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BEPPE GRILLO
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Grillo il “giustiziere”

Sulle barricate di un blues elettrico e una ninna-nanna manifesto politico. Beppe Grillo prende a mazzate le alte mura del Potere. Non solo quelle: se la prende con la mancanza d'ironia, gli intellettuali in ritardo su tutto, gli industriali senza idee, la tv morbosa del delitto di Cogne, la politica: “Il mio dentista si candida a Genova e il suo slogan è “né di qua né di là”.

Barbablù in pantaloni rossi e t-shirt nera con un gigantesco euroconvertitore. Grillo fa a pezzi mezza Italia: Berlusconi, Sgarbi (”vasodilatato”), Rutelli (“acefalo”), D'Alema (“ha fatto una fondazione d'idee: non ne ha mai avuta una in vita sua”), lo psichiatra Crepet, Letizia Moratti, il procuratore capo Bonaudo, Previti, Bossi, Emilio Fede. Il suo nuovo show “Va tutto bene”, presentato ieri sera in anteprima alla rassegna “I gladiatori della risata”, è una ribellione manifesta, sovversione pura nel segno dell'intelligenza pura: “Gli israeliani sono senza ironia, l'Islam è senza ironia, e così si prende tutto sul serio, troppo sul serio”.

Sotto il teatro tenda, in slalom perpetuo tra il pubblico, Grillo divide salomonicamente ceffoni a destra e a sinistra. “La sinistra fu diabolica con il Bingo: legalizziamo l'azzardo e reinvestiamo in arte e cultura. Roviniamo la gente e poi la mandiamo nei musei”. E Berlusconi? “Ma come si fa? Ci stavamo liberando naturalmente di Enzo Biagi , che andava in pensione, Santoro si dava delle martellate sui coglioni per le stronzate che diceva, Luttazzi era scomparso e il premier gli ha ridato vita per cent'anni”. Poi la rivelazione: “Vent'anni fa, nella sua villa di Portofino, Dorian Gray mi offre 4 miliardi all'anno per una trasmissione. Io gli dico: vengo da Genova, non ci sto nelle spese. E lui, senza fare una piega: tranquillo, le paghiamo anche quelle”. Beppe il Terribile è un fiume in piana: “Che tragedia, sono un comico eppure vedo tutto. Novi Ligure ci insegna: perché i nostri figli non dovrebbero darci una coltellata? Gli stiamo togliendo l'infanzia. Io ho sei figli e vivo nel terrore: ho tolto tutte le forchette”. Bordate in nome di una nuova idea di politica.

Grillo, cos'ha in mente?

Aderirò all'iniziativa di Adriano Sansa: vuole incontrare la gente per strada, come nei paesi, ma nel centro storico di Genova. Da solo racimola otto o nove persone, se vado io arriviamo a 40 o 50. Parleremo di libertà, ma di nascosto come carbonari. E' una nuova forma di comunicazione.

Perché, invece, nello show si porta dietro una blues band?

Sono bravi, eh? Si chiamano More Blues, e quando andremo in tour aggiungeremo anche dei fiati. Cosa vuole, è un modo per entrare in contatto con il pubblico, per scambiarsi segni di pace.

Per questo, lo spettacolo si chiama “Va tutto bene”?

E' un invito alla resistenza, anche se io sono più per l'adagiarsi, sempre che porti dei vantaggi. Cortei, manifestazioni, girotondi, mosca cieca, palla avvelenata? Non servono. Il pericolo non è l'articolo 18, ma la rassegnazione: quando uno si rassegna, si dimentica perché si è rassegnato.

E' un buon punto di partenza...

E poi non ne posso più di sentir dire “l'amico George”, “l'amico Vladimir”, “l'amico Cesare”, e non Bush, Putin, Previti. Ci sono questi giovanotti ad interim che dicono: la maggioranza degli italiani è contenta. Non è vero, è solo rassegnata.

Lei invece si infuria e la gente applaude.

Perché ho molto da dire: sulla sanità di mente, sul distinguere il bene dal male, l'orrore come normalità e la normalità come orrore. Ormai ci sembra normale che la Corte di Cassazione sentenzi che i figli devono essere mantenuti sino a 30 anni se non troviamo un lavoro, in più consono alle loro aspettative. Ma è mostruoso: se non lo trova bene, ma se non lo trova il figlio di un muratore, vuol dire ch'è un delinquente o uno che non vuol fare un cazzo. Ma va tutto bene lo stesso, siamo il popolo più paziente del mondo.

Che ora scopre i girotondi...

Perché l'intellettuale è arrivato con dieci anni di ritardo: siamo completamente disabituati alla politica. Un ministro della sanità tedesca va in tv per parlare dei programmi violenti in prima serata, pericolosi per l'infanzia. Entra nel talk show con la braccia dietro la schiena. “Posso dire una parola? Chiede tirando fuori una bottiglia di birra e una scatola di detersivo “questi prodotti finanziano film violenti: non comprateli più. Io lo faccio da ieri. Buonasera”. Questo è far politica.

Ma lei lo dice da anni, no?

Infatti, mi faccio i complimenti da solo. Umberto Eco lo scopre adesso, io invece sono dieci anni che parlo di lattine, tonni, yogurt al mirtillo. Non posso più sentire Tronchetti Provera che parla di flessibilità e ammortizzatori sociali. Vorrei mettergli in mano un pneumatico: parla moderno e fa una cosa da paleolitico. Che si sgonfia, si buca con un chiodo. E spende miliardi in pubblicità per presentarmi queste gomme come orche marine.

Ricomincia a sparare sugli industriali?

Per forza, hanno un modo di vendere l'industria che è vergognoso. Dopo l'11 settembre pregavano di non smettere di comprare in borsa. Churchill, in tempo di guerra diceva: ammucchiate, non sprecate. Bush invece predica: c'è la guerra, mangiate tre volte al giorno, non si sa mai.

E dall'altra parte, come si comportano?

Le sinistre hanno scoperto solo adesso no global e Porto Alegre, e questo mi fa imbufalire. E' un movimento di correnti diverse fra loro, è chiamarli “no global” è un'ingiustizia tremenda perché evoca qualcosa di pericoloso. E invece non è vero.

Nello show, parla anche di guerra.

Ce ne sono tante, compresa quella in tribunale. Vengo denunciato persino degli avvocati: Previti mi ha citato per 500 mila euro, solo perché l'ho chiamato rottwailer.Gli ho scritto una lettera: se la chiamavo barboncino, mi chiedeva meno?

Sì, ma anche lei chiamarlo in quel modo.

La battuta era “se lancio qualcosa, un cane lo porta indietro, Previti lo porta in Svizzera”. Ma le pare? C'è un clima d'intimidazione. Ma lo sa che mi ha denunciato anche la povera Levi Montalcini? Ma se lo immagina: un Nobel di 90 anni che denuncia un comico di Genova.

Ma lei cos'ha combinato?

E chi se lo ricorda? L'avrò citata senza intenzione di offenderla, e qualcuno le avrà riportato chissà cosa.

Comunque, siamo alle solite: lei da una parte, il mondo dall'altra.

Mi limito a vivere con buon senso, e nei limiti di sei figli. Se lei pensa che nelle scuole la politica alimentare la fa la Barilla. Vede, gli industriali hanno una visione della vita manageriale, e non filosofica. Se in una scuola va a parlare di energia uno che fa petrolio stiamo freschi. Nel governo Prodi c'era un ministro che, nel terzo millennio, sosteneva la priorità del carbone sulle energie rinnovabili...

La prossima guerra su cosa si farà?

Sull'acqua. Sta passando in sordina, ma certe multinazionali stanno privatizzando la pioggia. E non è una battuta da comici: è stato brevettato il principio dell'elettromagnetismo per fare apparecchi di diagnostica contro i tumori. Ma come si fa a brevettare un principio fisico? Come brevettare l'ossigeno: Hanno brevettato il genoma del riso, molto più interessante di quello umano. Chi sfamerà 2 miliardi di persone, diventerà padrone dell'alimentazione del mondo.

E lei non brevetta nulla?

Sì, ho fatto domanda per brevettare il nome di Dio e le sue applicazioni.

E con tutto questo, come fa a dire che va tutto bene?

E' una frase agghiacciante, vero? Ma è tutto un flusso di contrari, di ordine e disordine. Altrimenti come se li spiega i programmi mortuari, il riaffioramento della morte attraverso uno specialista: roba da Medioevo, quando processavano i cadaveri.

E la guerra vera, Grillo, il terrorismo?

Vuol dire la confusione fra terrore e terrorismo. Il terrore è quello che fa Israele contro i palestinesi, il terrorismo è quello che fanno i palestinesi contro lo stato d'Israele. Mi sono andato a leggere la direttiva europea sulle leggi antiterrorismo, e non c'è da stare allegri: si processano i comportamenti politici. Se fai sciopero e blocchi l'acqua o l'energia, perché una multinazionale se la sta privatizzando, ti prendi sino a dieci anni. Ecco perché io e Sansa ci riuniremo presto nelle piazze, ma in pochi: a parlare di libertà, senza fare troppo rumore, senza che si venga a sapere.

Intervista di Renato Tortarolo – IL SECOLO XIX - 01/05/2002




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