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Suicida lo scrittore Franco Lucentini. Con Fruttero firmò decine di romanzi |
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Lo scrittore Franco
Lucentini si è suicidato, a Torino, lanciandosi nella tromba
delle scale della sua abitazione di piazza Vittorio Veneto.
Lucentini, nato a Roma il 24 dicembre del 1920, era malato da tempo
di cancro ai polmoni.
Per la maggior parte dei lettori, Franco Lucentini è il &Lucentini della coppia che formava assieme a Carlo Fruttero. Un sodalizio artistico che durava da quasi mezzo secolo, anche se negli ultimi anni il loro rapporto letterario si era un po allentato. La formula del racconto perfetto è sempre stata per loro: «Tenere il lettore col fiato sospeso con una storia sempre imprevedibile». Nato a Roma nel 1920, Lucentini amava come il suo compagno di lavoro la letteratura codificata in un genere, come il giallo o la fantascienza, e non a caso ebbe insieme a Fruttero per lunghi anni la responsabilità della collana della Mondadori, Urania, e anche della rivista omonima.
Il genere era per loro
«uno schema apertamente preordinato che permette di gestire con
più facilità la materia del romanzo».
E a
queste categorie appartengono quasi tutti i volumi, scritti
rigorosamente a quattro mani, come
«La donna della
Domenica» (1972),
«A che punto è la notte»
(1979),
«Il palio delle contrade morte»
(1983),
«L'amante senza fissa dimora» (1986),
«La
verità sul caso D.» (1989),
«Enigma in luogo di
mare» (1991),
«La morte di Cicerone» (1995).
Fruttero & Lucentini, che solo
nel 1987 per motivi mai chiariti firmarono «Il colore del
destino» come «Lucentini & Fruttero», si
trovarono però divisi in un libro, quel «L'idraulico non
verrà», del 1971 che raccoglieva insieme - ma distinte -
le loro liriche.
Qui le loro individualità si colgono
appena e il poemetto «Epigrafica e metafisica» di
Lucentini, è un diario realistico e «metafisico»
insieme, riflessione sul tempo e sul valore della cultura:
«Quel
pallido tempo ideale, dicevo, è oggi trascorso/ Varia da luogo
a luogo il Tempo dell' universo/ a un accordo/ valido a tutti gli
effetti e sotto qualsiasi riguardo».
di red., L'Unità, 5
Agosto 2002
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