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&REA 493° Giorno

DLI
(Dopo Liberazione Italia)

C'è un italiano che rema contro



C'è un italiano che rema contro, nel board della Banca centrale europea:
Tommaso Padoa-Schioppa.
Il bolscevico consigliere dell'Istituto di Francoforte, a Cernobbio
(seminario Ambrosetti), ha osato definire "L'Italia poco credibile in
Europa, ed ha una politica ambigua e spesso difficile da capire. [...]
"Un'Italia ancora malata di deficit e di debito pubblico. [...] In questo
momento in Europa, lo dico io che vivo fuori dall'Italia, è difficile capire
qual è l'attuale posizione del nostro Paese".
Pronta risposta della soubrettona, tra il pubblico: "In Europa ci siamo e
hanno rispetto di noi.".
Purgar RAI mi Saziò sottolinea che l'intervento non contiene critiche
all'operato dell'esecutivo (in effetti, non vi sono state offese personali,
e neppure nei confronti delle genitrici...).
Anche il ministro della Difesa Antonio Martino ridimensiona: "Non ho sentito
critiche, anzi mi è parso un discorso ampio e approfondito".
Le parole di quest'ultimo esponente del Nuovo e Radioso Governo sono
particolarmente tranquille (visto il ministero che dirige), da quando il
Libertador, in pubblico, ha detto che Bush non attaccherà mai l'Iraq senza
prima avvertirlo... Siamo davvero una potenza, e non solo in Europa!
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Rete 4 doveva passare su satellite? Fede tremava? I dipendenti del
Libertador (solo per loro era scosso il Nostro) a repentaglio?
Leggina! E Rete 4 ritorna ad essere a pieno titolo rete nazionale
Commenti di Fede: "Quello che mi ha detto, fra una passeggiata e l'altra nel
parco, era più che altro: non ti preoccupare, un posto a te lo troveremo
sempre. Ma la sua preoccupazione, mi creda, era soprattutto l'altra. Salvare
il posto di lavoro a quegli ottocento-mille lavoratori che rischiavano di
restare disoccupati. [...] Il suo scrupolo era, come dire, umanitario, per
quel migliaio di donne e di uomini che rischiavano il lavoro.". Così quel
disinteressato e imparziale di Fede consacra il Nostro di nuovo Cavaliere
senza macchia né paura, protettore dei deboli! Ed oggi non mi dilungo sullo
splendido testo della normativa suddetta, perché non mi sembra il caso di
insistere sui pregi dei parti del futuro Nobel (a proposito, sapete che una
delle motivazioni della richiesta del premio è l'annessione della Russia
nella NATO? Peccato che la Russia - ed il resto d'Europa - non lo sappia
ancora...)!
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Sembra che il Nuovo e Radioso Governo avesse fatto delle promesse
all'Impresa, come modificare la legge sul carcere duro ai mafiosi, oppure la
revisione di processi a carico della Mafia.
Purtroppo, da documenti del Sisde (Servizio per le informazioni e la
sicurezza democratica) e dello Sco (Servizio centrale operativo della
Polizia criminale), emerge che "tra marzo e luglio, e cioè tra la lettera di
Pietro Aglieri e quella di Leoluca Bagarella, la risposta del ceto politico
alle istanze di Cosa Nostra è stata totalmente negativa: il progetto
Pepe-Saponara, che prevede effetti retroattivi della riforma del giusto
processo, non procede, mentre sul 41 bis tutte le forze politiche si sono
espresse contro l'abolizione e a favore di ulteriori inasprimenti. La
situazione vede dunque i capi di Cosa Nostra di fronte a una vanificazione
delle speranze, alla quale è verosimile intendano reagire".
Questo, con annesso l'ulteriore commento del Sisde "Questa linea di
ragionamento induce a ritenere che l'onorevole Marcello Dell'Utri possa
essere percepito da Cosa Nostra come un bersaglio ideale" assieme a
"l'onorevole Previti, il cui profilo pubblico è molto simile a quello
dell'onorevole Dell'Utri", riportato su un tazebao come la Repubblica, ha
fatto sì che le sunnominate probe persone si trovassero a rischio per
ritorsioni della suddetta Organizzazione: quanto fatto dal giornalaccio,
parole di dell'Utri, è "istigazione a delinquere", oppure, secondo Previti,
è "armare la mano degli assassini".
Quindi quello che è successo è tutta colpa di Repubblica!
Inoltre, in un comunicato, i saggi ministri Pisanu e Frattini avvertono che
"di fronte ad una fuga di notizie resa ancora più grave dalla indicazione di
fatti e nomi circostanziati, presenteranno immediata denuncia all'autorità
giudiziaria, promuovendo altresì accurate indagini amministrative volte
all'individuazione dei responsabili della gravissima divulgazione di
documenti segreti". In effetti, in futuro, le notizie dovranno essere date
di prima di mano agli indagati stessi direttamente dagli inquirenti, e non
appena è aperto un nuovo fascicolo d'indagine (vedi "giustizia con i botti",
<<http://www.ilportoritrovato.net/html/DLI466.html>>): è per quello si sono
incavolati i due saggi!

Stay!
&rea


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