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&REA 531° Giorno

DLI
(Dopo Liberazione Italia)

Anche la Spagna!


Anche la Spagna! Dopo che il Libertador s'era messo il vestito buono per il
matrimonio della figlia di Aznar! Maledetti comunistacci di iberici!
Una tonnellata (trentadue faldoni ) di scatoloni di prove e documentazioni
(ma la legge sulle Rogatorie, <http://www.senato.it/parlam/leggi/01367l.htm>
o <http://www.dirittoegiustiziaonline.it/rogatorie.htm>, non doveva più o
meno impedire l'arrivo di questa valanga di cartacce?) alla Direzione
generale degli affari penali del ministero di Grazia e Giustizia, dal
giudice istruttore spagnolo Baltasar Garzòn Real, contenuto: atti
dell'inchiesta "Telecinco".
Già il nome, tradotto in italiano, vi dà un'idea che si parli proprio del
Libertador, del suo fratellino meno furbo, di quel pio uomo di Marcello
Dell'Utri, altre che una ventina di manager della santa "Fininvest". E qui
scatta la parte più umoristica: la valanga contiene una richiesta al Nuovo e
Radioso Governo di procedere (attraverso la Procura della Repubblica
competente, ovvero Roma), contro il papà degli Italiani, il Reggente del
Consiglio, la nostra Luce e compagni per "reati commessi in Spagna dal 1989
al 1997" (violazione della legge antitrust, falso in bilancio, evasione
fiscale, frode). Ma non ci facci ridere, non ci facci (le 3I colpiscono ancora!)
Forse José Maria Aznar (destrissimo padre della ragazza di cui il Nostro è
padrino), non sarebbe mai arrivato a tanto, ma in quel Paese, purtroppo, la
divisione dei poteri funziona ancora, e quindi le sentenze pronunciate nel
giugno scorso dall'Audiencia Nacional e dal Tribunale supremo vengono ancora
ascoltate: ecco arrivare in Italia un così terribile smacco per la nostra
classe politica dirigente, per il nostro Libertador (per quanto concerne
l'altra faccia del dottor Jeckill: l'imprenditore), tramite un richiamo agli
impegni della "Convenzione europea di assistenza giudiziaria" (nell' art. 21
il patto impone di rimuovere qualunque impedimento, in qualsiasi Paese
firmatario, per qualsiasi imputato, alla persecuzione di reati commessi nei
Paesi suddetti).
Il Gran Marmittaro di Corte
<http://www.ilportoritrovato.net/html/DLI250.html>, ministro di Grazia e
Giustizia valuterà attentamente come dire di no alla Spagna, ovvero come
dire a Madrid che mai un processo "Telecinco" (coinvolti Libertador&C) avrà
un iter nella nostra cara penisola. Vediamo l'articolo 9 del nostro codice
penale: "- Delitto comune del cittadino all'estero -
Comma 1: Il cittadino,
che, fuori dei casi indicati nei due articoli precedenti, commette in
territorio estero un delitto per il quale la legge italiana stabilisce la
pena di morte (la pena di morte è stata soppressa e sostituita con
l'ergastolo) o l'ergastolo, o la reclusione non inferiore nel minimo a tre
anni, è punito secondo la legge medesima, sempre che si trovi nel territorio
dello Stato.
Comma 2: Se si tratta di delitto per il quale è stabilita una
pena restrittiva della libertà personale di minore durata, il colpevole è
punito a richiesta del Ministro della giustizia, ovvero a istanza o a
querela della persona offesa.
Comma 3: Nei casi preveduti dalle disposizioni
precedenti, qualora si tratti di delitto commesso a danno di uno Stato
estero o di uno straniero, il colpevole è punito a richiesta del Ministro
della giustizia, sempre che la estradizione di lui non sia stata conceduta,
ovvero non sia stata accettata dal Governo dello Stato in cui egli ha
commesso il delitto."
Quindi il Gran Marmittaro potrà tranquillamente dire
un bel "no", grazie a questo terzo comma (scuse? beh, ad esempio, che i
procedimenti e la legislazione italiani si discostano da quelli spagnoli,
oppure, visto che l'ultimo eventuale reato è stato commesso nel 1997, grazie
all'articolo 128 del codice italiano, che recita "- Termine per la richiesta
di procedimento -
Comma 1: Quando la punibilità di un reato dipende dalla
richiesta dell'Autorità, la richiesta non può essere più proposta, decorsi
tre mesi dal giorno in cui l'Autorità ha avuto notizia del fatto che
costituisce il reato.
Comma 2: Quando la punibilità di un reato commesso
all'estero dipende dalla presenza del colpevole nel territorio dello Stato,
la richiesta non può essere più proposta, decorsi tre anni dal giorno in cui
il colpevole si trova nel territorio dello Stato.": ormai i reati suddetti,
nella nostra nazione, vanno prescritti!!!). E l'Europa forcaiola è stata
fregata un'altra volta!
Stay, &rea


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