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Bambini
LA REPUBBLICA 9 maggio 2002

Il direttore Unicef Carol Bellamy: più impegno dagli Stati
"L´Aids cancella il futuro gli orfani sono 13 milioni"


ROMA -Signora Carol Bellamy, a giudicare dai dati sull´infanzia raccolti dall´Unicef, che lei dirige dal 1995, si direbbe che la condizione dei bambini del pianeta sia nettamente migliorata negli ultimi anni fa. Come spiega questi progressi?


«È vero, i bambini del mondo stanno meglio di prima, soprattutto dal punta di vista sanitario e scolastico. Ciò è sicuramente dovuto all´impegno preso nel 1990 dai capi di governo che parteciparono al summit mondiale per l´infanzia. I progressi vanno anche attribuiti all´azione di quegli Stati che un anno prima, il 20 novembre 1989, ratificarono la Convenzione dei diritti dell´infanzia».


Rimane tuttavia molto da fare. Basta citare il fatto che quasi undici milioni di bimbi muoiono ogni anno per malattie banali, contro le quali esistono farmaci efficacissimi.


«È vero. Ma se tutti i governi avessero investito sui bambini, come era stato stabilito nel 1990, i progressi sarebbero stati molto più importanti».


Che cosa si aspetta dalla Sessione speciale sull´infanzia?


«Questi lavori serviranno a vagliare i dieci anni appena trascorsi, considerando i punti a favore, come la poliomielite, quasi del tutto sradicata, e quelli ancora negativi, come il fatto che ancora troppi bambini muoiono prima di aver compiuto il loro quinto anno di età. Nel corso della sessione speciale cercheremo anche si stabilire come portare a termine i progressi intrapresi».


Quali sono le misure più urgenti da adottare?


«Credo che non ci siano casi più importanti di altri da risolvere. È però fondamentale che i leader dei vari governi, che le imprese private, le comunità religiose, la stampa internazionale, si impegnino sempre di più per cercare di risolvere i problemi dell´infanzia. Ognuno, ovviamente, in base alle proprie competenze».


Non crede che l´infezione di Aids sia oggi la piaga principale da combattere?


«Una cosa è certa, in alcune regioni del mondo l´Hiv sta rubando l´infanzia a molti bambini. La metà dei nuovi casi di infezione nel mondo colpisce i più giovani, con una maggioranza di ragazze rispetto ai ragazzi. L´Aids, per citare solo una cifra, ha già provocato 13 milioni di orfani soltanto in Africa. Credo dunque che la lotta contro questo flagello debba essere una priorità nel nostro programma di sviluppo e di aiuti».
(p.d.r.)


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