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MUSICA

La mia vita jazz

Virtuoso, estroso, imprevedibile. Pianista jazz ormai di fama internazionale riconosciuto dalla critica come il più straordinario talento di questi ultimi anni, autore di numerosi cd tra cui "Gleda", Stefano Bollani incrocia la comicità teatrale della Banda Osiris. Questa sera, alle ore 21.00, al Teatro Modena andrà in scena "Primo piano", ironico viaggio nella biografia di un grande pianista, con Bollani protagonista.

Come nasce "Primo piano", spettacolo tra jazz e teatro?

L'idea è stata della Banda Osiris: raccontare la storia della mia vita, una sorta di vita-tipo del musicista, con loro quattro come miei improbabili biografi.

Quindi una Bollani-story?

Nel corso dello spettacolo verrete a conoscenza della mia vita, comprensiva della mia vecchiaia, del mio declino artistico e persino della mia morte.

Quanto di improvvisato c'è nello spettacolo?

Farina del nostro sacco e frutto di un lavoro comune, lo spettacolo ha una sua precisa strutturazione, anche se ogni sera amo variare i pezzi che improvviso al pianoforte.

Cosa la unisce alla Banda Osiris?

Il gusto di divertirsi con la musica. Il nostro primo incontro risale a "Guarda che luna", lo spettacolo dedicato a Fred Buscaglione in cui comparivano anche Enrico Rava e Gianmaria Testa. Ad accomunarci è stato il rifiuto di una certa concezione seriosa del far musica che va per la maggiore in Italia.

A partire dal jazz?

Certamente. Ad esser sincero trovo un po' insopportabili quei jazzisti tutti compresi nel loro ruolo, con gli occhi chiusi e l'espressione di chi sembra stia soffrendo chissà quali pene.

Nel mischiare jazz e ironia, musica e teatro non teme di spiazzare critica e pubblico?

Non mi nascondo che certe mie performance possano disorientare alcuni e farmi perdere un po' di credibilità presso chi, non conoscendomi e vedendomi fare in televisione l'imitazione di Battiato, non capisce che razza di jazzista sia. Ma io vado dritto per la mia strada, continuando a fare quel che sento e mi piace senza calcoli.

La sua presenza nello spettacolo di Arbore "Speciale per me" può essere il segno di un'inversione di tendenza verso il jazz da parte della tv o va piuttosto intesa come la classica eccezione che conferma la regola?

La seconda che ha detto: in tv ci sono andato solo perché mi ha chiamato Arbore. Ora il jazz va un po' di moda ma continua ad essere una musica poco popolare e non televisiva.

Eppure Arigliano e Di Battista sono andati al Festival di Sanremo.

Schegge isolate, purtroppo, anche se oggi il jazz italiano sta vivendo un momento di grazia. Solo la tv non se ne accorge.

Intervista di Paolo Battifora – IL SECOLO XIX – 17/03/2005



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