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ANDREA BARBAZZA

Non c'ero, non ci sarò


Non c'ero, non ci sarò.
Passo una volta sola, eccomi
nella mia capsula, nella mia pillola (contrazione spazio-temporale),
come una lama, come un pesce.
E porto con me il mio ossigeno, il mio sorriso, le mie lacrime. Non consumo il tuo.
Adesso puoi sentirmi?

Liquidamente fluisco da dov'ero a dove sarò
così,
senza conseguenza logica.
Non c'è logica nella sorpresa, non ci sarebbe fatica nella felicità,
non c'è che questo dolore, non c'è che questa presenza. Saetta nervina.

Così fluisco via, non c'ero, non ci sarò.
Scivolo, balugino, mi oscuro. Il buio.
Un'altra luce c'era, un'altra ci sarà.

Perché prima non c'ero.
Ora sta a te vedermi, capirmi, a me sta farmi accettare, scoprirti, farti amare,
ma non è facile...
lo sai, non è facile. Non lo è.
Quindi anche tu, in questo presente, costretta a farmi del male. Perdonami.
Non ci sono già più.

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