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SOSTEGNO A DISTANZA
I progetti dell'Ai.Bi. - Associazione Amici dei Bambini -


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ALBANIA

In Albania le zone interessate sono tre: Bathore, zona suburbana alla periferia nord della capitale Tirana di cui 30.000 persone vivono in una baraccopoli; Fier, quartiere centrale di Lili Gero, uno dei maggiori centri cittadini dell' Albania meridionale in cui mancano strutture scolastiche e di aggregazione; Levan, villaggio rurale a 9 km. da Fier in direzione sud, verso Valona in cui la lotta armata tra clan inpedisce ogni forma di vita sociale.

Le aree di intervento si presentano del tutto prive di infrastrutture e i servizi di base sono razionati e non fruibil da tutti. Il progetto è indirizzato a tre categorie di beneficiari: minori a rischio di abbandono, madri emarginate e giovani esclusi dalla vita sociale.

Per ognuna delle realtà identificate sono stati attivati dei Centri Servizi con diverse iniziative rivolte:

- ai bambini: servizi di accompagnamento familiare con sostegno psico-sociale; acquisto di generi di prima necessità; sostegno scolastico (acquisto di materiale didattico e copertura delle spese scolastiche) al fine di favorire il processo educativo del minore; attività di animazione, come strumento di aggregazione e di sviluppo della personalità del bambino nonché come mezzo per avvicinarsi alla sua famiglia.

- ai giovani: attività di aggregazione giovanile e formazione professionale allo scopo di realizzare iniziative di lavoro comune, che stimolano i giovani all'impegno sociale nel proprio territorio, al fine di creare una società civile artefice del proprio futuro in Albania.

- alle madri: attività di supporto psico-sociale e di formazione professionale, finalizzate alla promozione del ruolo della donna e alla responsabilizzazione del ruolo di madre.

BOSNIA

Le zone interessate dal progetto sono: Sarajevo, città “simbolo” della drammatica guerra di Bosnia, in cui le condizioni di vita della popolazione portano ancora le conseguenze dell'assedio durato per oltre tre anni; Tuzia, città a 150 km. Da Sarajevo, duramente bombardata durante la guerra per la presenza delle sue centrali termoelettriche, nel cui distretto si trovano ancora numerosi campi profughi: Tornovo, villaggio di montagna a circa 50 km. Da Sarajevo, all'interno della Repubblica Sprka, zona a predominanza serbo-bosniaca. Il villaggio è stato distrutto durante la guerra e le strutture educative sono state chiuse per mancanza di fondi.

Il progetto è indirizzato a tre categorie di beneficiari colpite dalla guerra:

- minori orfani

- madri sole e traumatizzate

- giovani cresciuti durante la guerra, privi di prospettive educazionali.

Per ognuna delle realtà identificate sono state promosse le seguenti iniziative:

- attività interetniche di animazione, intese come strumento di aggregazione e di sviluppo della personalità del bambino, al fine di rendere più naturale l'avvicinamento e la conoscenza fra bambini di etnie diverse;

- rinforzo scolastico, indirizzato agli studenti con difficoltà nell'apprendimento delle principali materie di studio;

- campi estivi e vacanze di gruppo, per offrire ai bambini di diverse etnie la possibilità di un momento di svago in comune e di uscire dai quartieri in cui vivono (spesso distrutti e resi invivibili dalla guerra);

- apertura di asili nei quartieri in cui tali strutture sono mancanti o insufficienti per garantire almeno un pasto completo quotidiano e a contenuto calorico appropriato ai bambini, per rispondere al bisogno delle madri sole, unica fonte di sostentamento della famiglia, per avere un luogo educativo in cui lasciare i propri figli durante l'orario di lavoro;

- corsi di formazione e attività di sostegno, indirizzati alle donne traumatizzate dalla perdita del marito e dell'equilibrio familiare a causa della guerra, al fine di riattivare le dinamiche di reinserimento sociale attraverso un lavoro.

KOSOVO

In Kosovo ha attivato 3 osservatori ed una rete di centri servizi che hanno sostenuto durante l'emergenza 8000 minori di 35 villaggi completamente distrutti nelle aree di Peja, Vucitrn e Fushkosova. In queste tre aree ha lanciato il progetto “Ricostruiamo dai bambini” all'interno del quale in 27 villaggi è stato attivato uno spazio ricavato all'interno di scuole o edifici dei villaggi previamente ristrutturati e allestiti in modo accogliente per i bambini, al fine di svolgere le attività di:

- sostegno psico-sociale

- animazione ludica e ricreativa per i bambini dai 5 ai 15 anni

- aggregazione per i giovani dai 16 ai 25 anni

- sostegno scolastico ai bambini in difficoltà

- corsi di lingue straniere

MOLDAVIA

Il Ministero della Salute moldavo si è impegnato ufficialmente a mantenere aperto l'ospedale “numero 1” per i bambini, situato nel quartiere Buiucani nella zona centro-ovest della capitale Chisinau, dopo che ne era stata deliberata la chiusura a causa delle carenze strutturali dell'immobile e dell'impossibilità a sostenere la gestione delle strutture. L'ospedale è stato costruito nel 1972 con una capacità di 164 posti letto e versa attualmente in uno stato di bisogno estremo per la mancanza di interventi di manutenzione (l'ultima risale al 1988), per la mancanza delle più elementari attezzature mediche nonché per l'assenza, molto spesso, delle stesse medicine. Sono quindi iniziati i lavori di ritrutturazione, di acquisto dei macchinari adatti alla cura delle patologie infantili e di programmazione dei corsi di aggiornamento per il personale medico e paramedico (grazie alla collaborazione di alcune strutture socio-sanitarie italiane).

Per questo occorre:

- garantire la parte di spese di gestione non coperte dal governo moldavo

- provvedere all'acquisto di materiale necessario per iniziare il lavoro in ospedale (materassi, cuscini, lenzuola) e delle attrezzature di base (siringhe, bende e garze, disinfettanti, fleboclisi)

- provvedere all'acquisto di medicinali

- seguire i bambini durante la loro degenza per verificarne l'andamento.


CHERNOBYL

Il progetto si svolgerà nel quartiere Leningradky, quartiere dormitorio edificato in seguito all'arrivo della popolazione sfollata da Chernobyl, nella zona periferica di Kiev. I beneficiari dell'intervento sono bambini con problemi di salute che vivono in famiglie numerose e prive di mezzi economici per fare fronte all'assistenza scolastica e alle più elementari cure mediche e sanitarie. Per questi bambini è inoltre estremamente importante poter beneficiare di momenti di aggregazione e di gioco per il proprio sviluppo relazionale e di cambiamenti climatici per ridurre il tasso di radioattività presente nel sangue. Sono quattro le attività previste:

- animazione: apertura nel quartiere di punti destinati ad assicurare ambiti e servizi di animazione, sostegno formativo e aggregazione, in modo da favorire l'integrazione tra i bambini del quartiere e facilitarne il percorso scolastico;

- sostegno alimentare: i bambini che vivono in aree economicamente molto povere come quella di Leningradky, ricevono per lo più cibi prodotti localmente e quindi spesso altamente contaminati; disponendo di una dieta maggiormente controllata sarebbero senza dubbio meno esposti agli effetti della contaminazione. Al fine di garantire alle famiglie e ai minori migliori condizioni nutrizionali e igienico-sanitarie, si provvederà alla distribuzione diceste basiche, contenenti generi di prima necessità, quali riso, olio, farina, carne, frutta, verdura, zucchero, the e latte;

- assistenza socio-sanitaria: servizi di consulenza (medica e psicologica) disponibili ed accessibili alle famiglie; la patologia più diffusa e meno curabile risulta essere la cosiddetta “Sindrome di Chernobyl”, che mina il sistema nervoso, portando alla manifestazione di numerose schizofrenie e crisi depressive, fino all'aumento di casi di suicidio;

- vacanze terapeutiche: attivazione di un programma per i minori vittime di radiazioni nucleari, bisognosi di soggiornare in luoghi costieri ricchi di iodio. A tal fine, verranno organizzate campagne terapeutiche presso località idonee; ancora a molti anni di distanza dall'incidente nucleare, infatti, i beneficiari sono per la maggior parte iper-tiroidei e a rischio di malattie leucemiche causate dalle radiazioni alle quali direttamente o indirettamente sono stati esposti.

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