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Non c'ero, non ci sarò |
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Non
c'ero, non ci sarò.
Passo una volta sola, eccomi
nella
mia capsula, nella mia pillola (contrazione spazio-temporale),
come
una lama, come un pesce.
E porto con me il mio ossigeno, il mio
sorriso, le mie lacrime. Non consumo il tuo.
Adesso puoi
sentirmi?
Liquidamente
fluisco da dov'ero a dove sarò
così,
senza
conseguenza logica.
Non c'è logica nella sorpresa, non ci
sarebbe fatica nella felicità,
non c'è che questo
dolore, non c'è che questa presenza. Saetta nervina.
Così
fluisco via, non c'ero, non ci sarò.
Scivolo, balugino, mi
oscuro. Il buio.
Un'altra luce c'era, un'altra ci sarà.
Perché
prima non c'ero.
Ora sta a te vedermi, capirmi, a me sta farmi
accettare, scoprirti, farti amare,
ma non è facile...
lo
sai, non è facile. Non lo è.
Quindi anche tu, in
questo presente, costretta a farmi del male. Perdonami.
Non ci
sono già più.
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