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CARLO COLLODI


“Alla letteratura italiana è mancato il romanzo picaresco e Pinocchio, libro di vagabondaggio, di fame, di locande malfrequentate e sbirri, impone il clima e il ritmo dell’avventura picaresca italiana... Altra lacuna, questa propria del nostro Ottocento: il romanticismo fantastico e "nero" in un certo senso rappresentato dalla casina che biancheggia nella notte con alla finestra la fanciulla come un’immagine di cera che incrocia le braccia sul petto e dice: "Son tutti morti... Aspetto la bara che venga a portarli via" Italo Calvino

PINOCCHIO SORPRENDE ANCORA di Maria Maciariello


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Il naso di Pinocchio: per una didattica della menzogna
intervento di Francesco Caviglia

IL NASO
di N. GOGOL'



Note biografiche

Carlo Collodi è lo pseudonimo di Carlo Lorenzini, fiorentino (1826-1890), giornalista e scrittore.
Formatosi presso i padri Scopoli e poi in seminario, iniziò presto la carriera di giornalista scrivendo recensioni per il catalogo di una grande libreria fiorentina e subito dopo per il periodico specializzato "L'Italia Musicale".
Fervente mazziniano, parteciperà da volontario, alle due guerre di Indipendenza del 1848 e 1859.
A causa delle sue idee politiche Lorenzini ebbe qualche fastidio con il governo del granduca Leopoldo, fastidi che furono in periodo risorgimentale enfatizzati perché in realtà essi non dovettero essere poi così grossi, se egli poté rimanere alle dipendenze statali fino alla pensione come impiegato nell'ufficio della censura teatrale.
Come giornalista fu famoso e collaborò a diverse testate; ne fondò e diresse lui stesso alcune, come "Il Lampione", che si prefiggeva di «far lume a chi brancolava nelle tenebre» e che ebbe grande fortuna.
Il periodico fu soppresso dopo la restaurazione del '49 e sostituito da un altro “La Scaramuccia'', soprattutto di critica teatrale.
Nel '60, al ritorno del suo fondatore dalla nuova campagna di guerra interrotta dalla pace di Villafranca, in occasione del plebiscito sull'annessione al Piemonte, il periodico poté riprendere le pubblicazioni. Nel frattempo Lorenzini collaborò anche ad altre testate, tra cui il “Fanfulla”.

Dagli anni '50 si impegnò anche come scrittore e commediografo.
Dal 1856 usò lo pseudonimo con cui firmò le opere degli anni '70 e '80, Carlo Collodi, in onore di Collodi, il paese tra Lucca e Pistoia dove era nata e vissuta da ragazza la madre Angela Orzali, e dove lui aveva soggiornato da bambino.

Il primo libro per bambini è del 1876: I racconti delle fate, splendide traduzioni di fiabe francesi.
Poi, una serie di testi scolastici lo rese un benemerito dell'istruzione pubblica nell'Italia appena unita: Giannettino, Minuzzolo ed altri, nei quali la narrazione si fonde alle nozioni da impartire agli allievi, secondo una formula allora comune, che Lorenzini però reinterpretò con grande maestria.

Nel 1881, sul numero iniziale del "Giornale per i bambini" (pioniere dei periodici italiani per ragazzi), uscì la prima puntata de Le avventure di Pinocchio, con il titolo Storia di un burattino.
Vi pubblicò altri racconti (raccolti in Storie allegre, 1887), tra cui Pipì, o lo scimmiottino color di rosa, una sorta di continuazione autoironica di Pinocchio.
Lorenzini morì improvvisamente il 26 ottobre 1890, mentre stava preparando la trama di un altro romanzo per ragazzi e fu sepolto nel Cimitero Monumentale di San Miniato al Monte di Firenze, accanto a molti spiriti illustri della città.
Le sue carte, selezionate e donate dalla famiglia, si trovano alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

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last modify13/12/2002