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Ellekappa
La Domenica del Cavaliere L'UNITA' - 12/05/2002

Un anno vissuto pericolosamente

Il 13 maggio 2001 l'Italia, al termine di una campagna elettorale da favola – Grullo parlante contro Pinocchio – cade nelle mani di uno spacciatore di balle senza scrupoli e il bilancio dello Stato – vittima di un overdose di incompetenti – si fa un buco da sessantamila miliardi proprio mentre all'estero Bush si fuma migliaia di afgani mandando in ecstasy i trafficanti di armi.

In Medioriente, invece, dove la missione di Powell sembra essere entrata in un vicolo morto, dilagano micidiali sport estremi, tipo israeliani che fanno gli israeliani, palestinesi che fanno i palestinesi mentre gli occidentali – per non rischiare – fanno gli indiani.

Nel frattempo Berlusconi si mette al lavoro. Nei suoi primi cento giorni depenalizza i suoi primi cento reati calcolando che entro cinque anni, a fine legislatura, cancellando un reato al giorno si sarà tolto i processi di torno, e per non mettere i figli contro i padri abolisce la tassa di successione per i miliardari e l'articolo 18 per i lavoratori dipendenti.

E mentre il Cavaliere pensa agli interessi e la sinistra al conflitto, e la scuola si illumina di incenso, gli spot traslocano dalle rete RAI alle tasche del proprietario di Mediaset e a viale Mazzini restano solo i consigli per l'epurazione.

In tutta Europa suona un manganello di allarme per il risorgere di una strema destra nazista, xenofoba e razzista proprio mentre in Francia la gauche plurielle – che, in sintonia con Bertinotti, anche lì non si capisce un Le Pen – si presenta al primo turno delle elezioni divisa ma coerente, i trotkisti sconfiggono l'odiato Jospin, e poi, come ogni kamikaze che si rispetti, scompaiono saltando in aria dalla gioia.

Intanto a Roma Santoro il terrorista apre la sua trasmissione intonando (per modo di dire) “Bella ciao” per portare uno spietato attacco all'orecchio dello Stato, e tutti i telespettatori con le lacrime agli occhi e i tappi nelle orecchie, solidarizzano con lui sperando che il partigiano esaudisca il suo desiderio e se lo porti via.

Irrompe il 25 aprile. Per celebrare la Resistenza Berlusconi ricorda il suo amico Edgardo Sogno – controversa figura della vicenda politica italiana – con il quale condivise la clandestinità nella brigata P2 e resistettero entrambi, asserragliati a villa Wanda, a tutte le indagini nel corso della spaventosa guerra civile con la procura di Milano che procedeva senza pietà nei suoi cinici rastrellamenti banca per banca, di tutte le tangenti versate da tanti giovani imprenditori nel fiore degli anni.

E se questo 25 aprile insegna quanto sia difficile liberarsi dal fascismo – esce dalla porta rientra dalla televisione – e dalle colonne armate di Panorama si possono leggere farneticanti proclami di Oriana Bin Laden, la procura di Napoli scopre che alcuni agenti della questura partenopea – nel corso delle manifestazioni dei No Global – preferiscono il pesto alla genovese.

Fini, con grande senso dello stato di polizia solidarizza immediatamente con gli agenti delle forze dell'ordine accusati di abusi e violenze riservandosi poi, se le accuse dovessero essere dimostrate – di procedere personalmente alle più sincere congratulazioni.

Castelli invece si chiede il perché di tanta violenza della polizia nei confronti di inermi cittadini visto che alla manifestazione c'erano un sacco di magistrati. Scajola chiarisce che in Italia, chiunque sbagli, dal vicepremier in giù, deve pagare.

Frattini nel frattempo vara la riforma dei servizi segreti. Gli agenti di Sismi e Sisde potranno violare le leggi senza essere puniti anche se non sono miliardari e non hanno fondato un partito.

A Betlemme per porre fine all'assedio alla Basilica della natività, Francescani Vaticano e Stati Uniti chiedono all'Italia di dare asilo a 13 palestinesi. Berlusconi, in genere abituato a prendersi senza fiatare quello che passa in convento questa volta fa orecchie da mercante: insieme ai palestinesi vuole anche la mangiatoia. Nel frattempo, puntuale come la morte, una bomba di Hamas fa saltare in aria il vertice tra Bush e Sharon ma purtroppo a morire sono diciassette ragazzi di Tel Aviv.

Per il riepilogo è tutto, buona visione della prossima puntata.

Ellekappa – La Domenica del Cavaliere – Suppl. de L'UNITA' – 12/05/2002

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