| BIBLIOTECA | EDICOLA |TEATRO | CINEMA | IL MUSEO | Il BAR DI MOE | LA CASA DELLA MUSICA | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | NOSTRI LUOGHI | ARSENALE | L'OSTERIA | IL PORTO DEI RAGAZZI | LA GATTERIA |

CINEMA

Linch il Leone. Meditate, gente, meditate

Venezia riconosce lo stile “visionario e inquietante” di David Lynch. Il regista di Twin Peaks, Mulholland Drive e Velluto Blu riceverà il Leone d’oro alla carriera il 6 settembre alla proiezione, nella sala Grande del Palazzo del cinema, del suo nuovo film, Inland Empire, in cui Jeremy Irons e Laura Dern sono i protagonisti della misteriosa storia di una donna in pericolo in un sobborgo di Los Angeles. Il regista vuol mantenere segreta la trama, il direttore della Mostra Marco Müller ha descritto il film come “una sorta di apologo taoista su "chi guarda chi" o meglio "chi sta sognando chi"”, “un incubo a occhi aperti dall’inizio alla fine”, dal New York Film Festival è trapelato che “un’attrice (Laura Dern) viene avvertita che il suo nuovo film è maledetto, una famiglia di persone con teste di coniglio compie azioni da sitcom in un teatro di posa come se partecipasse a un rituale solenne” e Inland Empire affronta temi cary a Lynch: “lo sfruttamento delle giovani donne, la mutabilità dell’identità, l’anima onnivora di Hollywood”. Il regista, però, ha ormai un altro scopo nella vita: diffondere la meditazione trascendentale e di questo vuole parlare in un’intervista rilasciata poco prima di sapere del Leone e sul quale non ha voluto rilasciare commenti.

Da quanto pratica la meditazione trascendentale?

Da 32 anni, due volte al giorno. Non posso dire di essere illuminato, ma credo di esserci vicino. Mi sono lasciato alle spalle una vita piena di rabbia, ansia, paura. Non sono emozioni positive da provare, sono cose che possono ucciderti. Quando sono cambiato la prima ad accorgersene è stata mia moglie. Avevo iniziato da appena un paio di settimane e lei mi ha chiesto “Dov’è finita la tua rabbia?”. Non c’era più. È come se mi si fosse accesa una luce.

C’è una religione di riferimento?

No. La meditazione non è una religione, ed è molto più antica di qualsiasi chiesa. È un sapere che si trova dentro di noi. Non è magia nera, non è una truffa come tanti culti diffusi al giorno d’oggi. Bastano due o tre lezioni per imparare la tecnica, e il resto sta alla persona. All’inizio non ne parlavo con nessuno, ma ora ho capito quali potenzialità ha e voglio diffondere la luce che ha portato a me. Viviamo la nostra vita come un incubo e non è giusto. La meditazione è la verità che abbiamo dentro di noi e voglio diffonderla anche tra i bambini.

Anche loro possono praticarla?

Certo, anzi, sarebbe un modo nuovo per affrontare la scuola. Io la ricordo come un brutto periodo, non ho imparato nulla, non mi hanno mai messo in grado di sfruttare il mio intero potenziale e le uniche cose che ricordo accadevano fuori dalla scuola. Insomma, la odiavo. Grazie alla meditazione, invece, si può attivare tutto il cervello, non solo la parte che usiamo di solito, e le cose cambiano.

Per diffondere la meditazione nelle scuole lei ha creato la David Lynch Foundation for Consciousness - Based Education and World Peace.

Sì, e sono andato di persona a conoscere i ragazzi. Ma la fondazione ha anche un altro scopo, raccogliere soldi. Servono per creare una fabbrica della pace, deve lavorare 24 ore su 24 per portare l’illuminazione a livello globale.

Ma come funziona?

La conoscenza è come un’alba: illumina tutto dall’interno e regala la felicità. È come trasformare un giorno feriale in un sabato mattina. Maharishi Mahesh Yogi è uno dei maestri della conoscenza totale. Sostiene che esiste una base comune per tutte le cose, un campo unificato che è conosciuto da sempre da chi pratica la meditazione trascendentale, ma che solo negli ultimi 30 anni è stato scoperto anche dai fisici. È alla base di tutto, molecole, atomi, particelle subatomiche, forze; un livello dove tutto è uguale, dove tutto è insieme, da cui tutto emerge. È ciò che non si manifesta e che diventa universo. Un campo che ha qualità, come l’intelligenza, l’amore, l’energia, il potere, la felicità pura, la creatività: tutte cose che creano, ma che esistono in una sola cosa, in un solo campo, sempre colmo, sempre pieno, sempre uguale. Con la meditazione si cerca di scavare dentro di sé per raggiungere la fonte del pensiero.

Come mai non racconta queste cose nei suoi film?

Nell’arte, nei libri, nei film, l’infelicità e il dolore offrono un’infinita gamma di possibilità. Una storia felice dall’inizio alla fine è una storia noiosa. Ma non è vero che per creare bisogna soffrire. Bisogna conoscere la sofferenza, ma io quando creo sono felice. Mi innamoro delle idee e le seguo, le curo nel miglior modo possibile.

Cosa intende con illuminazione globale?

I leader della Terra potrebbero finalmente aprire gli occhi e capire che il loro approccio al mondo è totalmente sbagliato. Se praticassero la meditazione trascendentale potrebbero arrivarci. Ma non credo che a Bush interessi quello che dico o che lo capirebbe. Uccidere nel nome della pace è la cosa più assurda. Non si può scegliere il proprio capo in base a chi parla meglio. Per questo voglio portare l’illuminazione tra i ragazzi: loro nascono puri ma vengono subito trascinati nella paura. Se i potenti sapessero meditare le tante guerre che continuano a scoppiare, Medioriente in primis, non sarebbero neppure prese in considerazione.


Intervista di Francesca Gentile – L'UNITA' – 22/08/2006

| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO | LA POESIA DEL FARO|