RITRATTO DI AUTORE

MAURO CORONA

Mauro Corona non è solo uno dei più apprezzati scultori lignei europei, ma anche
un valente alpinista e un emozionante scrittore.
Di lui è appena uscito Gocce di Resina, una piacevole raccolta di impressioni,
ricordi, episodi che sono riusciti a tenerlo sulla strada nel corso della vita.

Nato nel 1950 a Erto, il paese che con Casso è legato alla più grande tragedia civile italiana, quella del Vajont che, nel 1963, quando Mauro aveva appena tredici anni, spazzò via in una notte un intero paese e tutti i suoi abitanti.
Con un'esperienza del genere, si fa presto a diventare essenziali, schivi, senza peli sulla lingua, a rifuggire gli estranei, a non concedere niente alla forma e alle false buone maniere ad essere sempre pronti ad andare a verificare la verità dell'altro.
Con un'esperienza del genere, si fa presto a capire che all'uomo è necessario imparare ad ascoltare i messaggi della natura, se vuole non esserne vinto, perché si fa presto anche a capire che la natura ha una forza e una potenza che solo lo stolto può credere di poter piegare alle sue voglie senza pagarne o farne pagare le conseguenze.

A Erto Corona è sempre vissuto.
Da ragazzo ha lavorato come boscaiolo e ha cominciato a intagliare il legno. Accolto dallo scultore Augusto Murer nel suo studio di Falcade, con lui ha approfondito la tecnica che gli ha permesso di diventare uno degli scultori lignei più apprezzati d’Europa.

E' considerato alpinista e arrampicatore di ottimo livello.

BIBLIOGRAFIA:
Mauro Corona - LE VOCI DEL BOSCO Pordenone, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 1998, lire 18.000

Mauro Corona - IL VOLO DELLA MARTORA - Vivalda Editori, 1997, lire 26.000

Mauro Corona - FINCHE’ IL CUCULO CANTA – Pordenone, Edizioni biblioteca dell’Immagine.1999lire 22.000.

Mauro Corona – GOCCE DI RESINA Pordenone, Edizioni biblioteca dell’Immagine, 2001. lire 19.000.

Aspettando Corona di Riccardo Perricone
servizio fotografico

L'Uomo Di Legno
film su Mauro Corona

[...] per completare tutto questo quadro di paure esorcizzate, occorreva il sigaro.  Mi serviva a completare questo quadro di uomo duro, boscaiolo, scalatore, bevitore, spaccone. 
Se tu ci rifletti un attimo uno così non poteva fumare sigarette!  E tanto meno quelle sigarettine sottili che sembrano cazzini di coniglio! [...]
Una divertente i
ntervista di Bacco e Tabacco a Mauro Corona che svela il suo rapporto col fumo.

Il racconto: SOLO FOGLIE DI SOGNI CHE CADONO

Mauro Corona,
Gazzettino, 27/11/00
IN MORTE DI CARLE

MAURO CORONA - Il profeta dei boschi di Ezio Belingheri 


Le voci nel bosco, Pordenone, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 1998

Il libro parla degli alberi e degli uomini dei boschi di Erto, ma non è solo una semplice descrizione di alberi o di situazioni di vita di montagna. Per Corona ogni albero è persona dotata di carattere e, come gli uomini, può essere influenzato dalle esperienze che ha avuto nel corso della sua vita tanto da diventare antipatico, timido, arrogante... In ogni albero Corona vede un'anima che cerca di narrare la sua storia a chi vuole conoscere.



Mauro Corona
IL VOLO DELLA MARTORA Vivalda Editori, 1997, lire 26.000
rive Claudio Magris nell’introduzione al Il volo della martora: “Scrittore scarno e asciutto, e insieme magico nell’essenzialità con cui narra storie fiabesche e insieme di brusca, elementare realtà. I suoi racconti hanno l’autorità della favola, in cui il meraviglioso si impone con assoluta semplicità, con l’evidenza del quotidiano. In loro c’è comunione con la natura, col fluire nascosto e incessante della vita, e un’infinita, intrepida solitudine”.

Nelle brevi storie di questo libro di Corona troviamo la durezza, l’asprezza della vita nelle strette e impervie valli delle montagne friulane.  Riviviamo così il mondo chiuso dei paesi, ascoltando l’eco delle città che risale dalla pianura lungo la Val Cellina, portato dai mercanti che macinano chilometri nel loro commercio di manufatti di legno

Proprio in uno dei racconti più riusciti, nel quale sembra di cogliere il nucleo narrativo del Il volo della martora, si narra di una venditrice ambulante rimasta l’ultima abitante di una contrada del paese di Erto, testimone superstite di un passato spazzato via dalla modernità, che in questa terra si è incarnata nella frana provocata dalla costruzione della diga sul torrente Vajont. Giovane ragazza, la donna comincia il suo peregrinare tra i paesi di tutto il Friuli, fino alla grande Trieste, trascinando il carretto carico di ciotole, mestoli e cucchiai (frutto del lento lavoro d’intaglio del fratello durante il trascorrere degli inverni), trovando alloggio nelle stalle delle case contadine friulane. Corona segue il lento incedere della donna fino all’ultimo ritorno al paese, la scomparsa del lavoro ambulante, la tragedia della frana e la sua disperata resistenza.

Il tema del confronto tra uomo e natura è presente in molti dei racconti, come ne Il faggio dove assume le forme di una violenta lotta tra un boscaiolo e un grande albero da abbattere, oppure ne Il volo della martora nel quale la sfida è tra un gruppo di bracconieri e l’astuto predatore.

Nell’ultima parte del libro Corona affronta l’evento che sconvolse la vita delle valli: la frana del Vajont del 9 ottobre 1963.  E sono forse le pagine de L’ultima estate quelle che più di altre raccontano, in modo essenziale e vivido, gli ultimi mesi di una comunità già avviata al tramonto, che subisce dalla catastrofe una drammatica accelerazione verso l’oblio.

di Davide Squarcina - E' in http://www.infolibro.it


I libri di Corona nel catalogo ibs