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MUSICA

Intervista a Bunna, degli italiani Africa Unite

Africa Unite è il titolo di una canzone di Bob Marley e vi siete più volte confrontati con l'opera di questo grande artista: quanto è importante per voi Bob Marley?

La figura di Marley è stata sicuramente importante per la nostra storia musicale: da lui e dalla sua musica abbiamo cominciato a capire le dinamiche del reggae un genere per noi così "lontano" sia culturalmente sia musicalmente. Siamo sempre rimasti affascinati dal suo approccio alla musica come strumento socializzante ma allo stesso tempo di denuncia e anche eredità, questa, che nessuno dopo di lui secondo me ha raccolto. Questi sono i motivi che hanno spinto spesso gli Africa Unite ad emulare quel modello nel modo di concepire il ruolo che dovrebbe avere la musica, cosa che purtroppo sempre meno accade.

So che andrai ad Addis Abeba al concerto del 6 febbraio. Cosa ti aspetti di trovare?

Ho colto questa occasione per andare in Etiopia perché mi sembrava che la sepoltura di Marley a Zion fosse un avvenimento "storico" imperdibile. Ma col passare dei giorni la smentita della riesumazione mi ha fatto pensare e dubitare che l'evento potesse diventare l'ennesimo tributo voluto dalla famiglia, che sembra ricercare di più l'esposizione mediatica e di conseguenza il business invece di provare in qualche modo a portare avanti la volontà del "maestro". Quindi andrò comunque ad Addis Abeba con poche speranze e molto scetticismo e cercando di vedere anche altre cose al di là della celebrazione marleyana.

Pensi che la forza del messaggio e la carica della figura di Bob Marley avrà la meglio sul rischio di un eccesso di retorica che incombe in queste occasioni e sull'aspetto più "commerciale" della cosa?

La figura, il messaggio ed il carisma di Marley sicuramente, non si possono cancellare, anche se in queste occasioni rischiano di passare in secondo piano. Le sue canzoni, il suo impegno per i diritti dell'uomo continuano ad essere assolutamente attuali. Ci sono oggi "So much trouble in the world" (tanti problemi nel mondo) ma su come spesso i media ce li disegnano ci sono "So much things to say" (molte cose da dire).

Ti sarebbe piaciuto partecipare come artista ed esibirti su quel palco il 6 febbraio?

Chiaramente mi sarebbe piaciuto avere l'opportunità di salire su quel palco. All'inizio una partecipazione degli Africa, dopo ventiquattro anni di reggae italico sembrava anche possibile ma col passare dei giorni le possibilità si sono sempre più affievolite e quando si è saputo che gli unici invitati italiani erano Jovanotti e Carmen Consoli mi è venuto da chiedermi quali fossero le dinamiche che avessero motivato una scelta così a mio parere "strana".

P. T.  - LIBERAZIONE – 30/01/2005



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