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ANDREA BARBAZZA


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Nato a Lido di Venezia il 28/05/60 (come mio nonno... ovviamente cambia l'anno!), quindi Gemelli.
Ho stupidamente conseguito la laurea in Ingegneria Elettronica (orientamento Sistemistico, ma non ho mai imbroccato una schedina...)
Ho stupidamente seguito un percorso professionale informatico (secondo me, se continuavo a studiare tarocchi&astrologia mi divertivo di più - oltre al guadagno economico! -).

Mi piace viaggiare, ascoltare musica (ponendo come limiti a dx e sx Orietta Berti e la Tecno/Trance - la suoneria del mio cellulare è Black Dog -), leggere fantascienza&informazione, divorare fumetti italiani, ballare salsa, cucinare&mangiare.
Ah, sono etero (mi piacciono i misteriosi misteri della specie che coabita questo pianeta).
Mi sarebbe piaciuto saper suonare bene, oppure cantare bene.
Le parole mi escono dal petto meglio della musica, e, quando ho scritto qualcosa, mi sento meglio: il dolore è fuori di me!
Non soltanto la poesia: quando scrivo so che ho dato me stesso in mano a qualcun altro che, prima o poi, mi capirà: sono qui, sono come te, non sei solo, non sono solo.
Siamo unici, sono unico, ma non sono solo.
Forse da quello che scrivo non lo si capisce, ma ho un pensiero molto positivo: mi sveglio positivo, m'addormento positivo.
Ci sono altri come me.
Ciao, Andrea

poesie

So che ci sei

Dorme il canale

L'amore loro

Il mio cuore

Il mio cuore

La Madonna ed il Paggio

Vent'anni

L'amore loro

Stella del giardino

Acque tranquille

Rosa che fugge

Per ogni fiore, un fioraio

Fondant

Non c'ero, non ci sarò

Al concerto

Karmel


Luce

L’eco


10 Agosto '04

Tentando ancora

1° settembre '04

10 aprile 2004: Malinda Mai a Milano (teatro dal Verme)

17 aprile 2004: Marathon a Zelarino




Dorme il canale

Là, dove l'acqua si sala
e si copre di una patina di anni e di olio,
stride il sole nel canneto,
piano,
per non svegliare il drago che, sotto,
dorme e dorme.



















L'amore loro

Sono rimasto lì, fisso,
come un cretino,
mentre il sole, infilandosi tra rami e foglie,
spigolava brandelli d'amore.
Loro.


















Il mio cuore

Fragile motore,
muscolo ferito,
morbido orologio,
vecchio amico.

Non abbandonarmi cuore mio,
mio cuore.


















La Madonna ed il Paggio

Cento tinte di suoni, movenze fragranti
- passi, risa - scherzi, carole -
le Ancelle fanno coro alla Madonna
come le viole alla rosa.
La verde acqua le accarezza il piede,
mentre il sole, forte e virile, la fa sua.
Ed il Paggio, spettatore indegno,
guarda e sogna.


















Vent'anni.

"Siamo cambiati".
... e gli anni cadono a grappoli, densi, maturi, succosi,
mentre scarnifichi le mie certezze,
lasciando un dolore senza ulteriore dolore.
"Vorrei vivere da sola".
Il tuo verde sguardo segue un moscerino che sbatacchia sul vetro,
mentre si posano i calcinacci di un muro alto vent'anni
che mi ha appena schiantato.
"E' andata così".
... mmmh ... che peccato ...















Stella del giardino.
Non abbastanza stelle nel cielo, ch'io possa confondermi.
Né abbastanza rose nel giardino, ché tu possa nasconderti
da me.
























Rosa che fugge.


Il giardino protegge
la rosa più bella,
ma io ti troverò.




















Per ogni fiore, un fioraio.


Sorrido sopra
le tue dolci corolle.
- Fiore, fioraio.









- So che ci sei -
Il cuore squarcia il mio petto, dolcemente - senza fretta -,
e si espande su tutta la città - lo vedi anche tu? -.
Finalmente ti trova, ed il respiro si ferma.
Attende, prima di ripartire: il mio alito è dentro il tuo.






















- Passo una volta sola -

Passo una volta sola,
come un aquilone colorato,
un ladro sicuro,
una indimenticabile notte d'amore di cui ci si è scordato tutto,
un fiore settembrino,
un mal di testa passeggero,
il guizzo in un gelido torrente, fra roccia e roccia.
Una volta sola, ed ecco...
nello sferragliare ormai silenzioso,
nelle nubi corrusche stemperate nella bonaccia,
nelle onde che tornano increspature
... sono già passato.


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