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di Ezio Belingheri |
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MAURO CORONA - Il profeta dei boschi |
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Capita, a volte, di innamorarsi. Io sono da tempo
innamorato di Mauro Corona. Mauro e nato a Erto, paese divenuto
tristemente famoso per il disastro del Vajont, e li è
sempre vissuto. Dicono le sue note che da ragazzo ha lavorato come
boscaiolo e ha cominciato ad intagliare il legno, fino a quando lo
scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel
suo studio di Falcade, dove Mauro ha approfondito la tecnica e larte
che gli hanno permesso di diventare uno degli scultori lignei piu
apprezzati in Europa.
Alpinista ed arrampicatore fortissimo,
ha aperto innumerevoli itinerari di roccia sulle Dolomiti, tutti di
estrema difficolta.
Ma e del Mauro Corona scrittore
che mi sono innamorato.
I suoi libri sono un viaggio dentro
la natura, dentro le tradizioni della gente di montagna. Sono storie
di gente semplice, di uomini e donne che, in mezzo a mille
difficolta e stenti, riescono a mantenere la propria
dignita.
Ma dove Corona da il meglio di se e
quando parla della natura. E allora si scopre che anche gli alberi
hanno un proprio carattere che comunicano in mille modi. Così,
per esempio, scoprirete chealta, elegantissima, la betulla e
la regina del bosco. Riservata, ma conscia della sua bellezza, si fa
desiderare e non concede facilmente le proprie grazie. Il suo
desiderio, la sua scelta, i suoi gusti, li devi intuire
dallimpercettibile movenza delle fronde. E nemmeno allora sei
sicuro che ti abbia detto si. Sa di essere la protagonista del bosco
e questo la rende un po superba e vanitosa
.
Pagine
di una poesia unica, trovata semplicemente osservando le piante e
cercando di capire i loro segreti.
Scrive infatti Corona: Ho
passato quasi cinquantanni di vita nei boschi e ho parlato con
gli alberi. Gli alberi non si spostano, ma possiedono un loro
carattere che comunicano in vari modi,anche con la diversa reazione
che hanno nei confronti di chi li tocca. In queste righe si parla di
loro e di uomini, a volte bene e altre male
.. e cosi il
cattivo, senza quasi rendersi conto, provera simpatia per il
sambuco, il buono per il larice, il sempliciotto per il faggio,
lelegante per la betulla, il cocciuto per il carpino e via
dicendo
..
In altri racconti troverete invece storie di
bracconieri in perenne lotta con i guardiacaccia, che trasformano le
loro gesta illecite in leggenda. Storie di cacciatori, di alpinisti,
di boscaioli. Leggete, per esempio, su Il volo della martora lo
splendido racconto Il faggio, dove la lotta tra un boscaiolo e un
faggio da abbattere diventa epica.
Poi ci sono i lavori scomparsi,
gli ubriaconi, i perditempo. Insomma gente semplice che, anche in
Valle di Scalve, sta scomparendo, inghiottita dal progresso e dalla
modernita.
Corona riesce semplicemente a catturare di questi
personaggi il lato poetico senza mai cadere nella banalita. Un
grande tentativo di tramandare, far conoscere a quelli che verranno
dopo.