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&REA 657° Giorno

DLI
(Dopo Liberazione Italia)
Ed adesso, povera RAI?


Ed adesso, povera RAI?
Dopo di aver assolto così splendidamente il suo dovere in concomitanza della manifestazione della pace (a proposito, sentite le ultime parole del Nostro? Lui è per la pace! Che ci fosse anche Lui, in piazza?), la televisione di stato si trova sotto le critiche poco benevole dei detrattori.

- Francesco Storace (governatore per conto di Fifi del Lazio) tuona: "staccate la spina al Cda",
- Marco Follini (segretario dell'Udc) irride: "Nel 1972 il sergente giapponese Yokoi Soichi fu scoperto a combattere nella giungla di Guam. Erano passati 27 anni dall'appello dell'imperatore giapponese che considerava conclusa la guerra. Spero che per Baldassarre ne passi qualcuno in meno".

- Guglielmo Epifani (segretario generale Cgil) asserisce: "Il servizio pubblico trova il suo alimento dal canone pagato dai cittadini, dal rapporto che stabilisce con il Parlamento e dal pluralismo che deve assicurare. Se si mette contro l'opinione pubblica fa un servizio di parte, non ha più ragione, non ha più funzione, e questo non può essere tollerato. Se tutto questo ha un senso noi dovremo riprendere con le nostre mani la questione di una vera e propria riforma della Rai. Noi non siamo quelli che dicono di non pagare il canone, ma dobbiamo fare in modo che il canone sia la base per un servizio pubblico rispettoso delle idee, tanto più quando si tratta di un'idea grande come questa. Se abbiamo raccolto 5milioni di firme per i nostri sì, siamo pronti a ricominciare per chiedere una Rai trasparente al servizio dei cittadini".

E poi? Cos'altro dovremo sopportare?

Intanto il Libertador rimane incredulo sul fatto che l'opposizione non voti la mozione sull'Iraq della maggioranza, solo perché ripeteva 1000 volte quanto era stato bello, buono e intelligente il Nuovo e Radioso Governo in relazione alla gestione del problema. Ai tre milioni di manifestanti il Nostro ricorda che Lui ha sempre lavorato per la pace. Al suo amico Bush il Nostro ricorda come ha sempre lavorato per la risoluzione che piace agli USA. Non si riesce ancora a capire cosa piace invece a Lui, ma un giorno i suoi esperti di marketing glielo diranno: potenza dell'Impresa! E forza 3I!

L'Istat, sotto i colpi infidi dei sinistri sinistrorsi, ammette: nel calcolo dell'inflazione di gennaio c'è stato un errore nel capitolo 'servizi sanitari e spese per i farmaci'. Alla luce di ciò il tasso è stato rettificato al 2,8%: "La modifica dei prezzi dei medicinali, stabilita dal ministero della Salute pubblicata lo scorso 7 gennaio, deve essere incorporata nell'indice di febbraio".

Subito l'Intesa dei consumatori passa all'attacco: "Non basta ammettere gli errori, chiediamo che i vertici Istat vadano a casa". Continua la guerra delle cifre (vedi anche http://www.ilportoritrovato.net/html/DLI614.html ), continuano le bugie contro la splendida ripresa italiana, continuano gli attacchi dei disfattisti al Nuovo e Radioso Governo!

Stay &rea


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