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&REA 326°Giorno

DLI
(Dopo Liberazione Italia)
Hanno viaggiato comodi, i bolscevici!

Hanno viaggiato comodi, i bolscevici!
Pensate: 50 treni speciali, 6000 pullman ed un numero imprecisato di autobus
per essere a Roma (queste sono le nostre notizie ufficiali) solo in 700.000
(senza contare tutti i romani e quelli che sono arrivati con mezzi di linea o propri).

E' una vergogna! Hanno proprio voluto occupare un posto ogni 4-5: smodati! E
poi, come si sono allargati, giunti a Roma! Hanno coperto l'Ostiense, Circo
Massimo, la zona Archeologica, il Colosseo, le vie fino a Santa Maria
Maggiore, il Colle Oppio, Porta Capena, eccetera. Sembrava volessero essere
almeno tre milioni! E poi, che vogliono? Contrastare il Libro Bianco?

Ma allora siamo d'accordo: anche noi non vogliamo le leve sociali, gli
ammortizzatori previsti da Biagi (che ne so, la decontribuzione o il salario
sociale: decine, centinaia, anche migliaia di miliardi di euro...).
Ci accontentiamo solo di far fuori l'articolo 18 per i neo-assunti (per i meno
attenti: quei geni della Confindustria ci metteranno meno di 2 giorni a
cambiare i contratti di assunzione in contratti a tempo determinato, da
convertirsi in indeterminato anche una settimana dopo...): questo è
risparmio, questo è favorire l'Impresa (e sotto con le 3I)!

Stay here &rea

P.S.

stralci dalle pagine VIII, 15, 16, 54 e 55 del
LIBRO BIANCO SUL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA - PROPOSTE PER UNA SOCIETÀ
ATTIVA E PER UN LAVORO DI QUALITÀ - Roma, ottobre 2001
Il Libro Bianco sul mercato del lavoro è stato redatto da un gruppo di lavoro coordinato da
Maurizio Sacconi e Marco Biagi, cui hanno partecipato:
Carlo Dell'Aringa, Natale Forlani, Paolo Reboani, Paolo Sestito.

" [...]Le esperienze dei paesi europei che hanno con più successo riformato il
mercato del lavoro, mostrano quanto sia importante disporre anche in Italia
di un nuovo assetto della regolazione e del sistema di incentivi e
ammortizzatori, che concorra a realizzare un bilanciamento tra flessibilità
e sicurezza. Tale sistema deve avere come obiettivo ultimo quello di
accrescere l'occupazione e di diminuire le forme di precarizzazione
[...]
Al tempo stesso, però, l'incompletezza del processo di introduzione di nuove
flessibilità, lo scarso sviluppo di importanti strumenti di tutela nel
mercato -un tratto tradizionale dell'Italia, in cui scarsamente efficaci
sono stati i meccanismi di mediazione di manodopera e gli ammortizzatori
sociali- il ridotto sviluppo di strumenti di sostegno al reddito dei meno
abbienti, possono avere conseguenze negative nel nuovo contesto più
flessibile. In altri termini, vi è il rischio che all'attenuazione delle
rigide tutele relative al singolo rapporto di lavoro posto in essere non
faccia da contraltare lo sviluppo di efficaci forme di tutele nel mercato,
tutele tanto più necessarie nel contesto attuale di maggiore flessibilità,
con un turn over occupazionale più intenso.
[...]
Rispetto al PIL, i dati disponibili (ESSPROS, 1998) denotano un'incidenza
dei trattamenti di disoccupazione pari in Italia allo 0,7% a fronte di una
media UE dell'1,9%.
[...]
Un mercato del lavoro più flessibile - caratterizzato da maggiori flussi di
creazione e distruzione di posti di lavoro e da una maggiore incidenza di
carriere e percorsi lavorativi più irregolari e discontinui nel tempo - ed
in cui un ruolo in parte diverso, in connessione con lo sviluppo della
previdenza complementare, potrà essere assunto dalle somme oggi accantonate
per il TFR, richiede ammortizzatori sociali più sviluppati. È di tali sfide
che deve farsi carico il processo di superamento delle differenziazioni ed
iniquità del sistema tradizionale.
[...]
un ampliamento verso le medie comunitarie dei livelli del volume di spesa da
finanziare per via contributiva. Nella spesa complessiva - e quindi anche
nel volume di contribuzioni a suo finanziamento, stante la ridotta entità
della spesa addebitale a fiscalità generale - l'Italia dista dagli standard
comunitari medi per oltre un punto percentuale di PIL. La necessità di
rafforzare la tutela a fronte del rischio di disoccupazione, nel quadro del
passaggio da un regime di tutele rigide e spesso inefficaci nell'ambito dei
singoli rapporti di lavoro in essere ad un regime di tutele nel mercato e
che favoriscano la mobilità del lavoro, ha perciò implicazioni che vanno
riconosciute anche da un punto macroeconomico e per la politica finanziaria
nel suo complesso.
[...]
sta in:
http://www.ambientediritto.it/Legislazione/Sicurezzalavoro/anno%202001/libro%20bianco%20lavoro.pdf


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