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RITRATTO DI AUTORE

GIORGIO SCERBANENCO

LA VITA DEL MAESTRO ITALIANO DEI ROMANZI NOIR, di Andrea d'Amico

Vladimir Giorgio Scerbanenko, poi italianizzatosi in Giorgio Scerbanenco, è nato a Kiev nel 1911, figlio di padre ucraino, professore di latino e greco, e madre romana.
Nella breve autobiografia che si può trovare in calce a 'Venere privata' nell'edizione Garzanti del 1990, purtroppo Scerbanenco non ci racconta come si sono conosciuti i suoi genitori. Ai Fori Imperiali, probabilmente (e dove si possono conoscere una ragazza romana e un professore di latino ucraino?).

L'autobiografia parte invece con il piccolo Giorgio Vladimir decenne, che trasporta un pezzo di legno con la madre, combustibile per riscaldarsi.
Erano appena arrivati a Odessa, ed avevano appreso che il padre, che in qualità di professore vestiva una divisa, era stato fucilato dai
rivoluzionari. Probabilmente proprio a causa della divisa, pensava
Scerbanenco. D'altronde, la Rivoluzione non è un invito a prendere un the, come diceva Trotsky.
Insomma, vivacchiano nella città portuale, insieme con altri italiani in
fuga, in attesa della nave che li porterà in salvo in Italia. Finalmente le navi arrivano, ci si imbarca, si torna a casa!
Il porto é minato, le navi cariche di profughi devono essere guidate da una motovedetta russa. Una nave sbaglia, urta una mina, la mina esplode, la nave si inclina e affonda con tutti i fuggitivi italiani a bordo.
Prima di affondare definitivamente, qualcuno issa il tricolore, e i passeggeri delle altre navi applaudono. Il decenne Scerbanenco non capisce bene cosa sta succedendo, ma vede la nave affondare, sente gli applausi, vede la bandiera che scompare sott'acqua con tutto il resto.

Tornano a Roma, poi a Milano. La mamma si ammala, di tumore, ma Scerbanenco non se ne accorge, é troppo impegnato a lavorare per sbarcare il lunario e a leggere i libri presi in prestito in
biblioteca. Resteranno solo i tardivi rimorsi di Scerbanenco, e il ricordo di un misterioso libro che la mamma scriveva nella sua miseria milanese, la sua tragica storia d'amore col professore di Kiev, mai finito e oggi probabilmente perso.
Con un nome ucraino e un indelebile accento romanesco, riesce ad amare Milano, a cui tributerà sempre un grandissimo amore (probabilmente immeritato).

Scerbanenco si stupisce di non essere come gli altri, con quel suo strano nome. Gli chiedono sempre se é russo; e lui giù a spiegare che no, che il papà era ucraino ma lui é italiano, si affanna, cerca di far capire ma in fondo agli altri non é che ne freghi poi molto.
Ha un bell'italianizzarsi il nome, togliere la k, cestinare Vladimir per
restare Giorgio. Gli resterà sempre la penosa impressione di essere diverso, di dovere delle spiegazioni. Proprio lui, che aveva applaudito il tricolore che affondava nel porto di Odessa con il suo carico di italiani in fuga. Scrive righe di vera ira contro un anonimo interlocutore di sinistra, che alle sue spiegazioni sul nome lo
censura con durezza chiedendogli se per caso non si vergogni di essere russo. I cretini di sinistra sono sempre i peggiori, allora come oggi!
Poi, va a lavorare. In catena di montaggio, alla Borletti di Milano. Fa un casino, quelli come lui come tornitori sono negati.
Scrive testualmente: 'Poi si accorsero che ero un poeta, e mi misero al magazzino spedizioni'. Ovviamente, incasina tutto pure lì, ma sono
tolleranti, lo tengono. In seguito, ogni tanto i prodotti Borletti
compariranno qua e là nei suoi racconti, sempre definiti come il non plus ultra. Si vede che si era affezionato.
La sera studia, come gli eroi americani (dice lui). Solo che degli americani gli mancava lo spirito pratico, e così studiava filosofia (sempre sue parole).
Si ammala di TBC, lo mandano in sanatorio. In assenza di donne, scopre finalmente che le donne sono importanti. Gli ci voleva la TBC, povero Scerbanenco!
Guarisce, ma la miseria non finisce. Va a lavorare come milite in Croce Rossa, ne vede di tutti i colori. Trova anche il tempo
di innamorarsi di Alberto Moravia (sic!). Anche in Croce Rossa, si accorgono che é un poeta, e lo passano negli uffici. Tante ne fa che lo licenziano.
Grazie alla benevolenza di Zavattini, approda nell'ambiente letterario. Non naviga nell'oro, ma la miseria da cui é uscito gli resterà sempre
appiccicata addosso, non se ne libererà mai.
Viene la guerra (la Seconda). Per motivi non tanto chiari, si trova a dover fuggire dai tedeschi, a rifugiarsi in Svizzera. Una contadina innominata e mai più riveduta gli salva la vita. Lui si trascina su e giù per i monti una pesantissima borsa con un romanzo d'amore dentro. Comunque, in Svizzera ci arriva davvero, e si salva.
Finita la guerra, torna a Milano. 'Avevo già passato i trent'anni', scrive. Qui finisce di scrivere. Il resto, é cronaca.

Tiene rubriche di Piccola Posta nelle riviste femminili (La Posta di
Adrian); riesce a convincere una lettrice a non suicidarsi, e con un'altra invece non ce la fa.
Scrive romanzi, rosa e anche neri.
Nel 1966 vince il Premio Simenon, diventa famoso, il suo medico-detective
Duca Lamberti vende moltissimo.
Muore nel 1969, nella sua amatissima Milano.

Nei decenni a seguire, Carlo Lucarelli, Andrea Pinketts, Oreste del Buono, Carmen Covito e vari altri compileranno introduzioni ai suoi libri, e a volte gli tributeranno apertamente omaggio (soprattutto Lucarelli).
Ultimamente è tornato di moda, almeno a giudicare dalle ristampe.


di Andrea d'Amico
per gentile concessione dell'autore

La scrittura di Scerbanenco mette fine al processo di americanizzazione che fino ad allora era stato necessario nella letteratura gialla per dare una certa dignità ad autori e pubblicazioni nostrane. Il suo stile, caratterizzato dal ritmo incalzante e dalla cura nei particolari, fu molto amato pubblico di allora e riuscì a riabilitare il genere poliziesco che in Italia fino ad allora dipendeva da stereotipi.
Le sue storie sono ambientate in una Milano dove dilaga la delinquenza e l'indifferenza.
Il personaggio creato da Scerbanenco fu quello di Duca Lamberti, ex medico radiato dall'albo per aver eseguito un'eutanasia e poliziotto a mezzo tempo.

Trasferitosi molto giovane in Italia, dovette lasciare la scuola presto. Svolse allora moltissimi lavori, poi cominciò a collaborare con riviste femminili, tra cui Novella, Bella e Annabella, con le quali non smetterà la collaborazione, all'inizio come correttore di bozze e poi come autore di racconti.
Il suo esordio nel mondo del giallo comincia con Sei giorni di preavviso nel 1940, il primo di una serie che verrà poi ripubblicato in Cinque casi per
l'investigatore Jellingi.
La fama nazionale ed internazionale arriverà con la serie che ha come protagonista Duca Lamberti, Traditori di Tutti e Venere Privata 1966). Poco dopo, nel 1968, vince il Gran Prix de la litterature policiere proprio grazie a .
Muore a Milano nel 1969, lasciando una produzione enorme.

Per saperne di più

Opere nel SBN

Opere
in commercio in rete

Hanno scritto di lui

Recensioni di
LA MANO GIALLA

visita il sito di Andrea,
Milano Calibro 9 un tributo a Giorgio Sebarnenco

Nel Catalogo collettivo delle Biblioteche dello IUAV e del Polo Veneziano del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN)

Scerbanenco, Giorgio
. Il centodelitti / Giorgio Scerbanenco. - [Milano] : Garzanti, 1974
. - 414 p. ; 18 cm. - (Gialli Garzanti ; 55)

Scerbanenco, Giorgio. Il falcone e altri racconti inediti / Giorgio Scerbanenco. - [Milano] : Frassinelli, [1993]. - XII, 199 p. ; 22 cm. - (Narrativa)
Scerbanenco, Giorgio. I milanesi ammazzano al sabato / Giorgio Scerbanenco. - Milano : Garzanti, 1994. - 183 p. ; 19 cm. - (Gli elefanti)

Scerbanenco, Giorgio. Storie dal futuro e dal passato / Giorgio Scerbanenco. - [Milano] : Frassinelli, [1997]. - IX, 681 p. ; 21 cm. - (Narrativa)

Scerbanenco, Giorgio. Traditori di tutti / Giorgio Scerbanenco. - Milano : Garzanti, 1990. - 231 p. ; 19 cm

Scerbanenco, Giorgio. Venere privata / Giorgio Scerbanenco ; in appendice: Io, Vladimir Scerbanenko . - Milano : Garzanti, 1990. - 252 p. ; 18 cm

Noir Festival

Dal catalogo IBS
2001 

Ladro contro assassino  


Basta col cianuro  


Dove il sole non sorge mai   


Europa molto amore   

Milano calibro 9  


La sabbia non ricorda  


Al servizio di chi mi vuole-Lupa in convento


I milanesi ammazzano al sabato


La ragazza dell'addio  


I ragazzi del massacro   


Ladro contro assassino   


Millestorie  


Storie dal futuro e dal passato   




Al mare con la ragazza   


Cinque casi per l'investigatore Jelling   


Lupa in convento


Non rimanere soli



Le principesse di Acapulco  


Le spie non devono amare  



Il cinquecentodelitti   



Il falcone e altri racconti inediti  


Milano calibro 9  



Europa molto amore  



Traditori di tutti


Venere privata