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MUSICA

17 aprile 2004: Marathon a Zelarino

Non troverete la tournèe dei Marathon trascritta sui giornali nazionali.
Il tutto funziona così: entrate nella mail list di Davide Somovigo (<
mailto:daves69@virgilio.it> ), il cantante, e, la prossima volta che trovano un locale per suonare, ricevete un invito personale per poterli andare a vedere.
Qualche volta c'è persino qualche volantino formato A4 appiccicato in zone clou tra Mestre e Treviso, manifestino con una forte impronta Marillion.
Si, perché oggi vi sto raccontando le epiche gesta di un gruppetto di amici che suonano per divertirsi e divertirci.
Una cover band? Di più e di meno... Fosse una cover band dei Marillion (nel vero senso della parola), probabilmente avrei già dovuto commentare gli Icon (<
www.iconweb.it> ), cosa che prometto a Steve Sangermano (l'Hogart italiano) di fare quanto prima. Fosse una cover band dei Genesis (mi dispiace, non riuscirò a scrivervi nulla sui Musical Box... non riesco ad andarli a vedere) avrei dovuto sicuramente iniziare con i Suppers Ready (a proposito, ancora un paio di concerti e poi chiudono: affrettatevi!). In realtà sono una band di interpreti di musica rock, con prevalenza progressive, con prevalenza Marillion. Ma quante volte vi trovate qualcuno che suona anche Rush, Kansas, Asia, ecc?
Così, una settimana fa, ricevo una e-mail (scrivete pure a <
mailto:bandrea@alicata.org> , se volete farmi sentire qualcosa di carino e se vi piacciono le mie recensioni) del tipo: "sei invitato al centro commerciale Polo di Zelarino alle 10 di sera", ed io ci vado con la mia tribù.
I ragazzi iniziano mezz'oretta dopo, picchiando allegramente su un'intro dei Jethro (Protect and survive) che scivola su Dreamline (Rush). E qui subito forza e debolezza del gruppo: capacità di mescolare pezzi/gruppi diversi, impossibilità di adeguare voce/strumentazione (ma chi potrebbe?) a tutto il mondo rock. Così assistiamo a momenti meno lucidi (il buon batterista si perde un po' all'inizio, Davide non riesce a chiudere Cover my eyes, ad esempio) ed ad altri di grande suggestione (la suite Kayleigh/Lavender, My sharona con una chitarra notevolissima e l'originale coro a cappella - from Tokyo Tapes -  che inizia Heat of the moment, principio del medley Heat/- parte strumentale di - Song for America - dei Kansas -/Video killed the radio stars).
I know what I like viene assieme a In that quiet heart, e Davide cerca di faci cantare, alla fine (mio cugino: nooo, farci fare il coretto alla fine di I know... terribile!) come cerca (Di Cioccio docet) di farlo con È festa, giunta da un forte assolo del batterista "Ciani", assolo che aveva prolungato Carry on wayward son, assolo che continua, come un motore, per tutto il pezzo della PFM (coprendo forse un po' troppo le tastiere).
È una festa del rock, insomma. Una festa che non ha la pretesa di riportarci sul palco, nota per nota, gruppi defunti e non. È una festa che ravvicina persone (con la stessa passione, il rock) che forse non si sono mai viste né conosciute, che non avevano mai suonato assieme, ma che nella serata gioiosa dei Marathon si ritrovano fianco a fianco tra le loro dita, nelle loro mani, nella loro voce. Ed altre persone amanti del rock sotto la ribalta, alle tre di notte, a ballare. Venite a divertirvi con loro!

Andrea Barbazza, <
http://www.ilportoritrovato.net/html/musica137.html>

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