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RENATO FUCINI |
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E l'uccellino canta sulla fronda:
Piegala giù quella testina bionda, Della tua mamma posala sul cuore. E l'uccellino canta su quel ramo: Tante cosine belle imparerai, Ma se vorrai conoscer quant'io t'amo, Nessuno al mondo potrà dirlo mai! E l'uccellino canta al ciel sereno: Dormi, tesoro mio, qui sul mio seno. |
opere Cento sonetti in vernacolo pisano (1872) Cinquanta nuovi sonetti in vernacolo pisano Lettere a Napoli a occhio nudo (1878) Mondo nuovo e mondo vecchio (1901-1904) Acqua passata (1921) Le veglie di Neri (1882) All'aria aperta (1887) Nella
campagna toscana
(1908)
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Cenni
biografici
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Figlio
di David, medico condotto, e di Giovanna Nardi, Renato Fucini nacque a
Monterotondo presso Massa Marittima, l'8 Aprile 1843. Successivamente ottenne prima un posto come insegnante e poi fu ispettore scolastico.
In essa confluirono tutti i racconti che dal 1877 al 1881 erano apparsi sulla Rassegna settimanale, una rivista diretta da Sidney Sonnino, ad eccezione di Dolci ricordi, pubblicato su La domenica del Fracassa, il 16 gennaio1885, e di Scampagnata, composto appositamente per ledizione completa. L'amore per la caccia e il suo lavoro di ispettore scolastico gli permisero di frequentare e di conoscere profondamente la campagna toscana e i suoi abitanti, che ritraeva nei suoi racconti, in cui spesso traspare un certo pessimismo nei confronti degli ambiziosi progetti di riforma sociale del periodo, che spesso si scontravano con i pochi mezzi a disposizione e la scarsa conoscenza delle situazioni locali degli uomini del risorgimento. Fucini fu il primo cultore del "bozzetto", ossia del breve racconto che ritrae realisticamente uno squarcio di vita vissuta: proprio per questo la sua arte fu spesso accostata a quella dei pittori impressionisti e dei macchiaioli toscani Signorini e Fattori.
Dopo aver lavorato alla Riccardiana di Firenze dal 1901 al 1907, trascorse i suoi ultimi anni di vita tra Castiglioncello e Dianella, dove morì nel febbraio 1921. |
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