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Pinocchio stupisce ancora

Maria Maciariello

PINOCCHIO STUPISCE ANCORA : I PERSONAGGI

|| aspetti strutturali || personaggi || perché Pinocchio è un burattino? || la lingua ||


animali

Animali parlanti che cercano di indurre nel burattino la riflessione ( in ordine di apparizione) o che lo aiutano:


Animali parlanti che appaiono con un ruolo meno attivo:


Animali parlanti che si prendono beffa di lui:




Animali parlanti che lo ingannano:

il gatto

la volpe XII- XIII-XIV- XV-XVIII-XXXVI


Animali aiutanti senza parola, muti

i picchi che, chiamati dalla Fata Turchina, riducono il naso del Burattino allungatosi a causa di una bugia XVIII



Caprettina di un colore turchino sfolgorante che belava amorosamente e faceva segno a Pinocchio di avvicinarsi alla costa quando il burattino si era gettato in mare per sfuggire al compratore che lo aveva creduto un ciuchino e che aveva pensato di fare di lui prima un tamburo poi di rivenderlo al mercato come legno stagionato.



Mostro marino - Pesce cane

Melampo
rappresenta, lo comprendiamo dal racconto del padrone e da quello delle faine, l’opportunismo; con il suo comportamento utilitaristico abbatte infatti il mito del “cane, amico dell’uomo”.
N.B. Melampo in realtà non è un personaggio vero e proprio in quanto viene solo citato



N.B.Lo spunto per questa analisi testuale è venuta dalla classificazione che Giacomo-Biffi
(in:Contro Mastro Ciliegia, Jaka Book 1977) fa tra animale parlanti, di primo piano, ignavi.



personaggio della Fata



La Fata turchina: sempre con qualcosa di turchino (capelli, pelo ), assume nel romanzo aspetti diversi:



La prima apparizione della Fata Turchina ha luogo quando Pinocchio, sfuggito a due presunti assassini che altri non sono che il Gatto e la Volpe, cerca riparo nella “casina candida come la neve” dove vive “ una bella bambina dai capelli turchini e il viso bianco come un’immagine di cera, gli occhi chiusi e le mani incrociate sul petto”( cap. XV). Lei si dichiara morta ed in attesa del funerale , quindi impossibilitata a soccorrerla. Impietositasi poi, vistolo mezzo impiccato, ordina al falco di volare in suo aiuto ( impartisce gli ordini battendo le mani) ed al Can-barbone Medoro di trasportarlo in carrozza a casa. Cerca poi di farlo guarire in fretta proponendogli d’ ingoiare una medicina che il burattino prima rifiuta facendo i capricci, poi assume guarendo nel giro di pochi minuti.

Pinocchio e la Fata stringono durante il loro primo incontro un patto fraterno la Fata è ben consapevole di avere a che fare con un birbantello ( vi sono bugie che hanno le gambe corte, altre che hanno il naso lungo!), ma gli vuole proprio bene ( …se tu vuoi rimanere con me , tu sarai il mio fratellino e io la tua buona sorellina ) ed è pronta a dargli fiducia.lui però non è ancora pronto a crescere.


Quando , pur non apparendo fisicamente, è presente per la seconda volta la Fata intende far sentire a Pinocchio tutto il peso del dolore che lui ha provocato in lei abbandonandola e tradendo la sua fiducia. Lui ha già pagato per la sua superficialità in quanto , avendo sbagliato, è stato punito, si è fatto l’autocritica ed è tornato ad essere propositivo, ma la Fata non intende fargli sconti; al posto della casina dove lei viveva,Pinocchio trova una pietra di marmo sulla quale si leggevano in carattere stampatello queste dolorose parole: QUI GIACE / LA BAMBINA DAI CAPELLI TURCHINI/ MORTA DI DOLORE / PER ESSERE STATA ABBANDONATA DAL SUO/ FRATELLINO PINOCCHIO. Disperato, lui si dibatte chiedendole perdono ed implorando che torni in vita per lui, oramai solo, visto che Geppetto e la Fata non gli sono più vicini ; così esclama:-…rivivisci…ritorna viva come prima !..-.


La terza volta la Fata Turchina appare nelle vesti di una “buona donnina” che trasporta due brocche d’acqua; conoscendo bene Pinocchio lei sa che un bel confetto pieno di rosolio è ciò che serve per allettarlo ad accettare un lavoretto. Standole vicino, Pinocchio si rende conto che quella non è una benefattrice qualsiasi, ma proprio la sua Fatina. Lei, che con la trovata della lapide e dell’epigrafe, rendendolo responsabile della sua morte, lo aveva fatto sentire proprio un pessimo burattino, aveva suscitato in lui sentimenti profondi ed autentici .Lei afferma pertanto ”La sincerità del tuo dolore mi fece conoscere che avevi il cuore buono. E dei ragazzi buoni di cuore, anche se sono un po’ monelli e avvezzi al Male, c’è sempre da sperare qualcosa. Ossia c’è sempre da sperare che rientrino sulla vera strada. Ecco perché sono venuta a cercarti fon qui. Io sarò la tua mamma…” (cap.XXIV ) . Lei potrebbe quindi diventare la mamma del Burattino, visto che è magicamente divenuta donna in breve tempo a patto però che lui diventi un bambino per bene, ligio al dovere , impegnato e costante. La felicità si avvicina a lui, ma Pinocchio, anche questa volta,non riuscirà a goderne .


Quarta apparizione: dopo varie peripezie( il litigio con i compagni in spiaggia, il ferimento di uno di essi, il pericolo di essere fritto in padella ..) Pinocchio ritorna a casa dalla Fata la quale, dopo essersi negata a lui più volte , gli promette che la trasformazione in fanciullo avrà luogo già l’indomani, ma disgraziatamente nella vita dei burattini c’è sempre un “ma” che sciupa ogni cosa e così Pinocchio parte di notte con il suo amico Lucignolo per il Paese del Balocchi, avendo come per incanto cancellato dalla sua mente e dalla coscienza le raccomandazioni della Fata. Di male in peggio conoscerà la malafede di persone apparentemente generose e sensibili, lo sfruttamento nel circo, la condizione d’immaturità che ha portato verso il peggio quanti come lui hanno creduto nella felicità e nel suo facile raggiungimento.


Quinta apparizione: con le sembianze di una capretta ancora una volta la Fata cercherà di mettere in guardia il suo adorato Pinocchio dal pericolo del Pesce-cane; su in cima allo scoglio , una bella caprettina belava amorosamente e gli faceva segno di avvicinarsi. La casa più singolare era questa: che la lana della caprettina, anziché essere bianca, o nera o pallata di due colori…era invece turchina, ma d’un turchino sfolgorante , che rammentava moltissimo i capelli della bella Bambina….


La sesta ed ultima volta , la Fata gli appare in sogno tutta bella e sorridente per congedarsi da lui che l’indomani mattina sarebbe stato solo l’involucro di legno e senza anima di un’entità oramai non più presente, morta. Ma Lei tra i due chi aveva veramente amato? Sicuramente il Burattino discolo e dal buon cuore,; il ragazzo che prenderà il suo posto a Lei , come del resto, ai lettori interessa meno.Meglio per lui, per il ragazzo trasformato, sicuramente; la Fata Turchina e tutti noi però sicuramente non ritroveremo se non nel mito di Pinocchio quei significati esistenziali che il Collodi è stato capace di far diventare nel suo romanzo epopea, storia fantastica ma allo stesso tempo profondamente verosimile.



Alcuni personaggi umani



Mastro Antonio, detto Ciliegia: anziano falegname; porta una parrucca brizzolata ; ha un naso grosso la cui punta , generalmente paonazza, diventa turchina quando si spaventa ; litigioso.




Mastro Geppetto: falegname dotato di creatività, porta una parrucca gialla piuttosto ridicola a causa della quale lo chiamano “Polendina “ ; litigioso, suscettibile. Quando entra nel ruolo di padre, non s’irrigidisce di fronte alle intemperanze del figlio, ma gli dà sempre fiducia; è paziente e capace di sacrificarsi.



La gente tra Geppetto e Pinocchio sceglie di parteggiare per quest’ultimo: Si fermava incantata a guardarlo e rideva, rideva e rideva, da non poterselo figurare “ “Povero burattino, ha ragione di non veler tornare a casa! Chi lo sa come lo picchierebbe quell ’omaccio di Geppetto….Pare un galantuomo, ma è un vero tiranno coi ragazzi! Se gli lasciano quel povero burattino tra le mani è capacissimo di farlo a pezzi!”




Il carabiniere:anziché indagare, si lascia suggestionare dalla gente e, pur avendo preso Pinocchio per il naso, decide di portare Geppetto in prigione.



Mangiafuoco: “ un omone così brutto che metteva paura soltanto a guardarlo. Aveva una barbaccia nera come uno scarabocchio d’inchiostro e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra; basta dire che quando camminava la pestava coi piedi. La sua bocca era larga come un forno, i suoi occhi parevano due lanterne do vetro rosso, col lume acceso di dietro, e con le mani faceva schioccare una grossa frusta, fatta di serpenti e di code di volpe attorcigliate assieme”.

Nonostante l’aspetto fisico così poco rassicurante, Mangiafuoco si rivela sostanzialmente un buono, un uomo dal cuore tenero; starnutisce quand’è a disagio perché si sente mosso a compassione per la sorte del suo prossimo; a Pinocchio ridarà non solo la libertà, ma anche cinque monete d’oro.



Oste del Gambero rosso: complice del Gatto e della Volpe.


Carceriere: incapace di esprimere un giudizio autonomo, ridà la libertà a Pinocchio, graziato, come tutti i malandrini veri o presunti, dall’Imperatore del paese di Acchiapacitrulli.



Padrone del defunto Melampo: vorrebbe spacciare, assieme all’oste del paese, della carne di faina per ottima cacciagione. Sulle prime è molto severo con Pinocchio,al punto d’ incatenarlo nella cuccia del suo cane appena morto punendolo per avergli rubato due grappoli d’uva. Appare più umano quando premia Pinocchio per la sua dimostrazione di onestà.


Altra gente: si tratta di una vecchietta e alcuni pescatori che , provando sincera compassione per la sorte sia di Geppetto sia di Pinocchio, confidano nella capacità della preghiera di alleviare il dolore.



Uomo che trasporta carbone: dà una lezione di vita a Pinocchio, in quanto lo ritiene superbo ed indolente.



Muratore ed al altri passanti: tirano le orecchie a Pinocchio, che vorrebbe ottenere senza nulla dare in cambio.


Cattivi compagni: sono molto dispettosi con il burattino e decisamente vengono infastiditi dallo zelo, dall’impegno che lui profonde nello studio; costituiscono un “branco”; quando sono assieme agiscono con determinazione, sono maneschi, violenti verbalmente e nei fatti.


Il maestro:cerca d’indirizzare Pinocchio, ma il burattino non gli presta ascolto.


Carabinieri:svolgono il loro compito con poco senso dell’indagine, dell’accertamento della verità; piuttosto maldestri e disattenti, si lasciano sfuggire Pinocchio.



Lucignolo: non dice a Pinocchio .”Vieni, si va a rubare un cavallo a dondolo” o “ Ti do altre monete d’oro “.
No! Gli chiede irresistibilmente :”Vieni nel Paese dei Balocchi?”.




Conduttore del carro :” “ …un omino più largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro, con un visino di melarosa…”Se la Fata rappresenta il Bene , l’Omino di Burro apparentemente così comprensivo e sensibile ai bisogni dei ragazzi, appare come la personificazione del Male.




Direttore di una compagnia di pagliacci e di saltatori di corda:

“…si presentò all’affollatissimo pubblico e, fatto un grande inchino, principiò con molta solennità il seguente, spropositato discorso..”. Era abituato a spacciare per sensati ed ossequiosi i suoi i discorsi irriverenti in quanto privi di qualsiasi significato.




Il pubblico del circo: composto di ragazzi, è assolutamente acritico, ma sensibile nei confronti del ciuchino Pinocchio quando esso si mostra incapace di svolgere gli esercizi richiestigli dal Direttore


Compratore del ciuchino zoppo:”quel buon pasticcione del compratore”, un uomo assolutamente pratico; si commuove come un fanciullo solo quando si rende conto di aver speso male il suo denaro, comprando Pinocchio.


L’ortolano: Giangio, questo è il suo nome, è un individuo assolutamente avido ed insensibile.


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last modify13/12/2002