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DLI |
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Si
vuole proprio colpire l'Italia che lavora!
32
onesti lavoratori (appartenenti alle cosche mafiose) in manette, ed
in
più anche Pietro Di Vincenzo, presidente
dell'associazione industriali di
Caltanissetta, coinvolto in
vicende legate alla divisione di appalti. La
Direzione
investigativa antimafia (che ha compiuto il blitz sia in Sicilia
che
nel Lazio), si è mossa sulla presunzione di aggiudicazione di
appalti
"anche attraverso la connivenza di funzionari
pubblici" e di "acquisizione
di sub-appalti e
sub-contratti tramite lo sfruttamento di extracomunitari e
di
controllo di attività economiche legate alla
commercializzazione delle
carni e alla gestione di esercizi
pubblici". Insomma si vuole proprio ledere
gli interessi
dell'Impresa: dalla difesa dell'articolo 18 in su!
Ora
parliamo del feroce attacco al povero ministro per le
Infrastrutture
Lunardi. Ricordiamo che è un esperto in
materia infrastrutture: nella
Rocksoil srl, azienda del settore
fondata dal Nostro, la moglie e le due
figlie hanno quelle cariche
direttive che, per risolvere il conflitto di
interessi che lo
interessava, il Nostro ha ceduto nell'entrare nel Nuovo e
Radioso
Governo. Rivediamo ora le operose tappe del lavoro del Nostro
da
quando fa parte dell'esecutivo:
- in settembre, non vedendo
l'ora di riaprire i cantieri delle grandi opere
soprattutto al
sud, dichiara che bisogna "convivere con la mafia"
- in
novembre propone l'innalzamento a 150 chilometri orari dei limiti
di
velocità sulle autostrade ma solo "quando fa bel
tempo"
- in dicembre il senato decide l'investimento, per i
prossimi 10 anni, di
circa 122 miliardi di euro in opere pubbliche
(così si riavvia l'Impresa!);
coincidenza: una delle
aziende che realizzerà queste opere sarà proprio
la
Rocksoil, così il ministro potrà controllare
direttamente la qualità del
risultato!
- sempre in
dicembre, il Nostro offre al presidente del consiglio ANAS,
Giuseppe
D'Angiolino (che li percepirebbe come stipendio in 10 anni)
2
miliardi e 500 milioni di lire purchè si licenzi (nota:
l'ANAS è un'azienda
pubblica); pone al suo posto Vincenzo
Pozzi, modificando il regolamento che
voleva, come prerequisito,
almeno 5 anni come amministratore (Pozzi ne aveva
uno), ed ottiene
un pied à terre nell'ANAS.
Proprio a quest'ultima brillante
tappa fa riferimento la notizia odierna: il
Nostro finisce sul
registro degli indagati della Procura di Roma ! La toga
rossa pm
Silverio Piro vuole vederci chiaro sulla nomina del
commissario
straordinario dell'Anas, che era amministratore
delegato della Rav (società
del gruppo Autostrade,
concessionaria di vari e svariati appalti da parte
dell'Anas) al
momento della sua assunzione. Il senatore bolscevico Paolo
Brutti
(e già il nome fa cattivo marketing) aveva riferito che la
Rav, a sua
volta, ha affidato il controllo (valutazione
progetti/monitoraggio lavori)
dello sviluppo dell'autostrada
"Monte Bianco" alla società Rocksoil
(sopradetta),
percependo dalla Rav un compenso del 0,4% sul fatturato
complessivo
(la stima è tra i 360 e i 585 milioni di euro). Il
Nostro ha
chiarito di non esser stato ancora contattato dalla
procura e che la nomina
di Pozzi è stata decisa assieme al
Libertador ed ai suoi consiglieri.
Quindi... tutto a posto!
Stay
hard &rea
P.S.(Desidererei
FORTEMENTE un commento sul P.P.S. dell'285° giorno DLI,
quello
sulla pubblicità della banca: sono io ipersensibile, o anche
voi
siete rimasti colpiti da quella mezza pagina di quotidiano?
CHI PUO' MI
RISPONDA, per favore!)
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