BIBLIOTECA | | EDICOLA | | TEATRO | | CINEMA | | IL MUSEO | | Il BAR DI MOE | | LA CASA DELLA MUSICA | | LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI LUOGHI | | ARSENALE | | L'OSTERIA | | LA GATTERIA | | IL PORTO DEI RAGAZZI |

PIETRO MARCHESANI
La Repubblica –
07/02/2002

Un taccuino d'amore e d'ironia


La distanza aiuta a mettere a fuoco l´immagine. Sono bastati pochi anni dal conferimento del Nobel a Wislawa Szymborska, poetessa polacca di Cracovia, per far apparire del tutto improprie - o spropositate - le reazioni di stupore e irritazione con cui gran parte degli opinionisti letterari italiani accolse quel conferimento. Già nota prima del Nobel in altri paesi, specialmente in Germania e Svezia, oggi la poesia della Szymborska gode di un riconoscimento che le viene non solo dalla critica, ma innanzitutto dai lettori.
In Italia, dove era stata introdotta con il consueto, precorritore acume da Vanni Scheiwiller nel 1996 (Gente sul ponte), sono seguiti, presso lo stesso editore, La fine e l´inizio (1997) e, presso Adelphi, un´ampia scelta antologica, Vista con granello di sabbia (1998). Si sa quanto poco agevole fosse reperire i titoli di Scheiwiller, eppure i due volumetti hanno raggiunto fin qui rispettivamente la settima e la terza edizione, e il volume di Adelphi la terza, tutti non favoriti dalla marginalità d´una letteratura considerata "minore", e dall´ardua pronuncia dei nomi polacchi, già da sola scoraggiante. Questa circolazione della poesia della Szymborska trova del resto conferme ancor più evidenti in altre aree linguistiche, come quella tedesca o inglese. Negli Stati Uniti, ad esempio, le edizioni delle sue poesie, ormai una decina, hanno raggiunto tirature imprevedibili.
(…) Il segreto di questo successo sta in primo luogo nella poesia stessa, nell´universalità delle domande che pone e dei tentativi di risposta che offre. (…) Non solo le domande - e la riflessione che le accompagna - costituiscono il peso specifico della sua poesia, ma anche il personalissimo modo di porle, la capacità di interrogarsi, con un´andatura riflessiva e scherzosa insieme, mirabilmente densa e lieve al tempo stesso, sui problemi centrali dell´esistere, muovendo dalla concretezza delle cose anche - o specialmente - minime che ci circondano, dai realia di questo o di altri mondi possibili.
Molto ci sarebbe da dire sugli strumenti linguistici e metrici di cui la Szymborska si serve con maestria per tradurre una sostanza intellettualmente complessa in apparente, armoniosa semplicità. Vorrei qui limitarmi a giustificare la presentazione di questo Taccuino d´amore che risponde, oltre che a un gusto personale, a una necessità. Se infatti nelle edizioni della poetessa polacca apparse in Italia c´è materiale bastante perché il lettore possa avere un´idea sufficientemente complessa della sua produzione poetica (non imponente per quantità: poco più di duecento poesie in volume, oltre a un certo numero su riviste), in tali edizioni è però rappresentato solo in modo assai incompleto un tema che è invece in essa fondamentale: quello dell´amore.
(…) Esso è presente con cinque poesie già nelle prime raccolte, pur condizionate dai dettami del realismo socialista: Per questo viviamo (1952) e Domande poste a me stessa (1954). Il motivo appare assai sviluppato nel successivo Appello allo Yeti (1957) e ancor più in Sale (1962), dove raggiunge la sua massima espansione; lo ritroviamo, anche se solo marginalmente, in Uno spasso (1967), in Ogni evenienza (1972), e in La fine e l´inizio (1993), con tre splendidi, struggenti testi. E infine, in una poesia apparsa nel 2001, Il primo amore, che chiude questo Taccuino e insieme suggella emblematicamente cinquant´anni di riflessione poetica sull´argomento.
Rimarrà deluso chi pensasse di trovare in queste poesie la ripetizione o anche solo l´eco dei tradizionali schemi del genere. L´amore nella poesia della Szymborska assume molteplici forme e compare, sovente con una tonalità ironica, in tutte le possibili, diversissime sembianze e situazioni in cui si manifesta nella vita, ma è principalmente miracolo, mancanza, memoria, dolore, caso-destino, brevità, impossibilità, calato in impreviste, destabilizzanti prospettive esistenziali e metafisiche.

Ombra

La mia ombra è come un buffone
dietro la regina. Quando lei si alza,
il buffone sulla parete balza
e sbatte nel soffitto col testone.

Il che forse a suo modo duole
nel mondo bidimensionale.
Forse al buffone non va la mia corte
e preferirebbe un diverso ruolo.

La regina si sporge dal balcone
e dal balcone lui si butta giù.
Così hanno diviso ogni azione,
però a uno ne tocca assai di più.

Si è preso il merlo i gesti liberali,
il pathos con la sua impudenza
e tutto ciò per cui non ho la forza
- corona, scettro, mantello regale.


Lieve sarò, ah, nell´agitare il braccio,
ah, lieve nel voltare indietro il capo,
sire, nell´ora del nostro commiato,
sire, alla stazione ferroviaria.

Sire, in quel momento sarà il buffone
a sdraiarsi sui binari alla stazione.
(1962)

Riso

La ragazzina che ero -
la conosco, ovviamente.
Ho qualche fotografia
della sua breve vita.
Provo un´allegra pietà
per un paio di poesiole.
Ricordo alcuni fatti.

Ma,
perché chi è qui con me
rida e mi abbracci
rammento solo una storiella:
l´amore infantile
di quella bruttina.

Racconto
com´era innamorata di uno studente,
cioè voleva
che lui la guardasse.

Racconto
come gli corse incontro
con una benda sulla testa sana
perché almeno, ah, le chiedesse
cos´era successo.

Buffa piccina.
Come poteva sapere
che anche la disperazione dà benefici
se si ha la fortuna
di vivere più a lungo.

Le pagherei un dolcetto.
Le pagherei il cinema.
Vattene, non ho tempo.

Eppure vedi
che la luce è spenta.
Certo capisci
che la porta è chiusa.
Non scuotere la maniglia -
quello che ha riso,
quello che mi ha abbracciato,
non è il tuo studente.

Faresti meglio a tornare
da dove sei venuta.
Non ti devo nulla,
donna qualunque,
che sa solo
quando
tradire un segreto altrui.

Non guardarci così
con quei tuoi occhi
troppo aperti,
come gli occhi dei morti.
(1967)

| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO |
LA POESIA DEL FARO|