| BIBLIOTECA | EDICOLA |TEATRO | CINEMA | IL MUSEO | Il BAR DI MOE | LA CASA DELLA MUSICA | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | NOSTRI LUOGHI | ARSENALE | L'OSTERIA | IL PORTO DEI RAGAZZI | LA GATTERIA |



MUSICA

A sinistra ma da uomo libero

Vai a dire a Francesco De Gregori che è un uomo schivo, e lui ti guarda storto. Non troppo storto, ma di quel tanto che lo mette sulle difensive. Vai a dirgli che passano gli anni e non è cambiato, a parte qualche sfumatura della barba che vira verso il grigio-bianco, e sorride rassegnato. Vai a dirgli che è un poeta della canzone, e ti risponde che lui è un cantante, neppure un cantautore.

Solo un cantante. Ma come, De Gregori, il principe dei cantautori, il più elegante, il più sottile, forse il più ermetico, e si definisce un cantante? Un cantante e autore. Punto e basta. L'unico che non ha ancora avuto la tentazione di raccogliere i suoi testi in volume, e non lo farà mai. L'unico che in questi trent'anni e più di brillante carriera non ha mai avuto la tentazione di scrivere un romanzo. E ormai lo hanno fatto tutti. Un cantante impegnato, certo. Ma non andare a dirgli che lui è un 'icona politica della sinistra, perché su queste cose non ti segue.

Il cielo del pomeriggio è biancastro di sole e di nuvole, come i pomeriggi di certe sue canzoni. A casa sua pareti bianche e divani bianchi. Un piano a coda Steinway and Sons in fondo a una stanza. Sotto, il silenzio di Roma che in certi momenti può sorprendere. Un silenzio fermo come un orologio che qualcuno ha dimenticato di caricare. Per aperitivo, un bicchiere di vino rosso. Come prima domanda, la solita, la stessa per tutti.

Francesco per chi voti alle europee?

Voto per l'Ulivo. Con convinzione, con la convinzione solita che ho sempre avuto. Non ho mai votato né a sinistra e né a destra di quello che un tempo era il Pci. Però vorrei dire che non ho mai votato perché sentivo un'appartenenza a questo partito, ma di volta in volta verificavo che lie idee e i miei valori si riconoscessero in quel partito.

Cosa intendi per appartenenza?

Io non mi sento di appartenere alla sinistra. Io voto a sinistra ogni volta da uomo libero. Da uomo che si riconosce in un sistema di valori.

Ti è mai venuta la tentazione di astenerti?

No, devo dire che io ho goduto la prima volta che ho votato. Avevo diciotto anni. E fu un'emozione. Ero un adolescente che aveva cominciato a interessarsi di politica, a discutere, a comprare i giornali, a leggere. E finalmente potevo esercitare nel voto quello che ero stato in quegli anni.

Qualcuno ti ha mai offerto in questi anni un seggio elettorale?

Forse sì, ma non me lo ricordo proprio. Io faccio già un mestiere difficilissimo.

Beh non certo un mestiere qualunque, tu sei un personaggio pubblico, uno che può anche influenzare le persone...

E questo mi da fastidio. Non vorrei convincere nessuno a votare a sinistra perché io voto a sinistra. Lo trovo perfino antidemocratico.

Però chi ascolta i tuoi dischi ascolta la musica di un uomo che è collocato a sinistra, e che della sinistra esprime i valori.

Io sono un uomo che sta a sinistra, e che non è di sinistra. Non credo che nessuno di quelli che ascoltano i miei dischi abbiano cambiato idea solo per il fatto di ascoltarli. Non è questo che mi interessa. So che ci sono molte persone di destra che amano le mie canzoni e che rimangono tranquillamente di destra. Questo da prima che io scrivessi il cuoco di Salò.

Come è cambiato il tuo modo di pensare la politica, di sentire la politica in questi anni?

E' inevitabile che quando hai vent'anni percepisci tutto il mondo che ti circonda con più passionalità e calore, generosità e molta ingenuità. Un tempo si facevano grandi discussioni, risse verbali, che oggi non ci sono più. Sai, è anche il mondo intorno a noi che non parla più di politica come si faceva un tempo.

E non ti manca un po' quella passione politica di una volta?

Ma sì, un po' mi manca. Ma continuo ad avere la mia passione di lettore di giornali, di attento osservatore di quello che succede nel mondo. Diciamo che sono sempre più annoiato dalla parte tecnica della politica. Non riesco più a capire le segmentazioni all'interno della sinistra. Mi dà talmente fastidio che questo avvenga, che giro la testa dall'altra parte. Perché penso che possano essere dannose.

Ti danno fastidio le divisioni nella sinistra. Ma tu hai nostalgia del partito monolitico? Del pci che hai sempre votato?

Nostalgia no. Come si fa a parlare di nostalgia, quando un processo si è compiuto. Posso provare nostalgia per la figura di Enrico Berlinguer, il mio essere stato un uomo di sinistra è passato attraverso la figura di Berlinguer. Con Berlinguer la politica della sinistra cominciava ad emanciparsi dal modello sovierico, da un certo stalinismo. Subivo il suo fascino intellettuale, ma anche il fascino morale.

E i leader di oggi?

Ma è difficilissimo dare pagelle. Veltroni è un mio amico, e quindi è fuori gioco.

Fassino?

Fassino mi piace moltissimo. Ha sofferto molto per l'aggressione che ha subito alla manifestazione per la pace, e per le aggressioni che continua a subire.

Massimo D'Alema?

Ma sai, il mio non interessarmi di politica mi ha portato anche a non capire D'Alema cosa stia facendo. Però è difficile non essere d'accordo con D'Alema. Quando lo vedo in televisione è ineccepibile.

Ti associ a Moretti, quando in “Aprile” chiede a D'Alema di dire qualcosa di sinistra?

Ma no. Moretti fa un altro mestiere. Non è un politico. E D'Alema dice continuamente cose di sinistra.

Ma tu avresti fatto come Nanni Moretti? Saresti salito sul palco a dire quelle cose sui leader dei Ds?

Moretti ha fatto un gesto politico che io non avrei fatto. Anche perché probabilmente non avevo questa passione dentro di me, forte, che Moretti aveva. Non l'avrei fatto, ma quando l'ha fatto ho condiviso questo grido di dolore.

Condiviso fino in fondo?

Ho condiviso di meno quell'essersi lasciato intrappolare nei girotondi. E poi filarsela un po' all'inglese.

Dei girotondi cosa pensi?

Un fatto positivo, perché espressione di una voglia di fare politica che è partecipazione. Ma la contrapposizione frontale e radicale dei girotondi l'ho trovata in certi momenti poco produttiva. Non credo che attaccare i nasi finti sui manifesti di Berlusconi sia un modo di vincere le elezioni. E i girotondi, non dico che facessero questo o solo questo, ma in loro c'è poca analisi politica.

Cosa vuol dire oggi essere di sinistra?

Mi aspettavo questa domanda. Ma intanto la sinistra si riconosce nel concetto di solidarietà. E da questo nasce tutto: la legalità e la voglia di condividere le ricchezze del pianeta.

Il pacifismo?

Sì, certamente. Ma non sarei un pacifista senza se e senza ma.

Quando hai cominciato a interessarti di politica. E quando hai capito che eri di sinistra?

A quattordici o quindici anni.

Le prime manifestazioni?

Guarda di manifestazioni pochissime, un paio al massimo in tutta la mia vita. E ci sono andato non solo per passione politica. Ma anche per le compagne di scuola. Però ho sempre provato imbarazzo a manifestare attraverso slogan.

Francesco, qual'è la canzone più politica che hai scritto?

Non credo di aver mai scritto canzoni politiche. Se poi vuoi dire che tutte le canzoni sono politiche. Forse è vero.

Dai, non hai mai pensato a scriverne una?

Se devo essere sincero qualche tentazione alla Pietrangeli ce l'ho avuta, ma quando ero proprio ragazzino. Però poi le ho buttate via.

Viva l'Italia” non è una canzone politica?

Non so se è una canzone politica. E' una canzone d'amore per questo paese. Ma insomma non mi sono mai posto un problema del genere. Forse la risposta giusta è che tutto è politico. E allora anche “Buonanotte fiorellino” è una canzone politica. Perché non parla più della donna sottomessa degli anni Sessanta: è una canzone dove la figura femminile esce assolutamente emancipata, libera di andarsene, di tradire.

Il tuo è un lavoro un po' da rabdomante. Di uno che sente i tempi. L'hai sempre fatto. “Rimmel” ha aperto gli anni settanta. “Canzoni d'amore” ha anticipato le tragedie di questi anni. Oggi cosa vedi?

Oggi capisco che i problemi italiani sono veramente piccola cosa rispetto al mondo. Le grandi battaglie vanno fatte sulla mancanza d'acqua nel nostro pianeta. Non possiamo pensare che i problemi italiani siano il ministro Gasparri, che non passerà di certo alla storia.

Non direi proprio.

E lo dico con rispetto. Ho imparato a rispettare gli avversari. Ma ormai capisci proprio la lateralità delle politiche nazionali.

Senti, se l'Ulivo ti chiedesse un inno, tu lo scriveresti?

Non ci troverei nulla di male a scrivere un inno per l'Ulivo. Ma non è il mio mestiere. Venditti ad esempio è stato bravissimo a farlo per la squadra della Roma. Io non sarei capace. E nessuno è capace. Senti l'inno di forza Italia. Nemmeno Bondi sarebbe in grado di cantarlo e di emozionarsi.

Ne sei sicuro? Bondi si emoziona già con le iniziali di Berlusconi.

E' che l'inno di Forza Italia non è un inno. E' una cosa che non ti rimane in mente. Io dico che gli inni vanno cercati nel passato, nella tradizione. I Ds sono un partito moderno che ha tradizioni che non vanno abiurate. E quindi dovrebbero avere un inno storico.

Però al Palalottomatica a Roma, Romano Prodi è entrato sulle note di “Una vita da mediano” di Ligabue.

E' una bellissima canzone quella di Ligabue. E prodi è un politico che ammiro e per cui faccio il tifo. Ma trovo incongrua quella mistura. Mi è sembrata una cosa senza senso. Come del resto quando i Ds mettevano “La storia siamo noi” ai congressi. Non sono inni, sono canzoni. D'altronde non è che Kerry in campagna elettorale mette Bruce Springsteen.

Nessuna speranza allora. Non hai mai cantato nemmeno una volta l'Internazionale?

Ah sì, quella sì, l'ho anche incisa. Anzi, mi fai fare un appello ai lettori dell'Unità?

Che appello?

All'inizio degli anni Settanta, con Venditti e Mario Schiano facemmo un disco cantando l'Internazionale. Io non ce l'ho più quel disco, e mi piacerebbe averlo. Se qualcuno che ci legge lo possiede, sappia che sono disposto a comprarlo. A un prezzo ragionevole, si intende.

Intervista di Roberto Cotroneo – L'UNITA' – 17/04/2004



| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO | LA POESIA DEL FARO|