MAURIZIO MAGGIANI

Il Secolo XIX

agosto 2000

Restituite la piazza all'uomo dei libri



Conosco una tale, il signor S, che vende libri. Un libraio un pò all'antica: gira l'talia con un carretto, si ferma nelle piazze dei paesi, mette in mostra la sua merce e aspetta che qualcuno si fermi a comprarla.


Non è il solo a fare questo lavoro migrante, se ne vedono dappertutto carretti di librai, diretti discendenti di quelli che dal Cinquecento in poi scendevano gli Appennini della Lunigiana portando sulle spalle gerle cariche di carta stampata: almanacchi, bibbie, libelli politici, canzoni.


Quei librai pellegrini erano mal visti dai poteri temporali che non potevano controllare tutte le idee che si celavano in migliaia e migliaia di pagine. Lo erano, malvisti, anche dall'Inquisizione, dato che molto spesso i loro libri diffondevano i germi della disobbedienza e dell'eresia. Spesso finivano in galera, i peggiori sul rogo.


Così nelle loro gerle, sopra i libri mettevano uno strato di castagne, di farina di farro, di funghi, fingendosi montanari venditori di innocue derrate alimentari.

Oggi non è più così e chiunque può vendere libri alla luce del sole senza tema di alcunchè.


Al signor S. piace il sole, e d'estate, ormai da vent'anni, porta il suo carretto in Riviera. La Riviera è stracolma di splendidi paesi ricchi di ogni bendidio ma assai carenti in librerie.

Lui se li gira tutti abbronzandosi via via e facendo buoni affari con i paesani e i turisti. Ciò che lo distingue da molti suoi colleghi è la ricchezza della sua merce: non solo libri di cucina, bestsellers e vecchi tascabili, ma il fior fiore dell'editoria in lingua italiana.

Una vera libreria ambulante dove fa piacere fermarsi e magari fare due chiacchiere sulle ultime novità.


Quest'anno il libraio S. ha sofferto una grande delusione. Il sindaco di uno dei suoi paesi più cari, Monterosso, patrimonio dell'umanità, parco culturale, non gli ha concesso l'uso dello spazio pubblico - un pezzetto di passeggiata a mare - per il suo carretto. Perchè "le aree a ciò destinate in passato devono essere utilizzate ad altri scopi di più urgente interesse pubblico.

Quanto sopra anche in relazione all'afflusso turistico che per l'anno 2000 è previsto in notevoli proporzioni riguardo al passato".


Riflettete con calma su queste parole, consideratene la tragica profondità. Io l'ho fatto.

Arriveranno molti turisti quest'anno, pellegrini in viaggio spirituale soprattutto, e i nostri lungomare dovranno essere adibiti a ben più urgenti scopi che una libreria viaggiante. Scopi di elevazione spirituale e culturale ben più elevata.

Quel paese è stato proclamato patrimonio dell'umanità perchè appartiene ad un comprensorio naturale miracolosamente intatto che va conservato così com'è.


Della natura incontaminata fanno parte naturalmente i suoi abitanti, che il bravo sindaco ha il dovere di difendere dalla corruzione dei mali tempi. Che diranno le moltitudini di turisti nel sorprendere i mitici rivieraschi con un libro in mano?

E se loro stessi, sventurata ipotesi, dovessero imbattersi, inciampare, in una pila di romanzi, in un mucchio di saggi, nell'ostacolo imprevedibile di un Nobel che si frapponga tra la loro anima e il ristorante, la gelateria, la buticche?

Il parco naturale di quel paese porta il nome di un Nobel, Eugenio Montale, grande poeta del Novecento. Da uomo adulto non ha mai messo piede in quel paese. Si dice per antiche ruggini familiari. Ma non è vero. E' stato invitato a non metterci piede dai solerti sindaci che si sono succeduti nel corso della sua lunga ed onorata vita. Perchè non gli rovinasse l'ambiente in previsione dell'anno Duemila.


Due settimane fa, a nemmeno venti chilometri di distanza in linea d'aria, un altro sindaco, ha pubblicamente presentato il letterato da lui stesso invitato con le seguenti parole: "Non parlo del libro perchè non l'ho letto. Del resto l'autore non se ne può avere a male perchè non leggo nemmeno i libri degli altri".


So che è un sindaco molto amato dai suoi paesani e, al pari dell'altro, si distingue per grande attivismo amministrativo. E concretezza. Abbiamo dunque gli elementi per prefigurare un vero e proprio rinascimento.

Oggi possiamo infatti, e con giusto orgoglio, vantare la conquista del primato del popolo più ignorante d'Europa. Se avete degli ingiusti dubbi, chiedete a Bruxelles, agli uffici competenti.


Cionondimeno non possiamo dormire sugli allori. Sappiamo che possiamo aspirare a ben altro, molto più in su nel campionato mondiale. E nella considerazione dei turisti.

Buonanotte signor S.


Maurizio Maggiani – IL SECOLO XIX – agosto 2000