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BEPPE GRILLO
L'UNITA' – 28/12/2001

Grillo: “Berlusconi sei il mio incubo”

Fino a qualche tempo fa di fronte a quello che stava accadendo provavo stupore. Adesso ho paura.”...Una chiacchierata “on the road” – nel senso che lui era in viaggio in macchina, munito di cellulare – col comico genovese. E a cominciare dalla guerra è proprio lui. “Ma vi rendete conto – esordisce – come si fa a dire di combattere la guerra con la guerra? A parlare di guerra umanitaria, di guerra di solidarietà, fuoco amichevole e di armi intelligenti? E poi quella manifestazione...Sembrava di essere ai Telegatti con Sophia Loren e Alberto Sordi...E, su tutto, il premier, come nelle parate di Fidel, con dietro il cartello azzurro e su scritto: Il presidente...Poi gli vanno a chiedere: ma non è che lei ha delle mire sul Quirinale? E lui: “Nessuna, per carità”. Tanto poi, il giorno dopo sul Corriere della Sera la manifestazione dei quarantamila di Berlusconi è messa in prima pagina con tanto di foto a colori azzurrina. Mentre quella dei trecentomila contro la guerra è in bianco e nero nelle ultime pagine. Così il premier diventa presidente e Formigoni il governatore. Ormai si è capovolto il senso delle parole e ci vogliono convincere a fare la guerra per ottenere la pace”.

Intanto, il “messaggio” sembra essere passato...

E' questo che è drammatico. Sapere che ormai comunemente si capovolge il significato delle parole senza che nessuno se ne accorga. E senza capire che il linguaggio capovolto sia un modo per nascondere i fatti capovolti. Vedi Bush, per esempio. Ha detto: siamo entrati in guerra. Ebbene compratevi più macchine, andate al ristorante, al cinema, a fare compere, spendete più soldi. Stiamo assistendo, insomma, al primo conflitto consumistico della storia. Un tempo si compravano le armi per fare la guerra adesso, invece, si fa la guerra per vendere le armi. Come vedete, ormai, il mondo è a testa in giù. Se ti metti per aria ti sembra tutto normale.

E chi si ostina a guardarlo dal basso verso l'alto?

Ho paura è evidente. Io, per esempio, di fronte alle azioni di questo governo ho paura. Le leggi sono fatte dai fuorilegge. I delinquenti giudicano i giudici. E il destino dei magistrati dipende dalle sentenze degli avvocati. Le regole e la Costituzione sono diventati argomenti obsoleti. Fra un po' vedremo cose incredibili: i mafiosi entreranno in tribunale sorridendo ai fotografi e i giudici ne usciranno nascondendosi la faccia. I media, poi, sono tutti clamorosamente comprati. Ma il peggio è che non si limitano a leccare il culo al loro padrone, no. Mettono in atto potenti campagne per svilire e screditare gli avversari.

Un esempio?

Beh, il più clamoroso è stato quello del voto sulla guerra. Come si fa a dire che i deputati che non hanno votato per l'intervento sono a favore del terrorismo? E che se non sei per la guerra allora sei un terrorista...Ma in che mondo viviamo...Non ho mai visto tanta arroganza in una classe politica...

Come quella del ministro Gasparri, per esempio, dimostrata col suo intervento “squadrista” a “Quelli che il calcio”?

Veramente quella vicenda non l'ho seguita. Del resto, ormai, non vedo più la Rai come portatrice sana di satira...

Sana o malata che sia, manganellare la satira in questo modo fa pensare a scenari di regime...

Ripeto. La vicenda non l'ho seguita nel dettaglio. Che dire, beato lui che si permette certe apparizioni...

Sintomatiche, però, del clima culturale che stiamo vivendo...

Per carità! L'unica cultura che conosce questo governo è quella del marketing, dei contatti e dell'audience. Questo è il potere. E la loro realtà è quella del Dixan. Il mondo, intero, insomma è una merce. Berlusconi è persino riuscito a superare a sinistra Antonio Gramsci. Lui, citando Machiavelli, diceva che il Principe poteva usare ogni strumento per ottenere il suo scopo. Ecco, per Gramsci il mezzo era rappresentato dall'egemonia culturale degli intellettuali. Berlusconi è riuscito a fare di più: ha reso egemone la cultura di migliaia di massaie italiane. Molte di più degli intellettuali, dunque. Un risultato strabiliante...

Ma come ipotizza uno scenario per il futuro?

Che dire, ci è toccato vivere nell'era delle tre b, quelle che ci stanno massacrando l'esistenza e ci rovineranno la vita: Bin Laden, Bush e Berlusconi. Quest'ultimo, poi, mi sembra Dorian Gray, solo che al contrario del romanzo di Oscar Wilde a ringiovanire non è lui ma il suo poster!

E allora cosa prova di fronte ai suoi “poster” azzurrini?

Per la verità un senso di profonda tristezza. Lo vedo e mi dico: ma è possibile che noi italiani dobbiamo essere rappresentati da uno come lui. Uno che va a Bruxelles e dice: tu dare cammello io dare denaro...Come si fa...

Però la risposta è persino ovvia: gli italiani lo hanno votato...

E' vero. Perché noi italiani abbiamo sempre avuto ammirazione per i furbacchioni. E lui è sicuramente un furbacchione. Del resto anche i media sono con lui. Anzi, ha al suo servizio tanti di quei giornalisti che paga direttamente...Giornalisti hutu che sono pronti a pubblicare nome, cognome e indirizzo dei suoi avversari. Così, il giorno dopo i tutsi, a loro volta sono pronti ad aspettarli sotto casa per ammazzarli direttamente. Insomma, questo è terrorismo vero. Quello promosso dai media, intendo. Prendete la storia dell'antrace, per esempio. Alla resa dei conti i morti non sono stati più di quattro, compresa una persona molto anziana. Eppure tutti quanti siamo stati spinti a credere che l'antrace era la vera minaccia dei nostri giorni. Come, alla fine, sono riusciti a farci credere che il celebre video di Bin Laden fosse vero. Come lo chiamate questo, se non terrorismo?

Anche questo fa parte della globalizzazione...Lei cosa ne pensa?

Non è tanto la globalizzazione che mi fa paura, ma chi globalizza. Chi globalizza cosa? Pensate, un'unica lingua: l'inglese. Un'unica moneta: il dollaro. Un'unica ideologia, il mercato globale. Siamo in mano ad un team di maniaci del pensiero unico. Che meraviglia! E che differenza c'è tra l'occidente e il resto del mondo, se tutti siamo ad occidente di qualcosa? Allora non è un fatto geografico ma politico! Il giapponese per andare in occidente va in Cina, in cinese in India, l'indiano in Africa. E un africano? Deve stare lì perché non può andare da nessuna parte!

Lei cosa ha portato a casa dalla drammatica esperienza dei giorni del G8 nella sua città?

C'ero anch'io, ovviamente. Ed ho conosciuto tantissime persone del movimento no-global. Tutta gente incredibile. La cosa che mi ha più colpito è che in questa gente c'è la certezza di un presente che si può cambiare non domani, non tra qualche tempo. Ma subito, questa mattina. E sono convinto che la forza del movimento è proprio nella sua frammentarietà, nel suo non essere uniforme, ma nella capacità di mettere insieme tante voci, tanti spiriti, tante anime diverse fra loro. Essere rappresentativi, insomma, di un pensiero complesso...Almeno fino a quando non si farà avanti un leader disposto, come tutti, a fare la sua passerella al Costanzo show...

Allora quale può essere l'augurio di Beppe Grillo per il 2002?

Mah, speriamo bene...Io dal canto mio mi faccio consigliare da Ciro: è mio figlio, ha un anno e mezzo e mi dà ottimi consigli su tutto.

Intervista di Gabriella Gallozzi – L'UNITA' – 28/12/2002




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