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Il capitano Achab racconta





A cura di Emanuele Mignone


Il figlio del boss



I rintocchi della campana a morto picchiavano in faccia più freddi della pioggia. Uguali e conformi. Uguali e conformi come gli occhi di piombo dei picciotti, dei mezzi capi e dei rappresentanti di altre "famiglie", venuti a rendere omaggio al dolore di Syd Spadaro. Quando muore il figlio di un boss è la regola. Larry Spadaro, ventisei anni, un ragazzo pulito. Veniva spesso da Moe. Gli piacevano le poesie e le Ferrari. S'era piantato a duecento all'ora contro un muro. Mi si avvicinò Mike Azale, uno degli uomini del boss.

Forse aveva cominciato a piovere, perché tentavo di pregare. Tentavo, ma non ci riuscivo. La Buick di Spadaro era di traverso sul viale, come un'assurda, scura crepa su un muro bianco.

Probabilmente soffriva più per l'affronto che gli aveva fatto la vita che per Larry. I tipi come Spadaro sono abituati a dominare ogni cosa. Anche sua maestà il destino.

Passai dall'ispettore Bollinger, la storia della contro-perizia mi aveva incuriosito.

Mi tirò addosso un fascicolo.

Consultai il mio archivio. Poteva anche venirmi un'idea su chi avesse le carte in regola per rompere le scatole a Syd Spadaro. Inutile! Spadaro aveva un sacco di nemici…tanti da farci un elenco telefonico…Ripensai a Larry, all'ultima volta che lo avevo visto un mese prima da Moe…mi guardava con i suoi occhi color edera, balbettava più del solito.

Non era stato difficile ritrovargliela. Anzi, ebbi l'impressione che si fosse involata solo per rendersi più preziosa agli occhi di Larry. Cercai di spiegarglielo, telefonandogli la "bella notizia".

Passai un paio di giorni a fare buchi nell'acqua. E infine provai ad andare a dirlo a Spadaro. C'erano tutti i rappresentanti delle "famiglie".

I tipi come Spadaro non concepiscono che possa accadere qualcosa che non li riguardi. Ma in fondo, io stesso non vedevo un'altra pista. Uscito fuori, mentre mi incamminavo nel viale, mi sentii toccare su una spalla.

Non l'avevo mai vista. Ma non ci voleva Einstein per capire chi fosse…Era sputata Larry: stessi lineamenti, stessi occhi color edera. Solo che nella sua espressione c'era qualcosa di più duro, qualcosa del boss. Ed era una ragazza molto bella.

Si aggrappò a me e mi baciò sulle labbra. Compresi il perché di quel bacio qualche secondo dopo. Era solo un trucco per passarmi un biglietto.

Mike Azale, braccio destro e factotum di Spadaro, il classico Lessie fedele. Aveva una gran voglia di abbaiarmi qualcosa, ma non sapeva da dove cominciare. Optò per ciò che gli stava più a cuore.

Due giorni dopo, qualcuno mi diede un appuntamento alla panetteria italiana di Arthur Avenue che è l'unico isolato del Bronx che non puzza d'immondizia. Ma quella mattina l'odore di dolci e del pane di Parisi si mischiò a quello della polvere da sparo. Fecero in modo che li notassi. Era tutta scena, ma mi buttai lo stesso a terra per evitare la scarica di mitra. Era un avvertimento e per quanto ridicolo, il prossimo poteva essere più serio. Dovevo darci un taglio a quella storia. Cominciai da Jessica.

Puntò nel vuoto i magnifici pezzi di vetro che aveva al posto degli occhi. Le era venuta un'idea.

Mi era costato caro l'indirizzo dell'appartamento. I musetti orientali che lo abitavano erano conosciuti in Centrale per via del loro fanatismo religioso.

Tirai fuori la Python e gliela sbattei davanti al muso.

Il maestro sembrava la controfigura di Gandhi, ma aveva due occhietti comprensivi come una pistola carica.

Tutti i santi uomini hanno un gorilla dietro la porta. Quello che mi afferrò da dietro aveva una stretta d'acciaio.

Quando Bolly entra a quel modo, mi è quasi simpatico. Quasi.

In auto iniziammo a parlare, volevo sapere.

La radio iniziò a gracchiare.

Quando arrivammo, trovammo i cadaveri di tre persone: Silvia, Mike Azale e Spadaro. Dalle prime ricostruzioni, pareva che Spadaro avesse fatto fuoco su Azale e la figlia e poi fosse stato fatto fuori da Azale, ancora in vita. I motivi di tale macello non furono mai chiariti. Forse Azale e la figlia volevano far fuori il vecchio e lui se era accorto. Forse.

Avevo la nausea di quella storia. Nessuno aveva ucciso Larry, ma tutti avevano cercato di servirsi della sua morte. Il padre e Mike Azale per i loro sporchi intrighi. Silvia sbandierando il fantasma del suicidio, Jessica per farsi pubblicità, anche l'ometto orientale…E infine Bollinger e i papaveri della città che avrebbero assistito alla guerra fra delinquenti con indifferenza. Tutti d'accordo. Tutti furbi.

Riprese a piovere. Andai al cimitero. Seppellivano qualcuno. I rintocchi delle campane a morto battevano in faccia e rimbalzavano via. Ero uno stupido che passeggiava sotto l'acqua. Il mondo era pieno di furbi ed io ero stupido. Quando arrivai da Larry, tentai con tutte le forze di pregare. Questa volta dovevo riuscirci. Chiesi a Dio di mantenermi così, stupido fino in fondo.

last modify 03/10/2001

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