BIBLIOTECA | | EDICOLA | | TEATRO | | CINEMA | | IL MUSEO | | Il BAR DI MOE | | LA CASA DELLA MUSICA | | LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI LUOGHI | | ARSENALE | | L'OSTERIA | | LA GATTERIA | | IL PORTO DEI RAGAZZI |

BIBLIOTECA

Amore e morte in un unico dolce odore

Un omicidio brutale quello di Adela. Il suo cadavere viene ritrovato trafitto da parte a parte da un colpo d'arma da taglio durante una calda mattinata estiva da Ramón Castaños, colui che l'intera comunità di Loma Grande considera essere il suo fidanzato. In realtà Ramón e Adela non sono andati al di là di un incontro innocente il giorno prima dell'assassinio. Eppure, tanto basta a scatenare un desiderio di giustizia fai-da-te talmente forte da parte dall'intero villaggio messicano, che il protagonista è spinto a consumare una vendetta che stravolgerà il suo destino e non solo. Su questa traccia si sviluppa il romanzo Un dolce odore di morte di Guillermo Arriaga del 1994, proposto questo mese da Fazi Editore (traduzione di Stefano Tummolini, pp. 208, euro 13,50), che già l'anno scorso aveva introdotto nelle librerie italiane lo scrittore messicano con Il bufalo della notte. Conosciuto qui da noi soprattutto per le sceneggiature di Amores Perros, 21 grammi e The Three Burials of Melquiades Estrada (premiato all'ultimo Festival di Cannes), in versione di romanziere Guillermo Arriaga non tradisce il suo stile: passione per l'essere umano fin dentro le sue più intime contraddizioni, con tutte le implicazioni che l'incontro con altre esistenze possono far scaturire. Comprese quelle legate agli aspetti più viscerali, di cui le nostre relazioni sociali sono intrise.

In che modo la tensione tra due sentimenti contrastanti, amore e desiderio di vendetta, si combinano in "Un dolce odore di morte"?


Tra amore e vendetta esiste un rapporto molto forte. Invecchiando mi rendo conto di quanto siamo condizionati dal nostro istinto animale, che la civiltà tenta di addomesticare senza riuscirvi completamente. Ed è quello che succede in questo romanzo: per mantenere un tessuto sociale sano è necessario mentire, e si sceglie una vittima innocente per farlo.


Il tessuto sociale vive di un'altra tensione: quella tra dramma esistenziale e ansia collettiva. Per l'amore sembra non esserci soluzione, tra i sentimenti in campo può essere ritenuto il grande sconfitto?


Al contrario. E' l'amore che fa ritrovare al protagonista il senso della vita, infondendogli la forza di compiere un altro assassinio e permettendogli di conoscere profondamente se stesso.


La comunità assume un peso notevole nell'intreccio narrativo, molto più che nelle altre produzioni. Le aspettative riposte nel desiderio di vendetta alla fine prevalgono sulla libera scelta del singolo?


In alcuni momenti può sembrare così, ma è solo l'individuo che detiene nelle sue mani la possibilità di prendere ed attuare la decisione finale. Sono gli stessi temi delle mie altre produzioni, solo qui mi interessava indagare sul come la società è in grado di creare da sola i propri mostri al fine di sopravvivere.


Parliamo del titolo "Il dolce odore della morte", richiama quasi una sinestesia baudelariana.


Non conosco così bene Baudelaire però ho perso l'olfatto quando avevo tredici anni e sono ossessionato dagli odori. E' strano come ad esempio il senso del gusto ha sostituito quello dell'olfatto e di come ormai riesca a sentire gli odori con la bocca. La donna assassinata nel romanzo ha un odore molto dolce che si contrappone all'odore acre del cadavere. Nel titolo volevo uscisse questa contraddizione, così come di riflesso si instaura tra amore e vendetta nel romanzo.


Come verrà accolto questo libro dal pubblico italiano, che conosce Arriaga prima attraverso le sceneggiature di lavori cinematografici di successo e in un secondo momento attraverso la narrativa?


Mi auguro che il libro possa trasformarsi in una chiave di accesso ad altri tipi di realtà, ed è un onore per me essere stato tradotto in Italia, perché ritengo che questo sia uno dei paesi ad aver influenzato maggiormente la cultura internazionale. Attraverso questo romanzo credo che i lettori riusciranno ad avere un'idea complessiva della mia opera, che alla fine mantiene una sua coerenza interna. I temi affrontati sono gli stessi delle altre produzioni, solo risolti in un ambiente rurale. Nel rapporto con il cinema è come se i film viaggiassero in coppia con i miei romanzi, di cui possono essere considerati fratelli: Il bufalo della notte con Amores Perros; I tre funerali di Melquiades Estrada con Il dolce odore della morte.


La struttura del romanzo esce fuori dallo stile classico del noir: vi è un omicidio iniziale e il romanzo si conclude con un altro omicidio, senza che si scopra l'autore del primo.


Mi piace rivoluzionare i generi letterari e fare in modo che la gente non sappia più a cosa far riferimento. Un dolce odore di morte sembra un noir ma in realtà è una tragedia che parla del destino, e il lettore dovrebbe lasciarsi trasportare dall'accettazione della sua ineludibilità nella vita, più che dalla ricerca di chi ha commesso il crimine.


Intervista di Monia Cappuccini – LIBERAZIONE – 10/07/2005

| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO |
LA POESIA DEL FARO|