siccome si era nella fase delle indagini preliminari e Pozzi era finito in carcere a Varese grazie ai documenti trasmessi dalla Svizzera, ha lasciato la cella.
Ma ha dichiarato di restare a disposizione dei magistrati e lo farà anche se, in teoria, nulla gli vieta dicono i legali di andarsene ai Caraibi.