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Pietro Marchesani
Bollettino "Polonia Wloska" numero 1/2000

In ricordo di un editore-poeta

  Vanni Scheiwiller, l'editore italiano di Wislawa Szymborska

Domenica 17 ottobre 1999 è morto a Milano, all’età di 65 anni, l’editore Vanni Scheiwiller, che aveva molti amici anche in Polonia, dove si era recato ripetutamente, fra l’altro in occasione di mostre di opere da lui edite.

Non è possibile dare qui conto della straordinaria quantità e qualità del lavoro svolto da Scheiwiller nella sua attività di editore, iniziata a Milano nel 1951 sulle orme del padre Giovanni con la collana “All’insegna del pesce d’oro”.

A partire dal 1977 poi, un felice sodalizio con il mecenatismo bancario gli consentì di dar vita, fra l’altro, a grandi e apprezzate collane e ad una nuova sigla editoriale, la “Libri Scheiwiller”.

Fra gli autori da lui pubblicati figurano i più importanti poeti e prosatori italiani e stranieri del Novecento, che egli sceglieva seguendo l’unico criterio delle proprie passioni intellettuali e del suo giudizio di attento critico della cultura letteraria del suo tempo. E sono state proprio queste sue qualità di rara sensibilità artistica e non conformismo critico (ed editoriale) a consentirgli di pubblicare, in anticipo sul Nobel, due poeti ancora pressoché sconosciuti in Italia, come l’irlandese Heaney e la polacca Szymborska.

A questa passione ed acume si accompagnava una dedizione totale e una vigilanza estrema per quanto concerneva la realizzazione editoriale dei testi. Fra le sue tante raffinate e preziose edizioni fuori commercio, vorrei menzionare: Il poeta ricorda di Czes?aw Mi?osz (1981), l’Elegia per l’addio della penna dell’inchiostro della lampada di Zbigniew Herbert (1989), con testo autografo dell’autore, o La fiera dei miracoli (1993) e Trittico (1997) di Wislawa Szymborska – con xilografie, matite e collage di Alina Kalczy?ska, la nota artista polacca di Cracovia, moglie di Vanni.

Solo il tempo consentirà di riconoscere appieno in che misura Scheiwiller abbia contribuito a immettere arte e poesia nel circuito della cultura italiana. Da parte mia vorrei solo ricordare quanto da lui pubblicato per far conoscere la cultura letteraria ed artistica polacca, di cui è stato un appassionato quanto disinteressato ambasciatore nel nostro Paese – a partire dal Breve diario polacco di Virgilio Levi – con l’edizione di testi di poesia e prosa di scrittori quali appunto Herling-Grudzinski, Herbert, Mrozek, Szymborska, o di artisti come Fijalkowski, Panek, Piotrowicz, Starczewski, Kobro, Strzeminski e l’avanguardia polacca…, o del catalogo della mostra della Grafica polacca contemporanea, fino alle splendide edizioni dei presepi di Cracovia curate da Alina Kalczy?ska.

Tra le tante definizioni possibili di Vanni Scheiwiller, la più pertinente appare quella di “editore-poeta”. Del poeta egli aveva la genialità, la fiducia del potere salvifico della bellezza, unita alla capacità di guardare il mondo con inesauribile, fanciullesco stupore.

In questo egli è stato unico e irripetibile, e credo che proprio per tale motivo la nostra cultura renderà meglio conto negli anni a venire quanto fosse vivificatrice la presenza di questo “piccolo editore”.

 

Pietro Marchesani

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Professore di Lingua e Letteratura Polacca all’Università di Genova; traduttore in italiano di numerosi autori polacchi fra i quali Milosz, Herbert e Szymborska.

Bollettino "Polonia Wloska" numero 1/2000

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