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CINEMA

Fascisti in vacanza su Marte

“Ormai la smentita è organica all’affermazione ed è diventata una ginnastica pesantissima. Peccato che stavolta Berlusconi non abbia smentito la cosa più grave: che il fascismo, cioè, sia stato un regime che ha ucciso e massacrato. Tanto che il più imbarazzato è proprio il suo alleato Gianfranco Fini impegnato da anni a prendere le distanze dal Ventennio”. Dopo aver allarmato l’Europa intera l’ultima “offensiva revisionista” del nostro premier è arrivata anche su Marte. Lassù dove il manipolo di valorosi camerati guidati dal gerarca Barbagli, al secolo Corrado Guzzanti, è impegnato nella conquista del pianeta “bolscevico”. Vi ricordate Fascisti su Marte la striscia “semiclandestina” di Raitre in onda la scorsa stagione all’interno de Il caso Scafroglia? Ebbene, sta per diventare un film per la regia dello stesso Guzzanti e Igor Skofic (produce Fandango). I primi quaranta minuti sono già stati mostrati al festival di Venezia, mentre continuano le riprese fino ai primi di ottobre in una cava alla periferia di Roma. Qui è stato ricostruito Marte, “un set - spiega Guzzanti vincitore, proprio l’altra sera, del Premio per la satira politica di Forte dei Marmi - a geologia accelerata: vengono continuamente camion a buttare giù montarozzi”. Ma questo non piega l’umore della truppa: i cinque camerati (Andrea Blarzino, Marco Marzocca, Lillo Petrolo, Andrea Purgatori e Andrea Salerno), “tutti attori non presi dalla strada, ma dalla redazione”, continuano a combattere nel vuoto del deserto marziano contro il “complotto comunista”.

Insomma, di fronte al pesante revisionismo storico dei nostri giorni lei prosegue col suo “fantarevisionismo”?

Beh coi tempi che corrono è sempre più difficile offrire una copertura satirica. Chissà, tra poco Marte non sarà più sufficiente e bisognerà arrivare sul Sole. Facendo appello al patriottismo per smentire il paragone Saddam-Mussolini, Berlusconi non fa altro che rivendicare la superiorità del valore della patria su quello della verità. Così si nega l’antifascismo come elemento fondante della nostra democrazia. La Resistenza non esiste più, anzi diventa un fatto folcloristico che magari ha pure dato fastidio agli americani. Quelli che ci hanno liberato davvero, non dal fascismo, ma dal nazismo.

Meglio andare su Marte allora?

È un modo per sfuggire ai nuovi toni da guerra fredda che si sono impadroniti della politica italiana. Sembra di stare costantemente di fronte al derby Roma-Lazio. La destra colpevolizza la sinistra come se fosse l’artefice dei progrom di Stalin. È tornato il linguaggio del maccartismo. E, durante la guerra in Iraq, sono persino tornate in voga espressioni tipo “portatori di civiltà” a proposito degli americani. Ma anche da sinistra la situazione non cambia. Si banalizza in tutti modi la destra al fine di identificare un nemico, un avversario. Così l’unica identità che resta è quella dell’”anti” che interrompe ogni forma di comunicazione e di riflessione e il paese non arriva a nessuna forma di verità. Come fare satira, allora? Dopo Tangentopoli la mia è divenuta più cronachistica, ma ho capito in breve che rimarcare le contraddizioni della classe politica non serviva a molto. Soprattutto con la Seconda Repubblica che ha inglobato direttamente le sue autocontraddizioni. Tutto è falso e vero allo stesso tempo. Persino la storia si può smentire come si vuole. Da qui è nata l’idea di andare su Marte. Una sorta di aventinismo della satira che gioca, appunto su valori arcaici e obsoleti che non appartengono alla realtà.

La satira può andare su Marte. Ma per i cittadini è un po’ diverso. I toni sono esasperati, è vero, ma anche la destra italiana lo è...

Certo, non è neanche una destra come quelle europee. Il problema in Italia è che da Craxi in poi è finita l’epoca mitologica della politica. Non ci sono più i padri storici come Berlinguer, ma abbiamo al potere i nostri compagni di classe più ignoranti che non sanno neanche cosa sia il Parlamento.

A sinistra, però, si stanno facendo dei tentativi, almeno per mettere insieme le varie “anime”...

Mah, mi sembrano cose consolatorie che fa piacere sentire. Però mi sembra difficile poter conciliare le posizioni di Bertinotti con l’obiettivo di una sinistra unitaria, non ho molte aspettative.

E che aspettative ha di fronte agli avvisi di garanzia recapitati ai poliziotti indagati per le violenze alla caserma di Bolzaneto? Si parla di tortura...

Spero che si riesca ad arrivare al fondo dell’inchiesta. In tutta la vicenda del G8 di Genova è facile leggere elementi di regime, basati su abusi di potere incredibili. Ecco, quello del G8 è stato un caso di revisionismo istantaneo. Si è subito tentato di cambiare la realtà nonostante quei giorni siano stati i più documentati della storia. Ore ed ore di riprese ci hanno mostrato violenze e pestaggi e quindi il tentativo di smentire la potenza di quei documenti è stato ancora più imbarazzante.

Il ministro Pisanu, proprio oggi, ribadisce la sua “solidarietà” alle forze dell’ordine...

E già, anche questo è tipico della destra. Nei film americani vediamo poliziotti corrotti e drogati, nel nostro cinema è impossibile immaginarlo. Anzi è un vero tabù. I Carabinieri delle fiction sono personaggi angelicati al servizio dei cittadini che non farebbero male ad una mosca. E questa immagine fa male prima di tutto alle stesse forze dell’ordine.

Se la satira si ritira sull’Aventino, la politica che deve fare?

Beh sarebbe triste affidarsi alla satira per cambiare le cose. Ma anche la politica non mi dà molte aspettative. Credo piuttosto che la spinta debba venire da noi stessi, da una maggior senso di responsabilità dei cittadini in modo da difendersi da un attacco così esasperato e così dannoso per tutti. Ben vengano le manifestazioni, le proteste, le prese di posizione. Dalle speranze che mi davano solo angoscia mi sono liberato molto tempo fa, così non aspettandomi nulla, quando arriva qualcosa di positivo mi sembra un regalo.

Intervista di Gabriella Gallozzi – L'UNITA' – 15/09/2003

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