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FRANCA BELLUCCI


E' appena uscito Bildungsroman, una bella raccolta di poesie di Franca Bellucci, per i tipi di Edizioni dell'Erba, piccola ma coraggiosa casa editrice di Fucecchio, Firenze.
La raccolta raggruppa le poesie in stagioni: PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO, ALTRO AUTUNNO, NUOVA PRIMAVERA.

Poesie in lettura:

METEORA

SCELTE COMUNI

IMPULSIVITA'

FINO ALL'ULTIMO DRAMMA

Dice di sé l'autrice:

Nata ad Empoli nel 1947, ho trascorso qui la mia vita, né questo mi è parso – anche se magari lo è stato- mediocre, né inutile: e nemmeno povero di eventi.

Mi sento addosso l'imprinting della Costituzione; della ricerca dell'uomo ( uomo/ donna );
dell'assunzione di responsabilità: in questo orizzonte, la professione e lo studio, ma anche le combinazioni, i giochi, le emozioni infinite.

Nel tempo lungo della vita lavorativa si può percepire ampio il proprio cambiamento:
un Bildungsroman, “ romanzo di formazione”, anche nel formatore insegnante, magari più incisivo di quello dell'alunno. Scoperto fra sintesi rievocative che impattano il quotidiano.
Ma quotidiano non è necessariamente banale.

Il mio fraseggiare ama disporsi: cioè, a partire dalle risorse della lingua, commisurare respiro e espressione. Privilegio il senso della vista. Ma vedo male: i miei occhi non sono che metafora.

Franca Bellucci, Bildungsroman,
Fucecchio, Edizioni Dell'Erba
Il prezzo di copertina e' di € 8, pagine 80, formato cm.13x20.

Edizioni dell'Erb
a.toni@ederba.it
www.ederba.it

Oltre che in libreria Il libro si può comprare richiedendolo contrassegno sul sito dell'editore



METEORA

Se quell'anno dal rotolo sciorino
della memoria,
senza fine risultano le esperienze,
colonne cui da allora mi sostengo

giorno per giorno.


Discutevamo spesso, e il cicaleccio

appena moderavo, accoccolata

sul piano della cattedra;

non così altre volte, in cui

dominava lo studio,

le menti intente alle parole scritte.


Nel silenzio rivedo balenare

lo sguardo tuo aperto birichino,

mentre cerchi le frasi meno ovvie

e le cifre inerenti le esperienze.

Nell'animato conversare, invece,

ti brillavano gli occhi un po' orientali

sempre ammiccanti,

ilarità

contagiando ai compagni ed a me stessa.


E ora

sei sparita nel nulla:

come i fuochi

esplosi in mazzi luminosi fragili

ti rapiscono i sensi esterrefatti

e poi restano orecchie ed occhi vuoti

con disagio adattandosi alla norma.





SCELTE COMUNI


Riconosco lo sguardo, anche se donna,

tenero e duro; quel sorriso

insistente dei timidi.


Con piacere ti parlo, e tu mi parli:

e non c'è più intervallo fra gli incontri,

dal lontano congedo dalla scuola

alla cara sorpresa di quest'oggi.


Come allora,

volentieri tu alludi, a cenni schivi,

alle esperienze fatte;

come allora

le parole rimangono sospese

nelle mimica a scatti, che richiama

comprensione e consenso oltre il dicibile.


Come allora

m'adeguo: ci accomuna

il bisogno di cose vere, intense,

di vita senza sprechi,

accumulando

tenerezza infinita di ricordi

e da essa

attingendo la forza

per domare il presente.






IMPULSIVITA'


Il bastardino sveglio nato in casa

ovunque s'introduce dove è il crocchio:

l'umide nari all'aria, incetta odori

o i giochi intorno interpreta a suo modo;

da dei danni talora, ostacolando

ora i bimbi che fanno a rimpiattino,

ora il piccino che traballoni avanza,

ora la donna persa in mille cure.

Così tu fai, folletto mio scattante,

tutto impulsi, che nei cerchi ti intrufoli

interprete degli altri inopportuno.


Qualche volta fai danno, e tuttavia

altra volta è delizia tua trovata:

biasimarti non so senza sciuparti.







FINO ALL'ULTIMO DRAMMA


Anche l'ultimo dramma sostenesti

dissimulando, seppi,

col volto imperturbabile,

già oltre la mente.


Pronto il sorriso arguto

e pacato lo sguardo,

era agile per te riallacciarti

alle ricerche svolte dai compagni:

così esperta la mente

e così aperto agli interessi l'animo.

Le tragedie

- rimase occultate

nel mistero di assenze prolungate:

tu tornavi

- con l'identico viso.

Ed un'altra

-estrema, s'annunciava

- e non la scorsi -

nell'esangue pallore della carne.

Il ricordo

- è per sé

una morte;

l'addolcisce

il sapere che ancora dona frutti la pianta,

in un angolo perso della vita.

La tua morte,

definito congedo da tutti:

più nessuno raccoglie

il distillato dolce del tuo strazio,

il conforto infinito

che paziente imparasti.






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