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&REA 1076° Giorno

DLI
(Dopo Liberazione Italia)
Cronache di un Paese che NON è in guerra

Cronache di un Paese che NON è in guerra.

Viene ucciso, in un Paese straniero che NON è invaso da noi e dai nostri alleati, un nostro concittadino: dapprima diventa ostaggio, poi viene barbaramente assassinato.

"Hanno spezzato una vita, non hanno incrinato i nostri valori e il nostro impegno per la pace", sono parole del Libertador, nostro Premier, scomodamente seduto in un luogo tristemente protetto nel nostro Paese così infelicemente lontano dalla zona di NON guerra.

"Ricatto inaccettabile" fa eco Bobo Maroni, anche lui spiacevolmente non coinvolto fisicamente dagli esaltanti fatti NON bellici.

Martino (ministro della Difesa): "Sarebbe autolesionistico, prima che vile, ritirarsi a metà dell'opera" dall'Iraq; lui per primo dà l'esempio, non ritirandosi (è già in Italia)!

Angelo Stefio (padre di Salvatore, un altro ostaggio italiano): "Chiedo a tutti di scendere in piazza per fermare tutto questo. Io lo sto facendo, tenendo in mano la bandiera italiana."; Christian, figlio di Angelo, parlando dell'ostaggio morto: "Eroe? Sarà pure un eroe, ma è morto..".

Famigliari di Quattrocchi (l'ostaggio ucciso): "Prima di ribadire dichiarazioni di forza, il Governo avrebbe fatto meglio a portare avanti le trattative con i rapitori.[...] La sensazione è che il Governo abbia voluto dimostrare la sua forza giocando con la pelle di chi si trova in Iraq.".

E mentre i Quattrocchi si lamentano anche di aver saputo della morte del congiunto dalla televisione (Porta a porta, ore prima di una comunicazione personale dalla Farnesina), Gustavo Selva (del partito di Fifi e presidente della Commissione esteri della Camera) richiede il rientro della bolscevica Lilli Gruber (e compagni): "Per imporre la loro linea ai telespettatori adottano il linguaggio che la illustra meglio. Se i terroristi che usano i sequestri per 'umiliare' coloro che li hanno liberati da Saddam sono definiti 'partigiani', è ovvio che i nostri soldati non sono 'liberatori' ma 'aggressori, oppressori occupanti'. E il gioco è fatto.".

Tutto questo avviene in un normale giorno di NON guerra: eroi (martiri sul campo e martiri della politica) e persone che vogliono rimanere nell'ombra (ma vive!), televisione buona e televisione cattiva (e rossa). Nel mentre un gruppo di banditi, che (con parole del nostro ministro Frattini) nulla hanno a che spartire con la resistenza irachena (ma allora c'è una resistenza? non avevamo detto che NON c'è la guerra? e perché resistono, gli iracheni? non la vogliono, questa libertà? mah!), mantengono in ostaggio tre italiani convinti, da un ex mercenario genovese (oggi intermediario di body guard per il suddetto Paese NON in guerra) e dal facile guadagno di 10.000 euro mensili, a rischiare la vita così lontani da casa.

Questa è la pace. Speriamo non arrivi mai la guerra.

Stay... &rea

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