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AFGHANISTAN, LA STORIA RECENTE

CRONOLOGIA

Dal 1933 al 1973

L'Afganistan è governato dal re Zahir Shah. Durante la seconda guerra mondiale, il Paese riesce a mantenere l'integrità nazionale e una difficile neutralità. A partire dagli anni Cinquanta diventa un protettorato di fatto dell'Unione Sovietica. Kabul cerca l'appoggio dell'URSS in chiave antistatunitense, per difendersi da Iran e Pakistan; Mosca considera il territorio afghano un'area nevralgica per il controllo della via verso il mare Arabico, cioè verso il petrolio. Nel 1964 Zahir Shah approva una nuova costituzione trasformando il regno in una democrazia con libere elezioni e diritti civili. Nove anni più tardi il suo tentativo di allontanarsi dalla sfera di influenza sovietica e le storiche divisioni tra i vari gruppi etnici e religiosi del Paese inaugurano un tragico trentennio - ancora non conclusosi - di scontri sanguinosi e terribili distruzioni.

1973

Luglio - Il re Zahir Shah viene detronizzato da un colpo di stato organizzato dal principe Mohammed Daud. L'Afghanistan viene proclamato una repubblica e Daud ne diventa il presidente.

1978

Aprile - Daud viene ucciso. Il Partito Democratico del Popolo Afghano (PDPA), filosovietico, dà il via alla "Rivoluzione d'aprile", che porta alla nascita della Repubblica Democratica dell'Afghanistan. Al potere sale Mohammad Taraki, con Babrak Karmal primo vicepremier.
Agosto - dicembre - Le riforme del nuovo regime, volte alla sovietizzazione e alla laicizzazione del Paese, alimentano il malcontento di larghi strati della popolazione. Comincia a organizzarsi la resistenza islamica armata.

1979

Gennaio - Primi scontri nelle regioni orientali del Paese tra le truppe di Taraki e quelle della resistenza islamica.
Marzo - Scoppia una rivolta popolare a Herat in cui vengono uccisi alcuni consiglieri sovietici di Kabul. I governativi riconquistano la città dopo sanguinosi scontri. Afizullah Amin viene nominato primo ministro. A metà dell'anno le formazioni della guerriglia islamica, riunite in un fronte unico di resistenza appoggiato da Iran, Pakistan e Cina, controllano quasi l'80% del territorio afghano.
16 settembre - Il presidente della repubblica Taraki viene ucciso e il potere passa nelle mani di Amin. Il PDPA si spacca. L'URSS, che non gradisce l'ascesa di Amin e teme un'estensione della ribellione islamica alle vicine repubbliche di Turkmenistan, Uzbekistan e Tagikistan, decide di invadere l'Afghanistan.
27-28 dicembre - Truppe dell'Armata Rossa entrano nel Paese. Amin viene assassinato dai servizi segreti di Mosca e i sovietici installano al potere Karmal.

1980

Gennaio - Il Consiglio di sicurezza dell'ONU condanna l'invasione sovietica. In occasione del tradizionale discorso sullo Stato dell'Unione, il presidente USA Jimmy Carter dichiara che "il tentativo da parte di una potenza straniera di conquistare il controllo della regione del golfo Persico sarà considerato come un assalto agli interessi vitali degli Stati Uniti e sarà respinto con ogni mezzo necessario, compresa la forza militare". Gli USA offrono al Pakistan un piano di aiuti economici e militari per arrestare l'avanzata dell'URSS in Afghanistan.
Luglio - I ribelli afghani si accordano per creare un governo provvisorio nelle regioni da loro controllate.
Novembre - Con l'adozione della risoluzione 35, l'ONU chiede "il ritiro immediato delle forze straniere dall'Afghanistan".

1981

Febbraio - Il segretario generale dell'ONU, Kurt Waldheim, nomina Javier Pérez de Cuellar inviato speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan: è l'inizio di un lungo e faticoso lavoro diplomatico che nel 1988 porterà alla firma degli accordi di Ginevra.

1982

11 agosto - Per la prima volta le forze della guerriglia antigovernativa attaccano Kabul.

1983

Il numero dei profughi afghani ha raggiunto livelli altissimi: circa 3 milioni e mezzo di persone sono rifugiate in Pakistan, 2 milioni in Iran e diverse migliaia in India, in Europa e negli Stati Uniti. Le truppe sovietiche in Afghanistan ammontano ormai a più di 100 mila unità.

1984

L'URSS lancia una offensiva estiva contro la guerriglia nella valle del Panshir. Il presidente americano Ronald Reagan annuncia che gli USA forniranno missili Stinger ai ribelli.

1985

Marzo - Mikhail Gorbaciov, neopresidente dell'URSS, lancia segnali di disponibilità a una soluzione politica del conflitto afghano.
Maggio - I 7 maggiori partiti della guerriglia antigovernativa formano un'alleanza militare con base a Peshawar.
Luglio - Gli USA cominciano a fornire al Pakistan missili Sidewinder e Stinger.
Novembre - Gorbaciov e Reagan si incontrano a Ginevra.

1986

Aprile - Gli USA inviano missili Stinger alle forze della guerriglia. Il sostegno economico da parte degli Stati Uniti alla resistenza afghana raggiunge i 470 milioni di dollari.
Maggio - Babrak Karmal perde l'appoggio dell'URSS e viene costretto a dimettersi. L'ex capo della polizia segreta, Najibullah, lo rimpiazza alla carica di segretario del PDPA. Nei mesi successivi i sovietici riportano in patria, dimostrativamente, 6 reggimenti. Ma a Mosca continua la difficile discussione se ritirarsi oppure no. Najibullah proclama l'inizio di una politica di riconciliazione nazionale.

1987

Settembre - Viene approvata una nuova carta costituzionale. Dalla denominazione ufficiale dello stato viene eliminato l'aggettivo "Democratica", introdotto ai tempi del controllo sovietico, e il Paese torna a chiamarsi "Repubblica di Afghanistan".
Dicembre - Najibullah ammette che l'80% delle campagne e il 40% delle città sono al di fuori del controllo del governo.

1988

Aprile - Dopo anni di incontri tra il governo afghano, i gruppi ribelli e i rappresentanti di USA e URSS, sotto l'egida dell'ONU, a Ginevra si firmano gli accordi per il definitivo ritiro sovietico.
Maggio - L'URSS rivela che 13.310 soldati sovietici sono morti e 35.478 sono rimasti feriti nel corso degli 8 anni di guerra in Afghanistan. Il 25 maggio inizia ufficialmente il ritiro dell'Armata Rossa. Ad agosto il contingente sovietico nel Paese è già dimezzato.
Luglio - A Kabul Najibullah forma un governo di coalizione con alcuni ministri non comunisti.

1989

15 febbraio - Ritiro definitivo delle truppe sovietiche.
Aprile - I mujaheddin, guerriglieri mussulmani, si trasformano progressivamente in un esercito regolare, organizzato e ben equipaggiato, al comando di ex ufficiali della Repubblica di Afghanistan.

1991

Marzo - Guidati dal comandante Jalaluddin Haqqani, i mujaheddin conquistano Khost, facendo più di 2000 prigionieri. Nei mesi seguenti, rafforzano le loro strutture militari e finanziarie, ricevendo supporto logistico ed economico da Iran e Pakistan.
Novembre - Burhanuddin Rabbani guida una delegazione mujaheddin a Mosca per discutere di un possibile cessate il fuoco. All'incontro partecipano anche rappresentanti dell'Ucraina, dell'Uzbekistan, del Tagikistan e del Kazakhstan. Le parti si accordano per il trasferimento del potere a un governo islamico ad interim e per lo svolgimento di libere elezioni entro 2 anni. Alcuni leader mujaheddin, tra cui Gulbuddin Hekmatjar del partito Hebz-e-Islami, accusano però Rabbani di cospirazione con Mosca.
8 dicembre - L'URSS cessa di esistere. Al suo posto nasce la Comunità di Stati Indipendenti (CIS).

1992

Aprile - giugno - Kabul è presa dai mujaheddin. Dopo giorni confusi e sanguinosi scontri intestini alle forze ribelli, si costituisce un governo di coalizione sotto la guida di Burhanuddin Rabbani. Vi entrano rappresentanti dei 7 partiti della guerriglia. Ahmad Shah Massud viene nominato ministro della difesa.

1993

Aspri combattimenti tra le truppe fedeli a Rabbani e gli uomini di Gulbuddin Hekmatjar provocano almeno 10 mila morti.

1994

8 gennaio - Il generale uzbeko Abdur Rashid Dostum si allea con Hekmatjar, suo storico avversario. Insieme attaccano Kabul per rovesciare il governo di Rabbani e Massud.
30 marzo - Tentativo dell'ONU di mediare tra le fazioni mujaheddin. L'inviato delle Nazioni Unite, Mehmud Mestiri, incontra a Jalalabad i membri della Shura, o Consiglio degli Anziani.
12 agosto - Robin Raphel, vicesegretario di stato USA, puntualizza la posizione americana: "largo governo di coalizione" e ritorno di re Zahir Shah.
28 ottobre - Il primo ministro pakistano, Benazir Bhutto, incontra ad Ashkhabad il leader sciita Ismael Khan e Dostum.
4 novembre - Un gruppo di guerriglieri assalta nei pressi di Kandahar un convoglio di 30 camion pakistani diretto in Asia centrale. Nello scontro perdono la vita 20 persone. I taliban (letteralmente, "studenti di teologia coranica") compaiono per la prima volta sulla scena come gruppo armato che dichiara di proteggere la libertà di traffico e di transito in Afghanistan.
5 novembre - Kandahar viene presa dai taliban: 50 morti in 4 giorni di combattimenti.
25 novembre - I taliban prendono il controllo di due province del sud, Lashkargarh e Helmand.

1995

1 gennaio - Una colonna di 3000 guerriglieri islamici pakistani parte da Peshawar per l'Afghanistan e si unisce ai taliban.
2 febbraio - I taliban entrano nella provincia di Wardak, a 25 miglia da Kabul.
11 febbraio - I taliban prendono anche la provincia di Logar e hanno ormai 9 province su 30. Rabbani invia una delegazione per incontrarli.
14 febbraio - I taliban conquistano Charasyab, quartier generale degli uomini di Hekmatjar. Hekmatjar si ritira senza combattere.
6 marzo - Le fanterie di Rabbani e Massud attaccano le forze dello Shii Wahdat (hazarà), annidate nella periferia sud-ovest della città di Kabul.
7 marzo - L'avanzata investe Nimroz, Farah, verso Herat. Un'altra avanzata dei taliban verso Kabul, mentre le forze delle tribù hazarà si ritirano.
13 marzo - Il leader hazarà, Abdul Alì Mazari, catturato dai taliban, muore in un misterioso incidente aereo mentre viene trasferito a Kandahar. Proseguono intanto gli scontri tra i taliban e le truppe di Massud.
31 maggio - Il capo dei servizi segreti sauditi, principe Turki, visita Kabul e Kandahar.
10 giugno - Tutte le maggiori agenzie umanitarie decidono di chiudere le loro operazioni di soccorso ai profughi afghani in Pakistan entro ottobre.
2 luglio - L'inviato personale e nipote di Zahir Shah, Sardar Abdul Wali, incontra a Islamabad il presidente pakistano Leghari.
3 agosto - Un Ilyushin-76 russo, che i taliban affermano trasportare munizioni per il governo di Kabul, viene catturato dai taliban e dirottato su Kandahar. 5 settembre - Dopo mesi di combattimenti, Herat cade nelle mani dei taliban. Il leader sciita Ismail Khan, luogotenente di Rabbani nella città, fugge in Iran. All'ONU, il ministero degli esteri di Rabbani accusa il governo pakistano di "aggressione diretta" per il sostegno fornito ai taliban nella presa di Herat.
6 settembre - L'ambasciata pakistana a Kabul è data alle fiamme dagli uomini di Massud. L'Iran mette in guardia i taliban dal varcare la frontiera.
20 settembre - I taliban inviano un ultimatum di 5 giorni a Rabbani perché lasci Kabul.
10 ottobre - I taliban spostano 400 carri armati da Kandahar verso Kabul.
2 novembre - Il vicesegretario di stato USA, Robin Raphel, arriva in Afghanistan per colloqui con le diverse fazioni. Andrà anche a Islamabad.
7 novembre - Il ministro degli esteri pakistano, Sardar Aseef Ahmed, vola segretamente nel nord dell'Afghanistan per un colloquio cruciale con Dostum. I due concordano che le dimissioni di Rabbani sono la condizione per il ritorno della pace in Afghanistan.
10-11 novembre - Il premier pakistano, Benazir Bhutto, si reca in visita d'urgenza a Teheran e Tashkent per spiegare la posizione pakistana ai due governi.
11 novembre - Attacco con razzi su Kabul: 36 morti e 52 feriti.
26 novembre - Bombardamento senza precedenti dei taliban su Kabul: 39 morti e 140 feriti. Le truppe governative riescono tuttavia a respingere l'offensiva taliban.

1996

7 febbraio - Dostum incontra a Islamabad i leader pakistani, incluso il capo dello stato maggiore, generale Jahangir Karamat.
3 marzo - Rabbani visita l'Iran, il Turkmenistan e l'Uzbekistan.
20 marzo - La Shura dei taliban invita il popolo afghano alla Jihad (guerra santa) contro il presidente Rabbani. Il maulvi Mohammad Omar è proclamato condottiero dei taliban.
8 aprile - Il senatore americano Hank Brown arriva a Kabul. È il primo rappresentante americano eletto a visitare l'Afghanistan negli ultimi 16 anni.
20 aprile - Robin Raphel visita Kabul per la seconda volta per convincere le fazioni a un accordo tra loro.
26 giugno - Hekmatjar entra nel governo di Rabbani e ne diventa primo ministro.
11 settembre - Jalalabad cade sotto il controllo dei taliban.
25 settembre - I taliban conquistano Sarobi e Assadabad.
26 settembre - Da Sarobi i taliban muovono verso Kabul e la conquistano nella notte. Il presidente Rabbani e il primo ministro Hekmatjar fuggono. L'ex presidente Najibullah viene impiccato a un lampione. Mohammad Omar è nominato capo di un consiglio provvisorio formato da 6 membri. Iran, India, Russia e altri Paesi dell'Asia centrale condannano l'azione. Il Pakistan invia una delegazione a Kabul.
28 settembre - L'amministrazione americana esprime "rammarico" per l'esecuzione di Najibullah, ma si dichiara disposta a stabilire relazioni con il nuovo regime. I taliban intanto continuano ad avanzare verso il nord del Paese.
4 ottobre - Un summit della CIS, riunito d'urgenza ad Alma Ata (Kazakhstan), mette in guardia i taliban da eventuali incursioni nell'area. Il Pakistan conferma il riconoscimento dei taliban.
6 ottobre - Massud respinge un'offensiva dei taliban sulla valle del Panshir.
9 ottobre - Dostum e Rabbani si incontrano e si abbracciano nei pressi di Mazar-i-Sharif. Dostum, Massud e Karim Khalili (partito Hezb-i-Wahadat) siglano un patto di alleanza e costituiscono il Consiglio Supremo per l'Afghanistan.
24 ottobre - Il maulvi Mohammad Omar dichiara: "Combatteremo fino alla morte e daremo l'ultima goccia di sangue per Kabul".
2 novembre - L'Organizzazione della Conferenza Islamica decide di lasciare vacante il seggio dell'Afghanistan.

1997

Gennaio - I taliban strappano a Massud la base di Baghram, Charikar e la cittadina di Gulbahar.
Febbraio - Una delegazione taliban visita gli Stati Uniti.
19 maggio - Il generale Malik Pahlawan insorge contro Dostum e dichiara di volersi alleare con i taliban.
24 maggio - I taliban entrano a Mazar-i-Sharif, impongono la Sharia (la legge religiosa islamica) e chiudono le scuole femminili.
26 maggio - Il Pakistan riconosce il governo dei taliban. Falliscono i colloqui con Malik e ricominciano i combattimenti.
12-15 giugno - Rabbani si incontra con Malik a Mazar-i-Sharif e l'opposizione antitalibana dà vita all'Alleanza del Nord. I combattimenti nei pressi di Mazar-i-Sharif si susseguono con esiti alterni fino alla fine dell'anno.
19 luglio - Massud riprende Baghram e Charikar.
7 agosto - La Croce Rossa Internazionale afferma che 6800 persone sono rimaste uccise negli ultimi 3 mesi.
16 agosto - L'Alleanza del Nord nomina un governo ombra.
4 settembre - Il mullah Mohammad Rabbani, uno dei massimi dirigenti taliban, si reca in Arabia Saudita, dove a Jeddah riceve promesse di aiuti da re Fahd. Accusa inoltre Iran, Russia e Francia di aiutare Massud.
16 novembre - Le truppe di Dostum dichiarano di avere scoperto 30 fosse comuni, nei pressi di Shebarghan, contenenti circa 2000 cadaveri di miliziani taliban.
18 novembre - Madeleine Albright, a Islamabad, definisce "deplorevole" la politica dei taliban in materia di diritti umani.
17 dicembre - Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna i rifornimenti di armi da parte di eserciti stranieri alle fazioni afghane e invita le parti al cessate il fuoco.

1998

Febbraio - Un violento terremoto causa più di 4000 vittime e danni ingenti nella regione nordorientale del Paese, al confine con il Tagikistan. La regione è nelle mani delle forze di opposizione al regime dei taliban.
14 marzo - Intensi combattimenti a Mazar-i-Sharif tra uzbeki e hazarà.
17 aprile - Bill Richardson, inviato speciale americano, visita Kabul e Mazar.
17 maggio - Caccia taliban bombardano pesantemente Taloquan: 31 morti e 100 feriti. Forti combattimenti a nord di Kabul.
3 luglio - Il summit dei 5 Paesi dell'Asia centrale, riunito ad Alma Ata, fa appello alle parti perché cessino la guerra.
9 luglio - Un aereo dell'ONU viene colpito da un razzo a Kabul. Il maulvi Omar mette al bando la televisione e annuncia la deportazione dei cristiani e punizioni per i comunisti.
18 luglio - L'Unione Europea sospende tutti gli aiuti umanitari a Kabul per le inaccettabili restrizioni cui è sottoposto il suo personale.
31 luglio - Leader taliban visitano la madrassa di Dar-ul-Uloom Haqqania e Akora Khattak in Pakistan, richiedendo urgenti afflussi di rinforzi. Cinquemila studenti pakistani partono alla volta dell'Afghanistan per unirsi alle truppe taliban.
7 agosto - Le ambasciate USA in Kenia e Tanzania saltano in aria: i morti sono centinaia. Gli americani ritengono che il responsabile degli attentati sia Osama bin-Laden, un miliardario saudita che sostiene anche finanziariamente i taliban.
8 agosto - I taliban riconquistano Mazar-i-Sharif uccidendo 11 diplomatici iraniani e un giornalista. Massacro di migliaia di hazarà. Altre migliaia in fuga dalla città.
18 agosto - L'ayatollah Ali Khamenei accusa Stati Uniti e Pakistan di usare i taliban come strumento anti-iraniano. Il leader talibano Omar dichiara che il suo governo darà asilo a Osama bin-Laden.
20 agosto - Gli Stati Uniti lanciano 75 missili Cruise sui campi di Jalalabad e di Khost, che sarebbero al comando di Osama bin-Laden: 21 morti e 30 feriti.
20 settembre - Massud bombarda Kabul con razzi: 65 morti e 215 feriti.
27 settembre - I taliban inviano 30 mila uomini al confine con l'Iran per fronteggiare imponenti manovre militari di Teheran.
2 ottobre - Aerei e carri iraniani violano lo spazio aereo e terrestre dell'Afghanistan nei pressi di Herat. La controversia si risolve tuttavia in pochi giorni con il rilascio dei prigionieri iraniani catturati dai taliban.
13 novembre - Mohammed Akbari, capo della fazione Hizb-e-Wahadat, si arrende ai taliban a Bamiyan.
1 dicembre - I taliban sparano sugli studenti universitari a Jalalabad: 4 morti e 6 feriti.
29 dicembre - L'UNICEF denuncia il totale collasso del sistema educativo afghano.

1999

12 gennaio - Grave attentato, a Peshawar, alla famiglia dell'ex leader dei mujaheddin Abdul Haq.
31 gennaio - La prima delegazione cinese arriva a Kabul per colloqui.
9 febbraio - Il governo di Kabul respinge una lettera formale degli Stati Uniti in cui si richiede di consegnare Osama bin-Laden. Kabul dichiara che Osama bin-Laden sarà sottoposto a restrizioni, ma non consegnato.
3 marzo - Il ministro degli esteri del Turkmenistan, Sheikhmuradov, visita per la prima volta Kandahar e viene ricevuto dal maulvi Omar.
7 aprile - Il ministro della difesa russo, Sergeev, incontra Massud a Dushanbè. La Russia annuncia la costruzione di una base militare in Tagikistan.
29 aprile - Taliban, Turkmenistan e Pakistan firmano un nuovo accordo per la costruzione di un gasdotto attraverso l'Afghanistan. Mancano i finanziamenti, ma si dichiara che verranno bene accolti.
14 maggio - Gli Stati Uniti diffidano ufficialmente il Pakistan dal dare aiuto ai taliban. Washington dichiara nuovamente il suo favore per un ritorno a Kabul di Zahir Shah, che si trova in esilio a Roma.
22 maggio - I taliban individuano una potenziale rivolta a Herat. Otto congiurati vengono giustiziati in pubblico. Un altro centinaio di nemici sono uccisi.
26 giugno - Zahir Shah convoca a Roma 70 delegati afghani per organizzare una Conferenza degli Anziani (la Loya Jirga, tradizionale strumento istituzionale per risolvere i conflitti interni), ma i taliban rifiutano la sua mediazione.
6 luglio - Gli USA impongono sanzioni economiche e commerciali al governo dei taliban e congelano i loro patrimoni finanziari. I taliban si preparano intanto a un'offensiva estiva contro le truppe di Massud; migliaia di giovani arabi e pakistani si uniscono a loro.
1 agosto - Comincia l'offensiva estiva e Baghram cade in mano taliban.
2 agosto - I taliban conquistano Charikar, Massud si ritira nella sua vallata. Duecentomila persone fuggono dalla valle di Shomali.
5 agosto - Massud riprende Charikar e spinge i taliban sulle precedenti posizioni: 40 taliban sono uccisi e 500 catturati.
24 agosto - Attentato vicino alla casa del maulvi Omar a Kandahar: una bomba uccide 40 persone, tra cui alcuni parenti stretti di Omar.
10 settembre - Le Nazioni Unite calcolano che la produzione di oppio in territorio afghano sia raddoppiata, raggiungendo le 4600 tonnellate. Il 97% delle coltivazioni è sotto controllo taliban.
12 ottobre - Un colpo di stato militare in Pakistan rovescia il governo di Nawaz Sharif.
15 ottobre - Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU vota a favore dell'imposizione di sanzioni contro il regime di Kabul se entro 30 giorni i taliban non consegneranno Osama bin-Laden agli Stati Uniti.
11 novembre - Centinaia di persone scendono in piazza nelle maggiori città afghane per protestare contro le sanzioni dell'ONU e chiedere il sostegno dei Paesi islamici. Contemporaneamente esplode in Pakistan la protesta antioccidentale degli integralisti islamici, che sfocia in una serie di gravi attentati.
14 novembre - Le sanzioni dell'ONU diventano operative.

2000

Gennaio - Aereo indiano dirottato a Kandahar.
13 marzo - Un giornale indiano rivela che Osama bin-Laden sarebbe gravemente malato.
Aprile - Le forze di opposizione al governo dei taliban tentano di ricostituire l'Alleanza del Nord in funzione antitaliban. I generali Dostum, Massud e Malik si incontrano grazie alla mediazione dell'Iran.
Maggio - I taliban lanciano un'offensiva a largo raggio contro le forze dell'opposizione afghana. La ripresa dei combattimenti interrompe il piano di scambio di 4000 prigionieri approvato nei mesi precedenti e un preventivato incontro per i colloqui multilaterali di pace, patrocinati entrambi dall'Organizzazione della Conferenza Islamica. Secondo i dati ONU la produzione di oppio in Afghanistan ha raggiunto cifre record, superiori alle 4800 tonnellate. La superficie coltivata è cresciuta del 23%.
11 luglio - Attentato a Kabul contro l'ambasciata pakistana. Altre 5 bombe esplodono nella capitale danneggiando il ministero dell'informazione, un deposito di carburante e un albergo del centro.
13 luglio - Massud lancia una controffensiva militare, ma la reazione dei taliban si dimostra più efficace del previsto. L'ex presidente Rabbani lamenta lo scarso sostegno all'alleanza antitaliban da parte della comunità internazionale.
17 luglio - Un'ondata di siccità colpisce le regioni occidentali e meridionali del Paese. Migliaia di profughi si rifugiano in Pakistan e Iran.
Settembre - La diplomazia italiana tenta una mediazione tra l'Alleanza del Nord e i taliban e si impegna a devolvere un fondo di 4 milioni di dollari da destinare a progetti di sviluppo su entrambi i fronti.
1 ottobre - Una delegazione dei taliban è ricevuta a Washington al Dipartimento di Stato.
Novembre - Dopo una lunga opera di mediazione compiuta dall'inviato speciale dell'ONU in Afghanistan, Francisc Vendrell, i taliban e l'opposizione dell'Alleanza del Nord firmano un impegno a partecipare entro dicembre a una serie di colloqui di pace indiretti.
Il 21 novembre, tuttavia, Stati Uniti e Russia chiedono l'inasprimento delle sanzioni contro i taliban. Le organizzazioni umanitarie mettono in guardia le Nazioni Unite dai rischi dell'imposizione di ulteriori sanzioni, che causerebbero soltanto maggiori sofferenze alla popolazione civile già duramente provata.
10 dicembre - I taliban minacciano di boicottare i previsti colloqui di pace.
19 dicembre - Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU adotta una risoluzione, sostenuta principalmente da Stati Uniti, Russia e India, per l'inasprimento delle sanzioni contro l'Afghanistan se i taliban non consegneranno entro 30 giorni Osama bin-Laden, non smobiliteranno i campi di addestramento per i terroristi islamici e non cesseranno ogni commercio illegale di sostanze stupefacenti.

2001

19 gennaio - Entrano in vigore le nuove sanzioni dell'ONU contro il regime dei taliban.
Febbraio - Un'ondata di freddo causa un terribile disastro umanitario: muoiono assiderati nei campi, fuori e dentro il Paese, centinaia di vecchi e di bambini.
20 febbraio - Secondo notizie raccolte da Human Rights Watch, i taliban avrebbero massacrato oltre 500 civili nell'assalto di Yakawlang.
28 febbraio - L'ambasciatore di Kabul in Pakistan, Abdul Salam Zaeef, conferma che il suo governo ha deciso la distruzione dei Buddha di Bamiyan, capolavori dell'arte ellenistico-orientale fiorita nel Paese prima dell'islamismo.
27 marzo - Un gruppo di giornalisti occidentali è ammesso nella valle di Bamiyan per certificare l'avvenuta demolizione delle statue.
5 aprile - Massud viene ricevuto a Strasburgo.
19 maggio - La polizia religiosa chiude a Kabul le panetterie del PAM (Programma Alimentare Mondiale) dove lavorano donne. La polizia religiosa irrompe nell'ospedale di Emergency a Kabul.
23 maggio - Diventa legge l'ordinanza che impone agli indù di portare sugli abiti un segno distintivo.

Sta in Emergency - life support for civilian war victims / Copyright 2001

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