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&REA 1727° Giorno

DLI
(Dopo Liberazione Italia)
Il Nostro è divenuto un interessante argomento enciclopedico.

Il Nostro è divenuto un interessante argomento enciclopedico. Spero di far cosa gradita nel pubblicizzare ciò. Prenderò qualche stralcio, ad esempio, per dare un'idea di qual è il motivo del contendere oggi a proposito della Par Condicio.

Da: Wikipedia, enciclopedia multilingue e multidisciplina accedibile tramite internet. Pagine sul Libertador: <
http://it.wikipedia.org/wiki/Berlusconi> .

Eccoli: estratti sul perché Lui odia la Par Condicio ed i suoi nemici la invocano, come in questo momento. Connessioni dell'argomento Par Condicio con "conflitto di interessi" e televisioni.

Il Boom televisivo: "La crescita degli ascolti nel 1980 fu dovuta al Mundialito, un torneo di calcio tra Uruguay, Argentina, Brasile, Germania, Italia e Olanda. Dopo una vivace campagna propagandistica a favore della visione in diretta, condotta da alcuni quotidiani nazionali (tra cui si distinsero il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, entrambi allora sotto l'influenza della loggia massonica P2, e Il Giornale, di cui lo stesso Berlusconi era azionista), nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri governativi, la RAI dovette concedere a Canale 5 l'uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia e in differita, nel resto d'Italia."

Conflitto di interessi (ed ineleggibilità, l'embrione): "Il suo debutto politico inizia all'insegna dei cavilli. Silvio Berlusconi, infatti, per la mai abrogata legge 361 del 1957 (che all'articolo 10 afferma: "Non sono eleggibili (...) coloro che (...) risultino vincolati con lo Stato (...) per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica") risulta ineleggibile. Tuttavia, la Giunta per le elezioni, anche grazie ad una parte degli esponenti dei PDS del neo-segretario Massimo D'Alema, decise di rigettare il ricorso, permettendo l'ascesa politica di Berlusconi."

Conflitto di interessi (e Par Condicio, il contendere attuale): " Con riferimento al controllo dei mezzi di informazione si intende per conflitto di interessi l'incompatibilità fra la proprietà di testate giornalistiche o di emittenti radio televisive con l'assunzione di cariche pubbliche tali da consentire al titolare di tali cariche di controllare o influenzare la gestione di altre testate o reti concorrenti, il cui controllo, parziale o totale, sia appannaggio della cosa pubblica.
In particolare la proprietà da parte di Berlusconi delle reti Mediaset configurerebbe un conflitto di interesse nella misura in cui, nella sua veste di Presidente del Consiglio, egli fosse in grado di determinare, o comunque influenzare, la nomina degli organismi dirigenti della RAI, televisione pubblica di cui il Ministero del Tesoro, tramite la RAI Holding, è azionista di riferimento. Va notato che, attualmente, Mediaset e RAI, insieme, detengono circa il 90% dello share televisivo totale nazionale, diviso fra le due reti in parti all'incirca uguali.
Mediaset comunque si attiene agli stessi criteri adottati dalla RAI nel garantire un'appropriata visibilità a tutti i principali partiti e/o movimenti (la cosiddetta Par Condicio).
Il Consiglio di Amministrazione della RAI è nominato, di comune accordo, dai presidenti del Senato e della Camera dei Deputati. Sebbene entrambi i presidenti siano espressione della maggioranza è prassi consolidata che essi siano scelti in modo da poter essere accettati anche dalle opposizioni. La ragione di ciò risiede nell'alto profilo istituzionale di queste due figure, che rappresentano rispettivamente la seconda e terza carica dello Stato, subito dopo il Presidente della Repubblica, e che quindi sono tenute ad agire "super partes" in questioni riguardanti l'alto interesse nazionale. Attualmente queste due posizioni sono occupate, rispettivamente, da Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini.
È interessante notare che questo approccio è tipico del sistema politico italiano. La Costituzione Italiana, infatti, è stata approvata nel 1948, subito dopo l'era fascista, e, al fine di prevenire il ritorno a forme di governo dittatoriali, ha posto un'estrema cura nel bilanciare fra di loro i diversi poteri dello Stato, per evitarne l'eccessiva concentrazione in un'unica persona e/o istituzione.
Uno dei maggiori critici di Berlusconi tra i media stranieri è stato il settimanale britannico The Economist (soprannominato da Berlusconi "The Ecommunist"). Lo scontro verbale tra Berlusconi e l'Economist raggiunse il suo apice quando Berlusconi portò la pubblicazione alla corte di Roma, mentre l'Economist pubblicava lettere aperte contro di lui [1].
In ogni caso, secondo l'Economist, Berlusconi, nella sua doppia veste di proprietario della Mediaset e Presidente del Consiglio, detiene il controllo di circa il 90% di tutto il panorama televisivo nazionale.[2] Questa percentuale include sia le stazioni da lui direttamente controllate che quelle su cui il suo controllo può essere esercitato in maniera indiretta attraverso la determinazione o l'influenza nella nomina degli organismi dirigenti della televisione pubblica.
Il vasto controllo sui media esercitato da Berlusconi è stato più volte ricollegato alla possibilità che i media italiani possano essere soggetti ad una limitazione delle libertà d'espressione. L'Indagine mondiale sulla libertà di stampa 2004 (Freedom of the Press 2004 Global Survey), uno studio annuale pubblicato dall'organizzazione americana Freedom House, retrocesse L'Italia dal grado di 'Libera' (Free) a 'Parzialmente Libera' (Partly Free) [3] sulla base dell'influenza di Berlusconi sulla RAI. Un grado raggiunto nell'Europa occidentale solo dalla Turchia (2005).
Reporter senza frontiere dichiara che nel 2004, "Il conflitto d'interessi che coinvolge il primo ministro Silvio Berlusconi e il suo vasto impero mediatico non è ancora risolto e continua a minacciare la libertà d'espressione".[4] Nell'aprile 2004, la Federazione Internazionale dei Giornalisti si unisce alle critiche, obbiettandosi al passaggio di una legge votata da Carlo Azeglio Ciampi nel 2003, che i detrattori di Berlusconi ritengono sia destinata a proteggere il suo controllo dichiarato del 90% dei media nazionali. [5]".

Riassumendo: anche questa enciclopedia dimostra che la carta (stampata e no) è tutta in mano alla sinistra...

So long &rea

P.S.(altro estratto da Wikipedia: "Come Berlusconi viene visto dall'opinione pubblica
All'estero
Gran Bretagna
Silvio Berlusconi è l'unico capo di governo al mondo a cui il sito internet della BBC ha dedicato una pagina personale di gaffe : "Berlusconi in his own words" (Berlusconi, con parole sue).")

P.P.S.(il Libertador negli ultimi giorni... il suo battage pubblicitario 24 ore al giorno contro la sinistraccia:  "I signori della sinistra hanno scelto l'ideologia comunista che ovunque nel mondo ha prodotto terrore, miseria e morte. Hanno fatto quindi la scelta più sbagliata", "Questi signori della sinistra hanno scelto la strada più sbagliata da quando esiste l'uomo, perché il comunismo è l'impresa più criminale e disumana della storia"... la pubblicità è l'anima del commercio!)


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