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GENOVA 2004. LUCCIOLE, LANTERNE E CAPITALE


MUSICA

Intervista a Claudia Pastorino

Ciao Claudia, tu sei del 1966, l’anno in cui è nato mio fratello. Mi sembra che voi siate gli ultimi a cui sono arrivate alle orecchie le note della canzone, diciamo, “cantautorale”. E’ vero?

In realtà sono del novembre ‘65... no, non credo che siamo gli ultimi ad aver ascoltato i ‘cantautori’ nel senso che intendiamo noi... molto dipende anche dagli ascolti dei nostri genitori che in qualche modo “assorbiamo” per un buon tratto di strada: i miei genitori ascoltavano DeAndré mamma e Verdi, Rossini e Puccini papà... così io sono cresciuta imbevendomi di quegli ascolti, e conosco pressoché a memoria sia l’uno sia l’altro repertorio... e credo che la storia si ripeta senz’altro anche oggi da qualche parte..... quanti nostri coetanei amano e ascoltano i cantautori, alcuni dei quali, del resto, son rimasti tra gli ultimi artisti italiani a riempire gli stadi di gente di ogni età....

Sotto i ponti, dalla fine degli anni ’70 ad oggi è passata molta acqua, è passato un po’ di tutto, a dire il vero, dove sono finite certe belle canzoni, per esempio, di Camerini come Gelato Metropolitano o di Maolucci, il titolo mi pare fosse proprio questo, Baradel? C’è qualcuno che ha raccolto questa eredità?


......e Claudio Rocchi, e il grande Fausto Rossi -che ancora fino a qualche anno fa ha pubblicato lavori di grande qualità (L’Erba, Exit) - , e Juri Camisasca, .......

no, in effetti tra i “giovani” non conosco ‘ereditieri’ in tal senso...

si dice che i modi di dire le cose siano cambiati, ma a me pare che siano cambiati anche forza, peso e spessore dei contenuti di ciò che le case discografiche pubblicano oggi.....

fortunatamente, nel sottobosco delle autoproduzioni si trovano ancora cose molto molto interessanti.....


Tu canti, sei una cantautrice, e brava: molti si chiedono come mai non entri nel “circuito” del famigerato “mercato”, cioè come mai a Genova che è la città in cui vivi i tuoi dischi si trovano in un solo negozio.


Credo che ormai in realtà i miei dischi non esistano proprio più; le case discografiche che li pubblicarono fecero un “tentativo” a mille copie di ciascuno dei tre CD; copie che sono da tempo esaurite, non sono mai state ristampate, né con ogni probabilità lo saranno in futuro...

Quanto ai motivi del mio essere -da sempre- “fuori dal giro”, bah, la lista di ipotesi potrebbe essere assai lunga: mancanza di “pezzi abbastanza forti”, mancanza di sufficiente talento, il destino, l’avere un pensiero e una condotta di vita assai poco “radiotelevisivi”, mancanza di fortuna, o ancora il non essere capace di curare le mie P.R. a causa della timidezza, della “paura di disturbare”, e soprattutto a causa delle mie priorità.

Già, forse questa è un’altra risposta plausibile. Perché fare la cantautrice non è mai stata una priorità assoluta. Ben inteso, la musica (che faccio e che ascolto) ha avuto ed ha un’importanza fondamentale nella mia vita: è l’oasi vivificante dove mi rifocillo, mi rigenero, e mi ricarico. E la musica è anche il lavoro che mi ha permesso di vivere (o, meglio, di ‘sopravvivere’) fino ad oggi. Ma non mi è mai interessato l’apparato “radio-televisivo-discografico-economico” che sta intorno alla “musica di successo”; per certe cose bisogna essere tagliati.....

Obiettivo prioritario è per me, da sempre, la mia personale battaglia contro l’antropocentrismo. La lotta antispecista è a mio parere inscindibile dalle altre lotte di liberazione; sono infatti convinta che percorsi di lotta parziali perdano gran parte della loro forza e credibilità proprio a causa della mancanza di visione globale.

Il mio antispecismo mi ha portata fin da giovane a scelte piuttosto radicali come il vegetarismo, l’antivivisezionismo, uno stile di vita il più possibile pacifico e “cruelty free” per tentare di aiutare gli animali, il pianeta, e la parte del mondo che non riesce a mangiare né a bere.... Tentare di cambiare il mondo che non mi piace partendo da me; facendo prima dentro e poi al di fuori la mia personale ‘rivoluzione’. Non mi interessano le scelte esteriori, i bandieroni.

Il vegetarismo ha motivazioni direttamente e strettamente legate alla fame nel mondo, motivazioni economiche, ecologiche, etiche, imprescindibili, che non dovrebbero più essere ignorate soprattutto da chi ha a cuore certe cause....

Tutto questo, probabilmente, sarebbe pochissimo adatto ad una “cantautrice di successo”, no?!......


A Genova ci sono tanti artisti, tanti gatti, un fracco di poeti: ma è un po’ forzata , secondo te, l’immagine che stiamo esportando della nostra città: Genova vice-Parigi, Genova quasi come Bologna? E’ l’immagine autentica della città o si tratta di vernice, di trucco, roba –per dirla con Gaber- “da Ente del Turismo”?


ma quale parigi, quale bologna, qui se incontri uno che conosci per strada, manco ti saluta.... per carità, ben vengano gli sforzi per migliorarla, per migliorarci, ma genova è più schiva, più refiosa....


Gli anarchici duri, quelli notturni, stanno scrivendo sui muri del Centro Stortico: I RICCHI A BEGATO, NEI VICOLI RESTIAMO NOI. Cioè si oppongono a questo “restauro” della vecchia Genova , alla trasformazione dei neri e cupi vicoli dove brillava il color di foglia della graziosa di De Andrè in angolini carini e costosi, roba da professionisti, insomma, dentisti milanesi, commercialisti bergamaschi, intellettuali di Albaro e Castelletto, architetti… E questo comporterebbe l’allontanamento degli “indesiderabili”, dei “non adattabili”, degli “impresentabili”: vale a dire la deportazione della povera gente, dei tossici, dei travestiti, delle prostitute, degli immigrati in posti come il Cep, Begato, il Biscione.

Ma tu la rimpiangi la Genova di “prima dell’Expo” o no?


non saprei, vedo sia pro che contro......


Io sono d’accordo con chi dice che non esiste una “scuola genovese” della canzone: tra Gino Paoli e De Andrè ci sono differenze enormi, così come tra Max Manfredi e te. Se sei d’accordo proviamo ad inventarcela una scuola, fuori dai confini cittadini e regionali. Tu insieme a chi ti mettersesti? Non so: Teresa De Sio? Laura Pausini? I 99 Posse? Ornella Vanoni? Claudio Lolli? Immaginati in un gruppetto di colleghi che non solo stimi ma che, anche, ti assomigliano, in qualche modo.


bè, non so se loro mi assomiglino; quel che è certo è che, musicalmente parlando, vorrei io assomigliare loro...... se mi lasci andare anche fuori dai confini regionali, insomma fuori da qualsiasi confine, mi piacerebbe una scuola tutta al femminile insieme a Nina Hagen, Sainko, Dulce Pontes, Ima Sumac, .......

Purtroppo non potrebbe essere con noi colei che è sempre stata il mio unico modello di riferimento vocale in italia: l’inarrivabile Giuni Russo.


Ma tu ti consideri una cantante, una cantautrice, di protesta? Le etichette non piacciono a nessuno: ma la tua canzone, senza sottilizzare troppo, potremmo definirla “di protesta”?

la mia personale protesta dura da vent’anni, non solo attraverso le canzoni che compongo (anche attraverso quelle, s’intende); soprattutto nel modo di vivere quotidiano, nella scelta delle priorità. Il fatto di avere rinunciato a cambiare la cinquecento e a comprarmi vestiti, in nome di altre priorità -come accudire creature sfortunate e indesiderabili, come investire tempo, energie, denari per promuovere idee- be’, questa è la mia personale protesta contro tutto ciò che mi circonda e non mi piace, tutto ciò per cui da sempre soffro. Io ritengo abominevoli tutte le persecuzioni, e la più orrida ed estesa nel tempo e nello spazio è quella dell'“homo sapiens” ai danni delle altre specie animali.
Ciò che meglio descrivono le parole di Isaac Bashevis Singer:
"..... Il vegetarismo è la mia religione, la mia protesta contro la condotta del mondo.
Essere vegetariani significa dissentire, dissentire con il corso degli eventi attuali.
Energia nucleare, carestie, crudeltà: dobbiamo prendere posizione contro queste cose.
Il vegetarismo è la mia presa di posizione.
E penso che sia una presa di posizione consistente. ........"

Vai mai a cantare nei Centri Sociali? Qui a Genova ne abbiamo qualcuno. Ti piacciono i Centri Sociali? Claudia è più a suo agio al Burridda o in qualche locale da venerdì sera sulla passeggiata di Nervi, di Santa Margherita Ligure?


Mi è capitato di suonare sia negli uni sia negli altri posti.

Chi vive (o “sopravvive”) di musica non può permettersi di selezionare i (già pochi) locali o comuni che ti chiamano a suonare.

E’ chiaro che in un tipo di situazione si va per lavoro, e quindi dietro compenso, mentre in altre situazioni si va per volontariato, per partecipazione, come nel caso di diverse città del nord, dove vi sono ragazzi dei centri sociali che periodicamente organizzano Veggy-feste di autofinanziamento, con cena vegan, musica, proiezione di filmati sui macelli, sulla vivisezione, sui movimenti di Liberazione Animale. Belle occasioni di antispecismo, di volontariato, di protesta, di incontro, di presenza attiva. Di partecipazione.


Tanti anni fa ti sei candidata nei Verdi. Lo sai che ti ho votato? Dico davvero. Meglio i politici o i cantanti?


grazie per la fiducia!... direi che per certi versi alcuni politici e alcuni cantanti si rassomigliano; ognuno nel proprio differente ambito veste un ruolo, dice le cose usando il linguaggio appropriato al personaggio, sventola l’apposito bandierone per accontentare il proprio pubblico.......

ma è cambiare davvero, ma è cambiare di dentro che è un’altra cosa!”.

Per quanto mi concerne strettamente, la mia (breve) esperienza con la politica non ha fatto che confermarmi quanto dicevo qui sopra.


Hai voglia di entrare un po’ più nel merito del tuo impegno per l’ambiente, per gli animali?


ti dicevo, è la mia vita...

la sola cosa che ritengo avere importanza, quando mi troverò in fondo all’imbuto, sarà potermi dire:

ho provato a migliorare me stessa, ho provato a migliorare il mondo intorno a me, ho provato ad alleviare le sofferenze di coloro che sono perseguitati dai miei dissimili-simili, ho provato a combattere la tirannide antropocentrista e specista”


Animali e canzoni. Qual è la più bella canzone scritta sugli animali? Vale tutto, da L’Arca di Noè a La bella tartaruga, da Il cobra a La Fiera dell’Est, fai tu.


In vetta alla mia personale hit parade:

MEAT IS MURDER, di Morrissey (The Smiths);

LOOKING FOR CHANGES, di Paul McCartney;

INSENSIBILIDAD, e ANIMALES DE LABORATORIO, degli SKA-P;

DON’T KILL THE ANIMALS, di Nina Hagen e Lene Lovich;

e anche:

E’ colpevole uguale, e Diritto alla vita, dei MAB;

Animal Liberation, dei Los Fastidios;

La diserzione degli animali del circo, degli YoYoMundi;

Blood pits, dei Purification;

Sarcofagia, di Battiato; .....

intervista a cura di Gianni Priano


breve bio

di Claudia Pastorino


Cantautrice e scrittrice, nata a Genova dove vive. Svolge da anni concerti, sia come cantautrice sia come interprete, in Italia e in Europa.

Insegna Tecnica Vocale in due Scuole di Musica di Genova (è Socia dell’Associazione Insegnanti di Canto Italiani, AICI).

Ha pubblicato tre CD, di cui ha composto testi e musiche:

- “I gatti di Baudelaire” Polygram,1995

- “Inventare l’allegria” Polygram,1997

- “Trentanni” Cd Company,1999

oltre a sette compilation-tribute (tra cui Morrissey, De André, Nick Drake).


Da anni si dedica ad attività di ricerca sulle Dottrine religiose biocentriste, con particolare riguardo al Catarismo e al Jainismo.

Ha pubblicato:

- “Saman Suttam, il Canone del Jainismo, la più antica Dottrina della Nonviolenza”

Mondadori, 2001

- “Il Jainismo, la più antica Dottrina della Nonviolenza, della Compassione e dell’Ecologia” Edizioni Cosmopolis, 2002

- “L’Essenza del Jainismo. La storia, il pensiero, le fiabe” Editori Riuniti, 2003

- “La centratura del tao” Ed. Clandestine, 2000.




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