| BIBLIOTECA | | EDICOLA | | TEATRO | | CINEMA | | IL MUSEO | | Il BAR DI MOE | | LA CASA DELLA MUSICA | | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI LUOGHI | |
ARSENALE |
| L'OSTERIA | | LA GATTERIA | | IL PORTO DEI RAGAZZI |


25 aprile 1945 - 25 aprile 2003

VENTICINQUE APRILE
57° anniversario della liberazione

Uomo del mio tempo di Salvatore Quasimodo

Dossier IL GIORNO DELLA MEMORIA

LA GEOGRAFIA DELLA DEPORTAZIONE ITALIANA
di Italo Tibaldi

La Liberazione
documenti e approfondimenti dell'ANPI di ROMA

dal sito

Discorsi e pericoli dei giorni d'oggi

3 maggio 2002: le parole del Capo dello Stato a Udine



Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda;

uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,

con le ali maligne, le meridiane di morte,

-t'ho visto- dentro il carro di fuoco, alle forche,

alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,

con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,

senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,

come sempre, come uccisero i padri, come uccisero

gli animali che ti videro per la prima volta.

E questo sangue odora come nel giorno

quando il fratello disse all'altro fratello:

“;Andiamo ai campi!”. E quell'eco fredda, tenace

è giunta fino a te, dentro la tua giornata.

Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue

salite dalla terra, dimenticate i padri:

le loro tombe affondano nella cenere,

gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo


| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO | LA POESIA DEL FARO|