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&REA 746° Giorno

DLI
(Dopo Liberazione Italia)
Senza commenti


Senza commenti.

Brani tratti da http://www.forza-italia.it/ , "BERLUSCONI: SIAMO IL BALUARDO CONTRO IL COMUNISMO (18/5/2003), Intervento del Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, alla Festa della Libertà del 18 maggio 2003."

 
"Care amiche, cari amici,
[...]
Ecco perché, in una giornata come questa, è utile e salutare accantonare per  un momento quella 'ordinaria amministrazione', dimenticare i veleni e le calunnie che ci scaglia contro quotidianamente la sinistra e riflettere

invece, insieme, sui motivi ispiratori della nostra battaglia e della nostra missione.
Questa giornata vuole essere perciò, deve essere un momento di riflessione intorno al principio fondamentale che ha ispirato la creazione e la successiva azione politica di Forza Italia: evitare al nostro Paese un futuro soffocante  e illiberale, evitare, per essere chiari, la conquista del potere da parte dei comunisti, in sintesi salvaguardare e difendere la nostra libertà.

Questa nostra ideologia, della libertà, questa nostra passione per la libertà, che in dottrina si chiama liberalismo, non ha certo l'appeal che hanno invece  avuto, purtroppo, nel secolo che ci sta alle spalle, quelle ideologie terribili che hanno insanguinato il mondo: il nazismo e il comunismo.

[...]
Questo è il comunismo che ancora oggi, in Italia, esercita questo suo fascino  perverso, questa sua capacità di apparire come un bene quando invece la storia  dimostra e noi sappiamo che è stata ed è l¹impresa più criminale e più disumana della storia dell'uomo.

Al comunismo, a questa concezione noi dobbiamo opporre il nostro credo cristiano e liberale dell'infinito, dell'assoluto valore della persona umana, di ciascuno di noi. Dobbiamo opporre a questa concezione la nostra 'filosofia' della libertà, direi la nostra 'religione' della libertà.

[...]
Voi che per il vostro impegno politico potete ben dirvi apostoli, missionari di libertà, anzi guerrieri di  libertà.
Parlando altre volte con voi, nei nostri incontri, ho avuto modo di delineare, in estrema sintesi, quelli che io chiamo i quattro punti cardinali del  liberalismo: la libertà,  l'individualismo, o meglio la difesa dei diritti di tutte le persone, l'economia sociale di mercato, la necessità di controllare lo Stato e di mettere un limite alla sua attività.

Questo diritto, il diritto alla libertà, un diritto inviolabile ed inalienabile, è il primo di tutti i diritti, è il bene sommo da cui derivano tutti gli altri e viene prima dello Stato. E' un diritto naturale, che ci  appartiene in quanto esseri umani e che semmai, esso sì, fonda lo Stato che ha  come compito primario quello di garantire a tutti l'esercizio della libertà.

Noi consideriamo e ne siamo profondamente convinti, che l'uomo sia sopra lo  Stato, che l'uomo con i suoi diritti, venga prima dello Stato.

Noi consideriamo che lo Stato non sia qualche cosa di superiore a noi ma che  sia semplicemente una convenzione, un contratto tra di noi, anzi, per noi,  donne e uomini di libertà, liberali, per noi cattolici liberali, lo Stato siamo, semplicemente, tutti noi.

Non siamo, noi cittadini, al servizio dello Stato; ma è lo Stato al nostro servizio, al servizio dei cittadini. Lo Stato deve essere, anziché il padrone della vita dei cittadini, una struttura, una macchina efficiente al servizio dei cittadini, con il compito di garantire i diritti dei cittadini, [...]

Per noi, al contrario di quello che pensano i signori della sinistra, la libertà dei cittadini deve essere, quindi, la più ampia: i cittadini possono  fare tutto ciò che non è espressamente vietato dalle leggi, per 'lor signori', invece, che credono più nello Stato che nell¹individuo, i cittadini possono fare soltanto ciò che è espressamente consentito dall'ordinamento giuridico.

[...]
Noi riteniamo ancora, da uomini di libertà, che l'economia si debba sviluppare liberamente, secondo le leggi della libera iniziativa e del libero mercato, nella competizione tra gli uomini.

[...]
Per noi il progresso scientifico esiste perché c'è competizione fra gli uomini  alla ricerca della conoscenza, della verità. Per noi la democrazia esiste perché c'è competizione tra uomini e idee diverse alla ricerca della migliore forma di governo. Per noi il benessere esiste, la prosperità esiste perché c'è competizione tra gli imprenditori che cercano il modo migliore per fabbricare i prodotti migliori, di più alta qualità al più basso costo, al fine di conquistarsi la preferenza e la fiducia dei consumatori che sono i veri padroni del mercato. Questa è la nostra concezione dell'economia liberale.

Da qui noi abbiamo tratto la nostra ricetta per risolvere i problemi del Paese. E il nostro lavoro è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo lavorato e lavoriamo alla riforma del fisco, con la diminuzione delle aliquote per i ceti più deboli e l¹aumento delle pensioni più basse, lavoriamo alla realizzazione delle infrastrutture che ci mancano, alla riforma della scuola, alla prevenzione dei reati per una maggiore sicurezza delle nostre città, alla riforma del mercato del lavoro e all'incremento dell'occupazione che in due anni è aumentata di 750.000 unità. Stiamo lavorando alacremente alla riforma della Pubblica Amministrazione per renderla più efficiente, più moderna attraverso la sua completa digitalizzazione. Abbiamo destinato al

nostro Sud risorse molto più rilevanti di quelle del passato per il suo definitivo rilancio.

Abbiamo cambiato la nostra politica estera e la nostra azione diplomatica che, insieme, dopo anni di subalternità, hanno restituito prestigio, credibilità e autorevolezza al Paese.

[...]
E crediamo anche nell'impresa, a cui è demandato specialmente il grande valore sociale della creazione di lavoro, nella creazione di benessere e di ricchezza.

Noi crediamo nei valori della nostra tradizione cristiana, nei valori irrinunciabili della vita, della pace, della solidarietà, della giustizia, della tolleranza verso tutti, a cominciare dai nostri avversari.

E crediamo soprattutto nel rispetto e nell'amore verso chi è più debole, primi  fra tutti i malati, i bambini, gli anziani, gli emarginati. Desideriamo vivere  in un Paese moderno e libero, dove siano valori sentiti e condivisi la  generosità, l'altruismo, la dedizione, la passione per il nostro lavoro e per la nostra Patria.

[...]
l'abbraccio più forte e caloroso da Forza Italia, forza di libertà."

Ognuno faccia i commenti che crede sul miglioramento della scuola, sui numeri dell'occupazione, sul numero dei pensionati raggiungenti il famoso milione di lire, sui martiri della libertà a destra, sull'Impresa, sul nazi-comunismo (e relativa tolleranza nei confronti degli avversari), sull'autorevolezza del nostro Paese all'estero, sulla pace, sulla giustizia, sulla solidarietà, sull'altruismo, sull'individualismo più importante dello Stato ("[...] comunità di persone insediate e organizzate politicamente in un territorio, indipendente rispetto ad ogni potere esterno; l'organizzazione con cui tale comunità si regge ha, all'interno, poteri sovrani sopra ogni persona che ne fa parte [...]"), eccetera. Commenti entusiastici, ovviamente: Forza Italia, forza di libertà!

Stay free!      &rea

P.S.
(ecco il testo, giustamente censurato, della letteraccia di quel comunistaccio di Benigni, che non s'è presentato al Telegatto 2003: "Un legittimo impedimento mi impedisce legittimamente di essere presente.
Ho chiesto più volte di far slittare la data di consegna dei Telegatti ma non sono stato ascoltato.
Ho chiesto più volte di spostare la consegna dei medesimi Telegatti da Milano a Brescia ma non sono stato ascoltato.
Già nel 1987 un Telegatto che avrei meritato lo vinse un altro. Prodi e Amato mi parlarono di brogli nella giuria ma non voglio fare polemiche.
Ne parlerò nelle sedi previste.
Ho già contattato Socci per una intervista dove può perfino farmi una domanda.
Altro che Telegatto, meriterei una medaglia al valor civile.
Un bacio a tutti.
Viva l'Italia".)




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