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MUSICA

99 Posse: “Amerika pentiti”

Porgete scuse improbabili alle vostre stragi e catastrofi, da schermi piatti e satelliti, voi sorridete impeccabili, Amerika Amerika, Stati Uniti dalla falsità, Amerika Amerika, Stati uniti senza libertà”.

Coerenti, dopo dieci anni di forte impegno sociale. Schierati, a costo di censure. I 99 Posse hanno deciso di mantenere l'inedita Amerika, affiancata alla non meno corrosiva e antiglobal Stop That Train, per il doppio cd NA-99-10° in vendita da domenica 28 ottobre. L'album è a prezzo speciale, contiene 28 brani, dura 146 minuti ed è un documento prezioso per capire l'originalità dei 99 Posse che dai centri sociali sono riusciti ad amplificare, più di qualsiasi altra band, il loro messaggio “contro”.

Se “Amerika” scatenerà inevitabili polemiche, per piacere invece all'area del dissenso, brani come “Curre Curre Giagliò”, “Rafaniello”, “Salario garantito”, “S'addà appiccià” e i più recenti “Facendo la storia” e “L'anguilla” raccontano la storia sofferta di una nuova cultura urbana. Sorprendente anche il video in 3D di “Stop That Train”, dove Zulu, Mega, Marco e Massimo, più l'ospite Papa J sono cinque super eroi che uccidono il treno-serpente, seminatore di distruzione e strangolatore d'ideali.

Per Amerika vi aspettate polemiche?

Ci aspettiamo un po' di tutto. C'è chi l'apprezzerà e chi invece griderà allo scandalo. L'abbiamo scritta prima dell'11 settembre, ma la pubblichiamo ora che tanti sono diventati la corte dei miracoli americana. Se Osama Bin Laden è un terrorista, Bush è molto più pericoloso perché più potente. Il terrorismo islamico ha fatto 6 mila morti, quello americano di stato addirittura milioni.

Ce l'avete con gli americani?

Non con tutti, ovvio. Vogliamo sottolineare ch'è un paese di barbari. Sono superficiali, il loro unico valore è la corsa al successo. E' il paese della libertà, ma anche della pena di morte.

Ma c'è una mobilitazione generale.

Non è vero, nei giorni scorsi a San Francisco c'è stata una manifestazione pacifista. Non sono tutti con Bush. Certamente non lo sono molti neri.

Però siete pacifisti anche voi.

Certo, odiamo la violenza e lo spreco di vite umane. Pensiamo che Bin Laden sia solo un miliardario che schiavizza le donne, finanzia attentati e sfrutta il fondamentalismo per mettere le mani sul petrolio. Ma non c'è molta differenza fra chi schiaccia un pulsante e un kamikaze. Gli arabi hanno uomini abbastanza folli da fare ciò che è successo a New York e in Palestina.

E voi cosa predicate?

La costruzione di un nuovo mondo. Come dice il sub-comandante Marcos: un mondo che ne contenga tanti altri. Non è con i proclami che si cambiano le cose. Vorremmo essere il collante per una generazione che, ormai, non ha neanche più un posto dove riconoscersi. I centri sociali sono troppi, e la sinistra non ha nessun argomento da offrire ai giovani.

In dieci anni, molte censure?

Troppe. A cominciare dai premi per i dischi venduti. Andati ad altri. Per i tour più affollati. E in Italia non ci batte nessuno. Duecento spettacoli all'anno. E a prezzi bassi, perché anche noi sappiamo cosa vuol dire non avere soldi per il biglietto. Rinunciamo al nostro guadagno, per far stare bene tutti: dai promoter al pubblico. Ma non ce lo riconosce proprio nessuno.

Intervista di Renato Tortarolo – IL SECOLO XIX – 24/10/2001

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