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CINEMA

Dario Argento, la televisione si tinge di nero

Si aspetta il grande ritorno di Dario Argento al cinema dell'orrore puro con il terzo episodio della trilogia demoniaca La Terza Madre (i primi due erano Suspiria e Inferno), ma intanto il regista italiano più visionario, ha appena ultimato due progetti televisivi, che avranno poi una larga diffusione internazionale in dvd. Ti piace Hitchcok?, episodio pilota di una serie di 6 film, girato per la tv italiana, verrà trasmesso nella prossima stagione televisiva. Jenifer, invece - che verrà presentato in novembre al Torino film festival - appartiene a un progetto americano intitolato Masters of Horror, che contiene 14 film realizzati da altrettanti maestri del cinema dell'orrore internazionale: Joe Dante, John Carpenter, John Landis, George A.Romero, Larry Cohen, Roger Corman, Don Coscarelli, Mick Garris, Stuart Gordon, Tobe Hooper e appunto il nostro Dario Argento. Nel 1973 e poi nel 1987, il regista romano aveva già lavorato per la televisione, con le serie La porta sul buio e Gli incubi di Dario Argento.

Quando hai realizzato il tuo film d'esordio L'uccello dalle piume di cristallo (1969), la critica ti aveva paragonato a Alfred Hitchcock.

Non c'entrava niente, realizzandolo non ho mai pensato al regista inglese. Era stata invece una trovata dell'ufficio che gestiva la pubblicità de L'uccello dalle piume di cristallo. Dicevo che ero un Hitchcok italiano, un nuovo Hitchcock. Ma in realtà il film aveva una suspense diversa, lo slogan però piacque ai critici e per molto tempo mi è rimasto attaccato. Anche il secondo (Il gatto a nove code) e il terzo film (Quattro mosche di velluto grigio) non c'entravano niente. Non riesco a trovare tra i miei lavori uno che si possa definire hitchcockiano.

Invece nei tuoi film ci sono molte citazioni che provengono dal suo cinema: i vermi come gli uccelli in Suspiria (1977) per esempio. Ma citi anche molti altri registi...

È il mondo del cinema che mi interessa. Nel mezzo di una scena inventata da me c'è una citazione, un parallelo con una scena che ho già visto, può provenire indifferentemente dall'espressionismo tedesco o dal cinema sperimentale.

Hai lavorato due volte con Alida Valli (in Suspiria e in Inferno) che aveva lavorato con Hitchcock nel Caso Paradine.

Ma non è per questo che la scelsi, mi piaceva molto la sua forza.

Com'è nata l'idea di Ti piace Hitchcock?

Pensando ai film meno conosciuti di Hitchcock come Delitto per Delitto... Lo sceneggiatore Franco Ferrini, quando abbiamo iniziato a scrivere questo film, abitava di fronte a una videoteca. Ho quindi immaginato un giovane studente, che deve scrivere una tesi sull'espressionismo tedesco. Per questo lavoro interagisce con la videoteca. Conosce il proprietario, si fa dare i film.

Ti piace Hitchcock? è più un film-citazione o un film omaggio?

Il film è quello che ho voluto fare, non c'è solo Hitchcock, ma anche l'espressionismo tedesco, c'è Nosferatu di Murnau e Dziga Vertov. Il protagonista ha dei dubbi sulle azioni di due ragazze, gli sembrano strane, sospette. Si scopre voyeur, ha una piccola dose di malattia mentale.

I diversi episodi avranno tutti lo stesso protagonista?

No, sono tutti degli episodi autonomi, con delle storie e dei protagonisti diversi. Durano ognuno 90 minuti come un film per il cinema.

Il compositore Pino Donaggio ha realizzato la musica del primo episodio. Gli hai chiesto di riferirsi alle colonne sonore dei film di Hitchcock?

Gli ho chiesto di ispirarsi a una certa musica hitchcockiana, soprattutto quelle di Bernard Herrman. Mi sono poi permesso di rifare sia alcune colonne sonore sia di replicare i dialoghi e i rumori. Come per esempio il finale di Delitto per Delitto.

E l'esperienza americana, com'è nato il progetto di Jenifer?

Mi hanno chiamato, il film è americano anche se è stato girato a Vancouver, nel Canada. Ho avuto la possibilità di parlare con alcuni degli altri registi coinvolti prima di prendere una decisione e così ho deciso di partecipare. Avevo appena finito di girare Ti piace Hitchcock?. Jenifer è tratto da un fumetto degli anni `70, molto bello, di Bruce Jones e Bernie Wrightson. Un pezzo unico. È stato adattato per il grande schermo da Steven Weber, che è anche l'attore protagonista del film. Dovevo fare il missaggio di Ti piace Hitchcok? e quindi non avevo il tempo di andare sul posto per preparare il film. La prima parte del casting e delle location, l'ho fatta restando a Roma, via Internet. Ogni giorno mi mandavano dei provini, avevano trovato delle location, le avevano filmate con la telecamere e me li inviavano. Ho preso le prime decisioni a distanza. Poi sono andato sul posto.

È la prima volta che giri su una idea di base che non è la tua...

Dopo un po' me ne sono appropriato. È diventata mia e adesso, in qualche modo, appartiene al mio universo. John Landis ha girato appena prima di me, sono andato sul set e ho capito che ogni film è diverso dell'altro e questo è bello.

Ci mancano solo Sam Raimi e Brian De Palma.

Brian stava girando Black Dalhia e non poteva farsi coinvolgere. Credo che sia la stessa cosa per Sam Raimi.

Gabrielle Lucantonio – IL MANIFESTO – 20/07/2005

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