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BEPPE GRILLO
IL SECOLO XIX – 31/12/2001

“Il neoliberismo è un supermercato argentino”

Intervista a Beppe Grillo

Grillo, ci rimane un po' di umanità?

Cominciamo da quello che non conta più, vero? Religione, stato, diritti: avranno sempre meno importanza davanti al grande vento del neoliberismo. Abbiamo una visione del mondo da supermercato argentino, dove si pagava uno e si prendeva quattro. Ora, per la verità, si prende quattro e non si paga più...

Ce l'ha con l'economia?

Dovremmo ritirare tutti i premi Nobel agli economisti degli ultimi dieci anni. Tiriamo sempre in ballo Modigliani, ma dice sempre le stesse cose: bisogna abbassare i salari, la crisi non deve spaventare, ci sarà una ripresina. Non c'è una teoria economica che non esca dalla Columbia University. Belle visioni: cinque anni fa dicevano che l'esempio da seguire era l'Argentina che seguiva ciecamente tutti i consigli del Fondo Monetario.

Così lei propone di riprenderci i Nobel?

Sì, perché fanno solo figuracce. E' un clima di offerte speciali, da legge con l'asterisco, da marketing sociale. Una teoria spiegata in un libro fondamentale: “L'uovo di Berlusconi” di Amedeo Nigra: grande intellettuale come ogni grande movimento che si rispetti. Una volta, per la sinistra, c'era Gramsci. Ora Nigra, ch'è stato otto anni alla Rinascente, in questa Bibbia di Forza Italia, immagina che le risposte ai cittadini non saranno dati da leggi ma dagli spot. La Guardia di Finanza non dovrà più fare indagini sugli evasori, basterà una bella ragazza che convinca a non farlo più. Lo stato si farà promozione in tv.

Sta andando a parare su Berlusconi?

Io lo chiamo Dorian Gray: è uno dei più grandi uomini di sinistra. Ha rovesciato l'egemonia della cultura di Gramsci, per mille, con un'egemonia delle massaie che sono milioni. Dorian ha mischiato Gramsci e Macchiavelli: invece di veleni e pugnali, sorrisi e cieli azzurri.

Non possiamo tornare all'umanità?

Si sta diversificando negli esuberi, è diventata una risorsa, parla di flessibili: un capovolgimento per nascondere un mondo rovesciato. Io sono sempre stato un interprete della realtà, pensavo di essere fatto male. Poi ho capito che avevamo dichiarato guerra con uno spettacolo di piazza. C'erano anche Sordi e la Loren, e Dorian Gray faceva qualcosa che ormai appartiene solo a Fidel Castro e Kim II Yong della Corea del Nord. Mi sembrava di sognare, mancava solo il Telegatto.

Invece era l'Afghanistan.

Sì e noi ci mandiamo Vittorio Sgarbi per ricostruire i Buddha. Abbiamo spedito anche i carabinieri del Tuscania, ma quelli si sono già persi a Genova, durante il G8, e hanno dovuto chiedere a un taxista. Prevedo che non ne sentiremo più parlare. Comunque la cosa peggiore, ai poveri afghani, deve ancora toccare: è la tv che gli ha promesso Dorian Gray.

Sarà meglio pensare all'Islam.

Non ne sappiamo nulla, e su di noi loro sanno solo cose sbagliate. L'Islam ci fa paura perché e più semplice delle altre religioni, non ci sono grandi misteri. Maometto non era né uno né trino: sposò una donna piena di grana e cammelli, e morì vecchio e ricco. Gesù, invece, è morto povero e crocifisso.

Cosa pensa della guerra?

Che è solo una sporca e subdola guerra fra benzinai, per l'energia. Nel 2005 gli Stati Uniti non avranno più riserve, e se le vanno a cercare. Nel mar Caspio c'è il 60% del petrolio del mondo ma ne consumano meno dell'uno. E' una guerra camuffata. E poi c'è questa rivalità tra famiglie...

Di quali famiglie sta parlando?

I Bush e i Bin Laden. Uno zio e un cugino di Osama sono morti in un incidente aereo su un campo petrolifero del Texas. Ed erano ospiti dei Bush. Ma se è una faida tra famiglie, mandiamoli in Sicilia, con un paciere come Dell'Utri.

Almeno, la guerra ha liberato le donne afghane.

Da cosa? E' solo una questione di prospettive: i talebani erano forsennati nel vestirle, noi nello spogliarle, ma solo per specularci sopra. E' sempre mortificazione della donna. Poi, è difficile poter giudicare cos'è civile da incivile. Un pakistano ha sciolto 100 bambini nell'acido. Lo hanno fatto in 100 pezzi, ripartiti ai parenti delle vittime. Incivile? In Arkansas hanno fatto dimagrire un condannato a morte solo per poterlo impiccare senza staccargli la testa.

Non credo che lei vada a fare il martire ancorato a una bomba.

No, ma noi europei di gente e culture ne abbiamo annientate tante. E poi i cristiani non si facevano sbranare nei circhi, per la loro fede? Per non parlare della civiltà occidentale: per me l'occidente è solo un punto geografico, per gli altri una divisione politica.

Da qualche parte bisogna pur stare, o no?

Sì, ma invito la gente a una maggior selezione critica. Noi crediamo ancora che se metti due fazzoletti in lavatrice, uno esce bianco e l'altro no. Come possiamo dubitare, anche solo per un attimo, che il video di Bin Laden sia un falso?

Ma lei cosa vuole, Grillo?

A un libero mercato, a un'economia dove prima si fanno i popoli e poi le monete. Se Adam Smith vedesse come abbiamo stravolto le sue teorie, si sparerebbe in testa. Invece si potrebbero produrre le stesse cose, a minor costo e con meno inquinamento. Lo dice Gunther Paoli nel libro “Svolte epocali”: lo scarto di una materia prima può essere la materia prima di un'altra azienda. Per la teoria del Fattore 4 di Weizaecker e Armory Lovins, si possono produrre le stesse cose risparmiando materia ed energia. Credo in un liberismo a crescita controllata, ma sostenibile da tutti i punti di vista. La più grande azienda da moquette l'affitta a “passi”. Non la compri: la usi e te la cambiano. Ci sono cambiamenti che neppure conosciamo. Ed è un male.

Intervista di Renato Tortarolo – IL SECOLO XIX – 31/12/2001

 


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