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CALANDRI




dal 12 luglio al 14 settembre

La Felicita (sec. XIII) Via Roma CAVATORE (Al)

incisioni e disegni inediti

di

MARIO CALANDRI

orario 10 – 12,30 / 16 – 19

lunedì chiuso



a cura di Adriano Benzi e Gianfranco Schialvino



informazioni:

0144329854 – 320753

benzi.adriano@mclink.it

acqueforte per Volpone di Ben Johnson - 1970

studio per figura - 1975 - disegno

Inaugurata la mostra dedicata a Calandri

Calandri, incisioni nella casa medievale

Quadri e incisioni da esclamare “Chiamale se vuoi emozioni...”

Dalla Bibbia a Rimbaud nel “segno” di Calandri

Mario Calandri (Torino, 1914 – 1993) si forma presso il Liceo artistico di firenze e di Torino. Nel capoluogo piemontese, dove ritorna nel 1932, studia all'accademia albertina di belle arti alla scuola di cesare Maggi, che lo richiede come assistente nel 1942. A quella data il giovane artista ha già esordito come pittore con mostre a Roma e a Venezia, dove, nel 1940, è per la prima volta invitato alla Biennale.

Dopo la Guerra Calandri diventa assistente di Marcello Boglione, titolare della Cattedra di tecniche dell'Incisione, cui succederà come incaricato nel 1957.

dopo la titolarità dello stesso insegnamento assunta all'Accademia di Brera nel 1960 (della commissione preposta alla nomina facevano parte Mino Maccari e Giorgio Morandi), Calandri torna definitivamente all'Albertina dal 1963 al 1977. Calandri incisore partecipa alle più importanti rassegne nazionali e internazionali ed espone in numerose mostre personali. Molte le retrospettive che si sono soffermate specificatamente sulla ricerca pittorica che Calandri ha sempre praticato insieme a quella grafica.

Tobiolo 1963 - tecnica mista su carta



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E' una Mario Calandri insolito l'autore dei fogli esposti in questa mostra che solamente pochi privilegiati hanno potuto finora ammirare, perché prigionieri delle biblioteche dei collezionisti e amorevolmente conservati nelle case dei suoi amici. Sono riunite infatti qui a Cavatore per la prima volta tutte le acqueforti realizzate per le illustrazioni dei vari libri di pregio che gli commissionarono principalmente due editori: Fògola di Torino e Pier Battista Nebiolo di Costigliole d'Asti, accompagnate da un'inedita serie di disegni che non hanno mai lasciato gli studi degli amici artisti cui Calandri li dedicò in tante occasioni: una avventura di pesca, un soggiorno a Parigi, una vacanza a Varigotti. Ognuno di loro ha una storia, gelosamente celata nel ricordo privato del fortunato possessore di quello e di tanti momenti condivisi con Mario. Calandri intimo, appunto.

Il titolo accompagna anche chi ha imparato a conoscere il grande incisore sfogliandone i libri, guardandovi le figure, affogando in quelle pagine meravigliose insieme ai personaggi straordinari che ha inventato per l'Inghilterra degli intrighi crudeli del Volpone di Ben Johnson, nelle veneziane alcove dei sonetti lussuriosi di Rustico di Filippo, tre le candide nevi in cui scappa il leprotto di Mario Rigoni Stern accanto agli sfortunati malandrini di Françoise Villon, e per chi sa immergersi nell'avventura del sogno con la pistola di Eugenio Onieghin al fianco ed in tasca i versi di Rimbaud, o di Sandro Penna.

Un disegnatore formidabile, Calandri, che delinea con un solo tratto di matita una figura, caratterizzandola e facendola vivere in un tempo e in una storia, ora l'allievo che consegna in ritardo un lavoro, ora un biblico Tobiolo che cerca di bloccare il pesce, ora se stesso che arranca nel fango di una stradina di campagna in una giornata piovosa. Ma soprattutto un uomo dalla sensibilità straordinaria, e proprio per questo vero grande artista.

Gianfranco Schialvino


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