BIBLIOTECA | | EDICOLA | | TEATRO | | CINEMA | | IL MUSEO | | Il BAR DI MOE | | LA CASA DELLA MUSICA | | LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI LUOGHI | | ARSENALE | | L'OSTERIA | | LA GATTERIA | | IL PORTO DEI RAGAZZI |

MAURIZIO MAGGIANI

Maggiani, l'amore fatto a pezzi

L'amore coniugale o quello filiale. L'amore che dura o che non dura, che strugge, distrugge, immalinconisce, fa compagnia, rallegra, incuriosisce. Il 18 ottobre sarà in libreria il nuovo libro di Maurizio Maggiani, E' stata una vertigine. E la Feltrinelli ha scelto la fiera del Libro di Francoforte per presentarlo. Augurandosi che ripeta quel successo, anche internazionale, toccato a “Il coraggio del pettirosso” (premi Viareggio e Campiello '95) e poi alla “Regina disadorna”.

E' stata una vertigine” è fatto di 13 racconti incentrati sull'amore e che fanno parte di un'unica storia, 13 episodi: “ma assieme sono i pezzi di un unico romanzo”, spiega Maggiani. “Ho voluto raccontare ciò che io capito fino ad oggi dell'amore. E' difficile per ciascuno di noi dire: ho trovato l'amore eterno, quello che dura una vita. Sono quelle cose che si pensano o che si ha addirittura paura di pensare...Io questa fortuna non l'ho avuta. Allora la mia storia è appunto fatta a pezzi, pezzi d'amore che vanno a costituire questo libro. E non è solo amore che lega un uomo a una donna”.

Il volume si apre con la storia di un bambino che scopre l'amore al cinema: due innamorati ballano stretti stretti al ritmo di una canzone. Un'altra racconta di due amanti che si trovano sempre in un bar di periferia, si guardano, si tengono le mani e sanno che quei gesti e quel luogo sono il confine della loro intesa. Poi c'è quella di una polacca, una donna sola, riservata che un giorno riceve un Sms e lo rilegge più di mille volte. Il condomino che la osserva dal balcone accanto capisce che “la sua non era solitudine, ma attesa”, come spiega Maggiani.

C'è anche una ex moglie che lascia gli oggetti di una vita in comune sul pianerottolo del narratore, il quale cerca poi di raccontare che cos'è l'amore a una bambina e poi a una donna che gli manca. Di episodio in episodio, si costruisce una storia: sempre sulle note di una canzone.

C'è molta musica nel suo nuovo libro.

Nel primo racconto un bambino viene visitato dall'amore proprio quando ascolta la canzone che dice: “E' stata una vertigine tenerti stretto al cuor”.

Questa canzone ha 50 anni come lei, quel bimbo di un paese le assomiglia. Ha scritto un'autobiografia?

No, ma neppure Freud può parlare d'amore senza mettere in gioco se stesso. Posso descrivere il mare senza averlo mai visto, ma non posso raccontare l'amore senza averlo vissuto e senza finire per parlare molto di me.

Con “La regina disadorna e il “Pettirosso” ci ha abituato a storie epiche. L'epica del porto di Genova o quella del fantastico paese di Carlomagno e dei suoi abitanti.

E' vero, mi è sempre piaciuta l'epica della vita. Arrivato a 50 anni, per la precisione a 51, ho provato a scrivere l'epica di un amore. Ho sempre raccontato storie, quello mi piace fare. Questa volta ho provato invece a ricostruire le storie del mondo interiore, a mettere sulla carta ciò che io ho capito dell'amore.

Ci ha condotto attraverso paesaggi sconfinati, oltre oceani e monti e ora dove ci porta all'interno del cuore.

Mi sono fermato a raccontare i paesaggi interiori. Ognuno di noi è un paesaggio, spero che il mio interessi i lettori, che vengano volentieri in gita con me a visitarlo.

Cos'è l'amore per Maggiani?

Non è una cosa facile, ovviamente. Non lo è stato per la mia vita come non lo è per moltissime altre persone. E questo è un romanzo fatto a pezzi perché l'amore assomiglia proprio a questo. Non può essere che fatto di tante parti che cercano di trovare un'unità e forse lo trovano e forse no. Aggiungo che il sottotitolo potrebbe essere: L'amore in tempo di guerra.

Quale guerra?

Tutte quelle che affliggono la nostra vita, o almeno la mia. Dall'Afghanistan al Medio Oriente alla legge Cirami appena approvata alla Camera. Ho voluto raccogliere e salvare ciò che possiedo di interiore, ho voluto metterlo alla luce per non essere distrutto. Non intendo dimenticare la guerra, ma voglio sia chiaro a me stesso e persino a Bush che il mondo interiore, io stesso, esisto contemporaneamente e nonostante il resto.

Intervista di Silvia Neonato – IL SECOLO XIX – 15/10/2002

| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO |
LA POESIA DEL FARO|