Le Recensioni



RKO 281

RKO 281 – USA, 1999

Regia: Benjamin Ross

Interpreti: Liev Schreiber, James Cromwell, Melanie Griffith, John Malcovich

Durata: 1 ora e 28

Come nasce un capolavoro. Quarto Potere (titolo originale “Citizen Kane”) di Orson Welles, il mito e la leggenda del cinema che si incarnano nella luce dello schermo. Per arrivare al 1 maggio 1941 (la sera della prima assoluta) la battaglia di volontà ha voluto il suo tributo di lacrime, sangue e alcol. Perchè il giovane Orson Welles, 26 anni, la dimensione del genio, arrivato ad Hollywood dopo aver spaventato l'America intera con la sua finta radiocronoca dello sbarco dei marziani a New York, andò a cercare il soggetto per il suo debutto da regista nella realtà degli “intoccabili”. Il suo Kene era ricalcato sui furori reazionari di Randolph Hearst, il magnate dell'informazione che aveva simpatia per Hitler ed amava l'ex diva Marion Davies.

“RKO 281” (la sigla della celebre casa di produzione ed il numero di protocollo del progetto), ricostruisce la genesi di un'impresa tremebonda, formidabile, lancinante, impietosa, dentro la quale si macerarono gli uomini, gli ideali e anche i capitali. Già, perchè i finanziatori di Welles non si arresero ai ricatti di Hearst, solo perchè l'assolutista e mestatore della carta stampata stava scivolando verso la bancarotta. Proprio come in “Quarto Potere”, Hearst abbandona il suo castello, mentre statue antiche e quadri preziosi vengono imballati per essere svenduti all'asta. Ma prima della bandiera bianca, il tiranno le aveva tentate tutte anche usando la regina dei pettegolezzi, Louella Parson, contro i padroni degli studios, armandola di foto sessualmente compromettenti.

“RKO 281” racconta l'ansia, l'angoscia, le paure dei protagonisti, il travaglio dell'artista, ma si propone anche come uno splendido ritratto di un epoca e della sua ventata di dissipazione morale e di libertà, prima che la seconda guerra mondiale cancelli le illusioni di un mondo posticcio. L'impianto televisivo stavolta è tenuto benissimo sotto controllo, anche perchè la prova corale degli interpreti è di straordinaria aderenza ai modelli, in un universo della finzione che non poteva nascondere il suo “cuore di tenebra”.

N.B.