IL CINEMA RITROVATO

VITTORIO DE SICA

A cento anni dalla nascita


Parlami d'amore Mariù

FILMOGRAFIA


Neorealismo


RICONOSCIMENTI ARTISTICI

Cenni biografici

Associazione amici di De Sica

Nato a Sora il 7 luglio 1901, si spegne a Parigi il 13 novembre 1974

Regista e attore italiano, occupa un posto di rilievo nella storia del cinema.
Cresce a Napoli, ed esordisce come attore teatrale interpretando il ruolo del giovanotto vanesio ma onesto, che ricoprirà successivamente anche nel cinema. A ventidue anni arriva il suo debutto a teatro, nella compagnia della Pavlova: anche se già da qualche anno si cimenta in prove d'attore.

Approda al cinema nel 1918 quando riveste un ruolo secondario ne "Il processo Clemenceau" di Bencivenga. Successivamente compare in altri film, ma ottiene un grande successo di pubblico solo nel 1932, quale protagonista di "Gli uomini, che mascalzoni!" di Mario Camerini.

I più bei film di De Sica

I bambini ci guardano

Ladri di Biciclette

Sciuscià

Miracolo a Milano

Umberto D.

Nel 1933 con sua moglie Giuditta Rissone, attrice comica e maliziosa e Sergio Tofano, fonda una sua Compagnia teatrale. Si specializzano in un repertorio brillante ma mettono in scena pièce come Il matrimonio di Figaro di Beumarchais e, per la regìa di Luchino Visconti I giorni della nostra vita di William Saroyan

Prosegue con pellicole di valore diseguale - delle quali vanno ricordate, sempre per la regia di Camerini:
"Darò un milione" (1935),
"Il signor Max" (1937)
"Grandi magazzini" (1939)

Debutta come regista con "Rose scarlatte" (1939), adattamento di un testo teatrale di successo.
Dopo alcune piacevoli commedie, egli dirige "I bambini ci guardano", che annuncia la stagione del neorealismo e segna l’inizio della collaborazione con Cesare Zavattini, dalla quale nasceranno:
"Sciuscià" (1946),
"Ladri di biciclette" (1949),
"Miracolo a Milano" (1951)
"Umberto D." (1952)

Un neorealismo il suo attento a cogliere la dimensione sociale dei problemi, ma soprattutto sensibile nel tradurre in note di dolente umanità il dramma della miseria e dell'emarginazione.

Finita l'epoca del neorealismo, De Sica non raggiungerà più i livelli di questa stagione, e spesso firmerà film commerciali. Le sue opere saranno comunque sempre dignitose.

Di rilievo restano:
"L’oro di Napoli" (1954),
"La ciociara" (1960),
"Ieri, oggi, domani" (1963),
"Il giardino dei Finzi Contini" (1971)

Del De Sica interprete, sono ancora da segnalare
"Pane, amore e fantasia" (1953) di Comencini e
"Il generale Della Rovere" (1959) di Rossellini.

A seguito di un’operazione ai polmoni, egli muore a Neuilly (Francia) il 13 novembre 1974

 

I bambini ci guardano
Italia, 1943, 86min.

Sceneggiatura: Cesare Zavattini, dal libro Pricò di Cesare Giulio Viola

Cast: Emilio Cigoli, Luciano De Ambrosis, Isa Pola, Adriano Rimoldi

Pricò, un bambino di sette anni, vive il dramma della crisi coniugale dei suoi genitori. La madre ha un amante e decide di abbandonare il marito per lui. A questo punto comincia per Pricò un pellegrinaggio fra nonne e zie, senza che riesca mai a trovare affetto e comprensione. Per amore del figlio i due genitori decidono di rimettersi insieme, ma, quando la madre va a passare le vacanze ad Alassio, ricompare l'amante e la donna questa volta decide di lasciare definitivamente il marito. Quest'ultimo, affidato Pricò ad un collegio di preti, si toglie la vita.

Il film viene considerato precursore del neorealismo e rappresenta il passaggio per De Sica dalla commedia brillante al film impegnato.
Fu disprezzato dalla cultura fascista per la rappresentazione che fa della famiglia.

Sciuscià

Italia, 1946, 95 min.

Sceneggiatura: Cesare Zavattini, Sergio Amidei, Adolfo Franci, Vittorio De Sica

Cast: Aniello Mele, Bruno Ortensi, Emilio Cigoli, Franco Interlenghi

Roma, immediato dopoguerra. Giuseppe e Pasquale sono due sciuscià (dall'americano Shoeshiner, lustrascarpe) che vivono di piccoli traffici, coltivando il sogno di poter acquistare un cavallo bianco. Coinvolti a loro insaputa in un furto, finiscono in riformatorio. Fuggiti, viene riacciuffato Pasquale, che conduce la polizia nella stalla dove si trova Giuseppe insieme al cavallo bianco. Tra i due amici nasce una lotta durante la quale e Giuseppe muore.

Il film è considerato il terzo capolavoro del neorealismo italiano, ma non gli sono stati risparmiati forti giudizi negativi a causa del moralismo di De Sica che indugia forse troppo nella descrizione dell'amicizia tra i due ragazzi e della vita in riformatorio. In Italia fu un fiasco strepitoso, mentre negli Sati Uniti ottenne l'Oscar come miglior film straniero e un vasto consenso di pubblico.

Ladri di Biciclette

Anno 1948

Durata 92min.

Sceneggiatura C.Zavattini

Cast

Lamberto Maggiorani
Enzo Stajola
Lianella Carell
Gino Saltamerenda
Vittorio Antonucci

Trama: Nell'immediato dopoguerra, Antonio trova finalmente lavoro come attacchino, ma gli rubano la bicicletta, strumento fondamentale per il lavoro. Dopo l'inutile denuncia alla polizia, l'uomo inizia con il figlio Bruno una frustrante ricerca per tutta Roma. Quando alla fine decide di rubarne una, viene sorpreso in flagrante e aggredito dalla follo inferocita che lo lascai andare solo di fronte alle lacrime del bambino.

E' una delle opere più importanti del neorealismo e il frutto migliore della collaborazione con Zavattini. De Sica dimostra di aver ragione nell'ingaggiare attori non protagonisti e vince il suo secondo Oscar.

Miracolo a Milano

Anno 1951

Durata 95min.

Sceneggiatura:
C. Zavattini, M. Chiari, A. Franci, S.C.D'amico

Cast :

Guglielmo Barnabo'
Emma Gramatica
Paola Stoppa
Brunella Bovo
Francesco Golisano

Trama: Totò, un ragazzo orfano, vive tra i barboni accampati in una zona periferica di Milano dalla quale un giorno sgorga un getto di petrolio. Un industriale acquista poi il terreno e fa sloggiare gli occupanti. A questo punto, Totò, grazie alla colomba magica ricevuta in dono dalla madre adottiva, compie una serie di miracoli che restituiranno la libertà ai suoi amici i quali si innalzeranno in volo verso il regno della bontà.

Umberto D.

Anno 1952

Durata 89min.

Sceneggiatura: C.Zavattini

Cast:

Carlo Battisti
Maria Pia Casilio
Lina Gennari

Trama: La pensione non basta a Umberto D., l'anziano ex funzionario statale per manetenere sé e il suo cagnolino. Assillato dai debiti verso9 la padrona di casa, incapace di chiedere l'elemosina, tenta di suicidarsi, ma fallisce il tentativo per rincorrere il cagnolino che era scappato.

E' uno dei più bei film sulla vecchiaia e sulla solitudine, capolavoro del neorealismo italiano. Scatenò le ire dei benpensanti e di Andreotti perché denunciava al mondo lo stato di estremo disagio dei pensionati italiani nel dopoguerra