| BIBLIOTECA | | EDICOLA | | TEATRO | | CINEMA | | IL MUSEO | | Il BAR DI MOE | | LA CASA DELLA MUSICA | | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI LUOGHI | | ARSENALE | | L'OSTERIA | | LA GATTERIA |
| IL PORTO DEI RAGAZZI |

&REA 1214° Giorno

DLI
(Dopo Liberazione Italia)
Ieri v'ho narrato di Luigi Bagalli, oggi del mitico Feltri


Ieri v'ho narrato di Luigi Bagalli, oggi del mitico Feltri.
Vittorio, detto Littorio, non il già promettente figlio.
Ma non vorrei dimenticare anche il suo vice, Renato Farina, un altro altissimo esempio di giornalismo italiano, macchèddico, mondiale.

Ancora no comment, sani fratelli forzitalioti e sani camerati del Nord Est: anche oggi riporterò solo fatti, poiché questi fatti parlano da soli.

Antefatto: quello illustratovi ieri (
http://www.ilportoritrovato.net/html/dli1213.html ), il rapimento e la successiva morte non richiesta e privata di tal Enzo Baldoni. Privata, non pubblica, da quanto ci racconta il 28 agosto 2004 la presidenza del Consiglio dei Ministri con questa dichiarazione ufficiale:
"
La rete televisiva al Jazeera ha trasmesso le immagini del cittadino italiano Enzo Baldoni tenuto in ostaggio da un gruppo armato in Iraq. Siamo impegnati per ottenere il risultato di far tornare in libertà il sig. Baldoni, che si trova in Iraq per la sua attività privata di giornalista e quindi assolutamente non collegato al nostro Governo. Lo faremo mantenendo gli impegni assunti con il Governo provvisorio iracheno legittimato da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza adottata all'unanimità nello scorso giugno. Continueremo quindi la nostra presenza militare e civile nell'ambito del quadro stablito da tale decisione delle Nazioni Unite per contribuire al ristabilimento della sicurezza e dell'ordine pubblico, condizioni indispensabili per l'azione di assistenza umanitaria che vede l'Italia in prima linea, e al processo politico, delineato dalle Nazioni Unite al fine di consentire lo sviluppo di un Iraq sovrano e libero.
"
Nota: "Siamo impegnati per ottenere il risultato di" è licenza poetica, fa proprio parte del messaggio originale. Maledette 3I.

Fatto: il prestigioso giornale (Libero) del sano Littorio, pubblica un primo articolo del suddetto Farina, nel quale si descrive il Baldoni rapito come un "simpatico pirlacchione" (è un pacifista, mica un eroe mercenario come Quattrocchi), e continua col raccontarci come "Gli esperti dell'intelligence atlantica hanno molti dubbi su tutta la vicenda. Il volto del prigioniero non rivela contrazioni inevitabili per chi si trovi sull'orlo dell'abisso. Non appaiono intorno all'italiano uomini armati e mascherati. Potrebbe essere una recita" e "Garantiamo, nel nostro piccolo, ai suoi rapitori islamici: tifa per voi, per la resistenza irachena. Non è musulmano, è milanese; non aderisce ad Al Qaeda, per carità, ma in fondo giustifica chi spara ai marines. Li conosciamo i documenti antimperialisti dove si solidarizza con 'le ragioni economiche, politiche, morali che spingono gli oppressi del mondo a combattere con le armi contro l'America e i suoi servi sciocchi, ad esempio Berlusconi'. Baldoni era di tale fatta. Lo ribadiamo volentieri, Signori dai lunghi coltelli: è del tipo di occidentale che piace a voi: antiamericano. Confidiamo basti.". Ma questo non basta.
Allora, il nostro Littorio, dopo un collegamento telefonico con Emilio Fido Fede nel quale racconta come il suddetto simpatico pirlacchione (cioè il martire di serie B) "Avrà pensato di andare a fare vacanze intelligenti, ma forse sarebbe stato più intelligente se fosse andato a Rimini" (e Fido che poi ci racconta di "[...] quando io ero in Africa [...]" ero un giornalista che gettava il quore - maledette 3I -  oltre l'ostacolo, mica come questi "turisti in cerca di emozioni"...) ci pensa Lui, Egli, Quel Divino Giornalista in persona, a creare questa perla:
"IL PACIFISTA COL KALASHNIKOV
di VITTORIO FELTRI
Se esaminata cinicamente, cioè con lucidità, la disavventura di Enzo Baldoni sconfina nella commedia all'Italiana. Già ieri abbiamo scritto: un uomo della sua età, moglie e due figli a carico, avrebbe fatto meglio a farsi consigliare da Alpitour, anziché dal Diario, la località dove trascorrere vacanze sia pure estreme (si dice così?). Evidentemente, da buon giornalista della domenica egli ha preferito cedere all'impulso delle proprie passioni insane per l'Iraq piuttosto che adattarsi al senso comune. Ciascuno fa come gli garba. E se a lui garbava di mettere a repentaglio la ghirba allo scopo di essere la caricatura dell'inviato speciale, forse sognando di diventare un Oriano Fallaci o un Ettore Mo, c'è poco da obiettare. Molto da obiettare invece c'è sul fatto che adesso tocchi allo Stato italiano di toglierlo dalle pettole (dal milanese: peste). Vabbè. Non facciamoci guardar dietro spendiamo quanto c'è da spendere per riportarlo a casa, questo bauscia simile a certi tizi i quali, durante il week end, indossano la tuta mimetica e giocano ai soldatini nelle brughiere del Varesotto. D'altronde, come documenta la nostra inchiesta Stipendiopoli, gli enti pubblici sprecano molto denaro e non saranno alcuni miliardi in più, investiti al fine di liberare il semigiornalista, a mandarci in rovina. Chiudiamo un occhio sull'aspetto finanziario e apriamo l'altro sul paradosso cui assistiamo. Lui, Baldoni, è qui ritratto in prima pagina con in mano un mitra o una mitraglietta (non essendo pacifisti c'intendiamo poco di armi) fra due beduini o similari. Sorride felice perché è corso in aiuto dei più deboli in lotta contro i cattivi americani. Ecco, ai "poveri" iracheni sono rivolti gli appelli in favore del pubblicitario- pubblicista lanciati dai suoi famigliari. I quali implorano i sequestratori: «Lasciate libero nostro padre, è un pacifista». E ancora: «Noi ci rivolgiamo al popolo iracheno martoriato dalla guerra e agli uomini che detengono Enzo; lui è in Iraq come uomo di pace oltre che come giornalista. Egli cercava di salvare vite umane a Najaf quale volontario della Croce rossa. Lo spirito di solidarietà ha sempre caratterizzato le sue azioni». Penso a un grosso equivoco. Si servizi alle pagine 2, 3 e 4 considerano deboli e martoriati dalla guerra terroristi talmente deboli da prendersela con un loro amico, Baldoni appunto, tenerlo in ostaggio per ricattare l'Italia e minacciare di decapitarlo; insomma talmente deboli e bisognosi di carezze consolatorie da poter decidere della sua vita e della sua morte. Ammazza che debolezza. (...) E che gentiluomini, quanta solidarietà manifestano nei confronti di chi gliene ha data in buona o cattiva fede. Siamo al delir io. Baldoni stesso è inebetito dalle ideologie nate dalle ceneri delle ideologie: legge davanti alla telecamera il comunicato dei suoi aguzzini, in cui si dà del criminale a Berlusconi, e ne gode, glielo leggi in faccia che gode; e il video non inganna. Ma come si fa a schierarsi con i tagliatori di teste, come si fa a schierarsi con chi è stato con Saddam, come si fa ad affiancare banditi islamici che per tutto ringraziamento ti rapiscono e magari spezzano l'osso del collo? Fuori da ogni logica. Il paradosso ingigantisce se si tiene conto che il filoiracheno Baldoni candidato alla decapitazione è un pubblicitario (mestiere più capitalistico non esiste) il quale ha sempre lavorato per aziende americane: Mc Donald's, Coca-Cola, Ibm, Shell, solo per citare alcuni nomi. Scusate cari lettori, più pirla di così è inimmaginabile. Ti guadagni la pagnotta (e non solo quella) ideando e realizzando spottini consumistici per le multinazionali odiate a sangue; le odii al punto da farti fotografare armato con un paio di beduini; poi arriva agosto, le schifose multinazionali (che ti strapagano) ti garantiscono (contrattualmente) lunghe ferie e tu, pistola, vai a trascorrerle in Iraq nei panni del samaritano islamico e complice di chi vuole decollarti. Enzo, hai qualche filo staccato. E come te ce l'hanno staccato i tuoi amici, gente sicuramente perbene che però non capisce un'acca, neanche dell'evidenza. Non fraintendete, spero che il detestato governo Berlusconi sia in grado di rimpatriare questo sbronzo di idiozie pacifiste e antiamericane. Il quale, rientrato nel nostro Paese di minchioni tolleranti, se proprio vorrà sfogare le sue pulsioni giornalistiche venga pure a Libero, qui al massimo sarà costretto a battersi contro Franco Abruzzo e Maurizio Belpietro che parlerà male di suo figlio, ma non dovrà sfidare a collo nudo la lama dei decapitatori. Dai Berlusconi, datti una mossa, restituisci alla famiglia e alla Coca-Cola questo spottaro strappato a via Montenapo e a Piazza San Babila.".

Anche oggi no comment, mi ripeto: e d'altronde, che commenti potrei fare?



Stay! &rea



P.S.(Feltri, redento, sostiene il vero giornalismo dalla pubblicità, dal turismo e dai pubblicisti come Baldoni. Redento perché, il 21 Novembre 2000, venne cacciato e sospeso - poi la radiazione fu cancellata - dall'ordine dei giornalisti per foto e articoli un po' troppo crudi e lesivi della privacy - ricordate? si parlava di pedofilia: bambini violentati sbattuti sul giornale -: all'epoca non ebbe una grandissima opinione del Sacro Ordine di cui si onora ora di far parte... Ben tornato, figliol prodigo!)

P.P.S.(eccovi un nuovo estratto dalla pagina eversiva
http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/detail.jsp?m1s=null&m2s=a&idCategory=4791&idContent=515677 :
"
27. Ok dall'Europa "Ho fatto un'esposizione sommaria della legge finanziaria e ho trovato un'ottima accoglienza sia da Prodi sia dal commissario Pedro Solbes" (10-10-2001). Prodi cade dalle nuvole: "Non ne abbiamo neanche parlato". Anche Solbes lo smentisce. Berlusconi fa retromarcia: "Io ho illustrato l'azione del mio governo, Prodi e Solbes mi hanno ascoltato in silenzio. Ma il club della menzogna della sinistra mi attribuisce cose mai dette".
"
)


| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO | LA POESIA DEL FARO|