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A cura di Emanuele Mignone |
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Mattine
di primavera
Certe mattine di primavera quando riapro gli occhi e ricomincio, mi succede di sentirmi una specie di pesce andato a male. Di solito in quelle mattine il sole picchia più forte e con gli occhi un po stretti per il riverbero, sgambettando nello smog con l'illusione di fare del moto, mi cospargo il capo di cenere e di pie intenzioni, come ridurre le sigarette, masticare mentine o succhiare una pipa. E anche con l'alcool ed il caffè potrei andarci più piano. Volete mettere un bel bicchiere di latte?
Grazie al cielo dopo un po rientro in me stesso, ragiono. Da Moe il sole non batte, niente riverbero, niente primavera.
Doppio caffè con bourbon, Moe.
Subito, Achab.
E finalmente la giornata, allora, ricomincia ed al diavolo la primavera. Il lavoro aspetta.
Anche nel mio ufficio il sole non batte. Un medico una volta mi disse "Se vuol stare meglio, la pianti di fare il detective, si occupi d'altro". "Giusto", risposi "Che ne direbbe se scrivessi alla General Motor per un osto di presidente?"
Signor Achab?
Sembrava porcellana. Il tipo che hai paura a parlarci se no si rompe. Anche la voce era roba delicata.
Mi chiamo Eva Lusty. Lei è Achab, il detective privato?
No, sono il presidente della General Motor.
Perché prendermela con Lady Porcellana?! C'è già una quantità di gente che sfotte il suo prossimo perché ha dei guai.
?!
Lasci stare, ero soprappensiero. Sono Achab. Si accomodi e mi dica cosa posso fare per lei.
Si trattava di pedinare un marito, la solita storia di presunte corna. E' un genere che ha un bel mercato, non c'è dubbio.
Se accetta l'incarico ci sono mille dollari per lei.
Mi sembra una ricompensa eccessiva. Così si incoraggia l'inflazione. E poi in genere non mi occupo di corna, è un genere che mi deprime. Dovrò mettere un cartello sulla porta. Mi dispiace Signora Lusty.
Se ne andò con classe, senza fiatare, dondolando le curve sui tacchi alti un palmo. Mi piacciono i tipi che non fanno storie e poi quei fianchi, a guardarla bene, non dovevano essere solo porcellana.
Sarà che non ha insistito, saranno stati i mille dollari. Sarà che quelle curve mi erano entrate in testa Boh! Le sono corso dietro e ho accettato chissà, forse la primavera o forse sarà perché non avevo nessun diritto di sputare sul mio lavoro. Il lavoro nobilita, no? E il mio nasino non ha il diritto di essere all'insù, anzi.
La foto del marito che mi aveva dato non riusciva a convincermi come una, con quella classe e con quelle curve, potesse essere gelosa di quell'incrocio tra un bue e un orango.
Fu fin troppo facile. Tre giorni scarsi di lavoro. Andasse sempre così, rischierei di diventare ricco.
Ecco qua, Signora Lusty foto, orari nomi, indirizzo del pied a terre e tutto il resto. La Lady non battè ciglio. Ascoltò indifferente come se le dicessi le previsioni del tempo. Bocca chiusa e gambe accavallate. Sentii solo il "tic" della penna e la carta dell'assegno crocchiare.
Scusi, signora ma a questo punto solitamente tiro fuori la mia collezione di fazzoletti e asciugo lacrime Neanche un po gelosa del suo ometto?
Gelosa di quel bestione? Oh, no davvero. Anzi sono contenta. Finalmente ho le prove per divorziare e farmi passare un bell'assegno mensile.
Se ne andò senza voltarsi, scrollando cenere di sigaretta e curve sul mio finto persiano. Fredda e di classe come un'aragosta. Mi piaceva.
Addio, Signor Achab.
Addio?! Brutta parola! Sento il sangue farmi gong gong nelle tempie come un pivello alle prime armi. Avrei voglia di correrle dietro e abbrancarla. Ai tempi della pietra si sposavano così, mi pare. Ma l'età della pietra è finita da un pezzo ed io non ho più ventanni. Forse non li ho mai avuti.
Passò una settimana esatta. Me la sognai due o tre volte. Noi due soli su una spiaggia. E naturalmente non dicevamo le orazioni. Lo so, è banale. Ma chi ha mai detto che il sottoscritto sia un tipo straordinario?
Salve, Signor Achab.
Mi voltai e Lady Porcellana era lì, nel bar di Moe.
Sorpreso di vedermi?
Un po si era parlato di addio, mi sembra
Addio? Sì, certo. E' una parola che uso spesso con gli uomini Non mi sono molto simpatici. Ma c'è sempre qualche eccezione che conferma la regola, no?
Strano. Avevo la sensazione che da Moe fosse entrato il sole. Socchiusi gli occhi e quasi non ascoltai le sue parole.
mio marito l'ha presa male, mi ha minacciata. E' un tipo violento, ma per fortuna la rabbia non gli dura molto insomma ho bisogno di qualcuno che mi protegga, finchè le acque non si saranno calmate.
Quanto tempo?
Ho affittato un bungalow a New Heaven, sulla costa. A meno di un'ora di auto. Basterà starci due o tre settimane. Posso pagarla bene.
Saltai sulla sua macchina come un canguro, ma decisi di buttarla sul venale e sul fatto di prendermi una vacanza.
Il posto dove arrivammo non era male. Bungalow, spiaggia, sole.
Le piace il posto?
Molto, soprattutto la sabbia. Lasciarla scorrere fra le dita. E' un gioco che facevo per ore da ragazzo. Non sapevo perché mi piacesse, ora lo so E' la stessa sensazione che mi dà il passare del tempo. E questo mare tutto questo spazio fa una strana impressione ad uno che è abituato alle macerie del Bronx, alle vie strette come gabbie, dove sei costretto a ringhiare ogni giorno per sopravvivere.
Ha ucciso molti uomini?
Parecchi. Ma non avevo scelta: o me o loro.
Donne?
Qualcuna ma a che serve parlarne?
E a che serve non parlarne?
Le mie tempie pulsavano, mentre la sua bocca mi cercava, un po fredda, forse, ma esperta.
Dai, vieni, facciamo una corsa.
Perché no? Buttai la mia faccia seria in mare e iniziai a correre come un cretino però, a volte, fa bene sentirsi cretini. A volte è bello sentirsi cretini.
Rientriamo ora ti preparo qualcosa da mangiare
Aspetta
Ma che fai?
Buttai il pacchetto di sigarette in mare.
Beh, se dobbiamo fare del footing è meglio dare aria ai polmoni per qualche giorno
Non sapevo dove volesse arrivare la bimba. Non so cosa volesse realmente da me. Forse per lei ero solamente un giocattolo, una specie di orsacchiotto di peluche, o forse Al diavolo non serviva a niente farsi queste domande. Molto meglio ubriacarsi del suo odore, sentirmi vivo.
Certe mattine di primavera ti alzi ed è come se fossi guarito da una lunga malattia. Hai ancora le ossa indolenzite, ma ti senti improvvisamente felice. Eppure il mondo è ancora come il giorno prima. Tale e quale.
Vuoi dell'altro latte?
No questo è il terzo bicchiere e sono anni che non ne bevo rischierei di avvelenarmi.
Ti va di fare due passi?
Mi alzai e feci per prendere la pistola.
A che ti serve quell'arnese, ora?
Già, a che mi serve una pistola?
Uscimmo a camminare sulla spiaggia.
Parlami di te della tua vita. Voglio sapere tutto
Meglio di no, non ti basterebbe un lenzuolo per asciugare le lacrime.
Non mi ricordo quanto abbia parlato così tanto in vita mia. Le raccontai un sacco di cose, di me, del Bronx e delle povere meschine marionette che lo animano. I giorni passarono veloci come il bagliore di un treno nella notte. Le notti passarono veloci come un tunnel nero che il suo corpo illuminava. Il paradiso terrestre non ha un segnale orario.
Una mattina trovai un gabbiano, tutto bagnato, che si dibatteva sulla spiaggia.
Guarda, un gabbiano è tutto bagnato.
Deve essere stata un'onda succede quando sono vecchi con le penne bagnare non riescono a volare basterà asciugarlo.
Lo portai in casa e iniziai ad asciugarlo con il phon.
Ecco, Jonathan, abbiamo quasi finito tra poco sarai di nuovo leggero e ritornerai a volare Apri una scatola di sardine, il nostro amico sarà affam Beh, che hai da guardare a quel modo?
Non credevo che tu fossi così
Così come? Cosa vuoi dire?
Niente niente
Si infilò in camera sua correndo a testa bassa. Gli occhi rossi di pianto. Ora sapevo con certezza che tutta quella storia era una trappola. Una trappola in cui mi ero volontariamente infilato. Una mano di poker che ero andato a vedere. Forse per curiosità, forse perché era primavera, forse perché lei mi piaceva da impazzire, forse perché io non mi sono mai piaciuto.
Su, Jonathan, mangia.
Achab
La percepii dietro di me e dal tono della voce capii che finalmente si era decisa a far scattare la trappola. La mia Phyton non s'era più mossa dalla seggiola. Ma in fondo non avrei saputo che farmene.
Almeno dimmi il tuo vero nome e perché vuoi farlo.
Ma allora tu sapevi? Avevi capito che io
Non è il momento della psicologia, piccola. E perché lo chiesto prima io.
Mi chiamo Judy Sander ero la donna di Frank Bellow Ti ricordi di lui, Achab?
Sì,
certo, Frank Bellow, un pesce piccolo. Era riuscito a fregarmi con un
trucco.
Una ragazza pagata da lui mi aveva rimorchiato nel suo
appartamento, dicendo di chiamarsi Zelda. Zelda, lo stesso nome
dell'unica donna che ho amato. E ci cascai come un pollo. Appena
entrato nel suo appartamento, una bella botta in testa e via.
Mi risvegliai in uno scantinato, pesto come un materasso. Frank voleva a tutti i costi il mio archivio, il famoso archivio di cui tutti boss hanno paura. Era un pesce piccolo, con quei documenti sarebbe diventato una balena. Ma fece un gioco più grande di lui. Mi lasciò andare illudendosi che filassi diritto nella seconda trappola che mi aveva preparato. Lo avvertii che stava rischiando grosso. Non avrebbe mai dovuto tirar fuori il nome di Zelda. Si impadronì di una valigetta dove credeva di trovare documenti che cercava. Ma dentro c'erano solo foto pornografiche. Fu una dura lezione. Gli avevo fatto perdere la faccia davanti a tutti. Ora non era neanche un pesce piccolo. Era un uomo ridicolo, ma non era ancora contento Tentò di farmi fuori. Ma gli andò male, sbattè contro la mia Phyton.
Judy, Frank non era nessuno tu lo sai meglio di me. E' ridicolo vendicare un uomo simile E' ridicolo essere ucciso per lui e io dovrei sentirmi ridicolo perciò fai in fretta con quel grilletto.
Un momento Achab Ora è la volta del mio perché. Se avevi dei sospetti
Per uno come me che ha sempre vissuto di sospetti è stato bello stordirsi di illusioni, cercare per una volta di non pensare Sai, a volte capita che la voglia di vivere sia più forte della voglia di morire. Non so esattamente cosa mi ha spinto a venire a vedere il tuo gioco e che cosa è successo dentro di me. Ma so che con te ho vissuto. In ogni caso, grazie.
Achab io credo che noi due
Due colpi secchi. E Lady Porcellana andò in frantumi, O quasi.
Crepa!
Mister Falso Marito si era materializzato con una pistola in mano. Fumante.
Era in gamba la pupa. Però non bisognerebbe mai fidarsi delle donne per certe cose. Anche mio fratello Frank lo diceva. Addio sbirro!
Un altro colpo secco. Un colpo familiare, quello della mia Phyton. Ma non ero stato io a sparare. E Mister Bellow numero due era in terra. Stecchito.
Achab ti prego dammi
La bocca da Judy si fermò improvvisamente. Per assurdo pensai a Biancaneve, a cui il Principe Azzurro con un bacio ridette la vita. Ma io non sono il principe azzurro. La mia bocca non dona la vita. La mia bocca è buona solo a bruciare tabacco e a dire parole dure. Paradiso terreste, principe azzurro, biancaneve, non sono parole per me. Anche il suo nome. Un altro nome di donna da aggiungere al vocabolario della sabbia.