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DLI |
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Barra
tutta a dritta... avanti tutta: ovvero "le notizie del
we".
Sapete, sabato non mi sentivo proprio benissimo...
le cose sono peggiorate nel we, finchè ieri la mia gola era
qualcosa di simile al deserto del Sahara.
Mi sono subito
perciò una discreta abbuffata televisiva, videoscorpacciata
che alternavo ai miei diletti studi.
Mi son divorato notizie
come "ben 4 milioni di voti" alle primarie dei rossi, i
sindaci della terronia (come dice il Nobile Nordista) che si
riunivano a Reggio Calabria per - minacciare dimissioni in blocco e -
domandare protezione dallo Stato contro la Mafia (ovvero contro quei
signori evidentemente amici del Bisunto... a dimostrazione di ciò,
grazie alla ex-Cirielli, il Nuovissimo e Radioso Governo intende
scarcerarli in massa - vedi
<http://www.ilportoritrovato.net/html/DLI1605.html>
, con alte percentuali di amnistia sostenute dalla Cassazione, come
riporta anche quel covo bolscevico che è TGCOM in
<http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo278351.shtml>
-), eccetera. Ah, nota di &rea, ricordiamo che la Mafia è
imprenditoria, ovvero fa parte di una delle famose 3I... forse i veri
nemici del Bisunto sono i sindaci...
Ma una notizia mi è
rimasta all'orecchio... io l'avevo sentita alle ottoemmezza, al
tiggì: Follini abdica. Anzinò, ha già
abdicato.
"Cari amici,[...]
La Camera ha approvato
l'altro ieri in prima lettura una nuova legge elettorale. LA MIA
OPINIONE, COME È NOTO, È CHE SERVISSE UN'ALTRA LEGGE IN
UN ALTRO MODO. Ritenevo che si dovesse fare di più per
coinvolgere l'opposizione in questo tentativo. [...]
In una
parola, IMMAGINAVO UNA LEGGE IN CUI LA FURBIZIA E LA VIRTÙ SI
TENESSERO IN EQUILIBRIO, E NON UNA SITUAZIONE IN CUI L'UNA
SCHIACCIASSE L'ALTRA. Aggiungo che noi ci troveremo, di qui a poco, a
fare i conti con la contraddittorietà di due leggi
fondamentali. Una legge elettorale che fa del premier la conseguenza
dei partiti e l'istituzione di un premierato che ne vorrebbe fare il
perno del sistema politico. [...]
Noi, in questi anni, siamo stati
in campo - credo- con qualche buona ragione. Avevamo alle spalle la
tradizione democristiana, con i suoi insegnamenti: quelli più
edulcorati del partito-mamma e quelli più aspri della grande
forza che ha tenuto la guida del paese negli anni duri e che ha
saputo svolgere un suo progetto di modernizzazione dell'Italia di
allora. Avevamo, abbiamo davanti a noi l'esigenza di ridisegnare
un'altra Italia, più europea, più competitiva, più
capace di misurarsi con la globalizzazione. I prossimi anni
costringeranno la politica a scendere dal pulpito delle promesse a
buon mercato e magari delle promesse fallaci, a dismettere l'abito
dell'imbonimento e a farsi carico di un passaggio difficile nella
vita europea e italiana. Dal welfare alle pensioni, dalla salute alla
scuola, dall'industria alla ricerca ci sarà da mettere mano a
progetti corposi e controversi di riforma degli assetti fondamentali
della nostra vita civile e sociale. Dovremo mandare in archivio la
vecchia filosofia degli interventi "a pioggia" che non
garantiscono né la tutela dei più deboli, di chi ha
bisogno, né la capacità competitiva dei più
forti, di chi ha merito. Per questo è così importante
che, mentre come sistema-paese ci si inoltra col machete nella
giungla dell'economia globalizzata e ci si attrezza per affrontare la
concorrenza della Cina e dell'India, dentro di noi, dentro la nostra
comunità organizziamo gli equilibri del potere, della
politica, della società in modo da rafforzare le reti di
coesione e di solidarietà, in modo da ripristinare una
democrazia orizzontale, partecipativa, inclusiva, fondata sui corpi
intermedi e sulla rappresentanza, e anche in modo da coltivare di più
e meglio gli interessi generali. Qui sta la mediazione, qui sta il
centro. [...]
La disputa dentro la maggioranza è stata
tutta qui. ABBIAMO CHIESTO UN ALTRO CENTRODESTRA, NON PIÙ
PIRAMIDALE, NON TROPPO LEADERISTICO - e non insisto su argomenti che
tutti ben conosciamo- perché solo così potevamo
rispondere alla domanda severa che a più riprese gli elettori
ci hanno rivolto in questi anni. [..]
Se abbiamo un senso, se
siamo capaci di fare una differenza, se gli italiani che ci hanno
affidato il loro voto si trovano in buone mani. OPPURE SE I NOSTRI
PROPOSITI POLITICI SONO DI PASTAFROLLA. [...]
Lungo questo
percorso esiste, oggettivamente, un appannamento del nostro partito
rispetto alle sue stesse aspettative. Rischiamo di essere magari
troppo combattivi a parole ma troppo, troppo remissivi nei fatti. A
questa contraddizione concorrono molti fattori. E' certo che vi
concorro io, con tutti i miei limiti e difetti, non solo di
carattere. Vi concorre anche, io credo, UNA DELEGAZIONE MINISTERIALE
CHE IN NOME DELL'UNITÀ DEL PARTITO NON HO MAI MESSO IN FORSE E
CHE PERÒ A MIO GIUDIZIO HA AMMINISTRATO LE SUE POSSIBILITÀ
DI INFLUENZA IN MODO OPACO E IN QUALCHE TRATTO NON DIRÒ
OSSEQUIOSO, MA ALMENO RIPIEGATO. E VI CONCORRE INFINE LA SCELTA DI
CONSIDERARE QUESTA LEGGE ELETTORALE, COSÌ COM'È, COME
LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE E COME LA FONTE DI TUTTE LE LIBERTÀ.
[...]
UN PARTITO CHE EVOCA LE PRIMARIE E LE LASCIA DILEGGIARE. UN
PARTITO CHE OTTIENE UNA LEGGE ELETTORALE IN CAMBIO DI UN ALLINEAMENTO
POLITICO A CUI SI ERA SEMPRE CERCATO DI SOTTRARRE. E CHE FINISCE PER
RINUNCIARE LUNGO QUESTA STRADA, PASSO DOPO PASSO, MAGARI SENZA
RENDERSENE CONTO, ALLA SUA CAPACITÀ DI MODIFICARE IN
PROFONDITÀ I CARATTERI DELLA PROPOSTA CHE LA CASA DELLA
LIBERTÀ RIVOLGE AGLI ELETTORI ITALIANI DEL 2006. NON CREDO
FOSSE QUESTO QUELLO CHE CI HANNO CHIESTO I NOSTRI ELETTORI. E non
credo fosse questo il mandato che ci hanno affidato i delegati al
nostro ultimo congresso. [...]
Ed è quella politica che
oggi vedo messa in forse da UNA ATTITUDINE CHE CONDUCE VERSO ESITI
MODESTI PER IL TIMORE DI FRONTEGGIARE ESITI PIÙ IMPEGNATIVI.
Si apre una stagione nuova e non esistono uomini per tutte le
stagioni. [...]
Resto ovviamente a pieno titolo un dirigente e
prima ancora un militante di questo nostro partito a cui auguro di
saper coltivare le proprie ragioni vicino al cuore politico di tanti
elettori che ci hanno chiesto di esserci per cambiare e non di
esserci per lasciare le cose come erano." Firmato Follini. Testo
completo in
<http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/politica/nuovacdl6/testdim/testdim.html>
.
E poi giù, i commenti del resto della Caserma delle
Sue Libertà, dei compagni di partito, degli avversari
politici... timone barra a dritta, adesso... e avanti tutta. Svoltare
a destra. Basta con questo "centrodestra", questo
mezzoemmezzo.
Tra gli altri partner di movimento, dentro il
cinescopio la simpatica figura di Carlo Giovanardi (ministro per i
Rapporti con il Parlamento) gli sibilava che "la legge
elettorale consentirà di costruire una grande area moderata e
di valorizzare la capacità di leadership di Pier Ferdinando
Casini", mentre Mario Baccini (Funzione Pubblica) gli rifilava
un " far scendere in campo Casini per guidare non solo il
partito ma l'intera esperienza politica del centrodestra". Da
commenti di questo timbro si può immaginare il loro grande
dispiacere per il capo "defunto", quanto abbia colto
impreparati i confratelli la sua improvvisa "dipartita" e
quanto abbia fatto pensare le sue ultime parole da Segretario.
Non
stavo molto bene, sabato... poco dopo mi sono visto Ulisse... no, non
un fantasma, non una visione... è un programma culturale.
Avete presente Angela&Angela? È una buona trasmissione di
&Angela.
La puntata si articolava su sketches che
descrivevano la vita dei cavernicoli. La scenetta delle dieci si
chiamava "La morte di un capo", e mostrava come si
comportavano i compagni di tribù neanderthaliana al momento
del decesso del capoclan: i maggiorenti che abbandonavano le spoglie
in riva al mare, il cacciatore più forte che si prendeva le
pellicce e la compagna, la vita che si riorganizzava con un nuovo
assetto di potere...
Ma nello sketch successivo arrivava
l'uomo sapiens...
So long?
&rea![]()
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