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Creatore: Tiziano Sclavi, 1986
CREATORE GRAFICO : Claudio Villa
CURATORE DELLA SERIE : Mauro Marcheselli
COPERTINISTI :
Claudio Villa
dal n.1 al n.41
Angelo Stano dal n.42
COPYRIGHT
Sergio Bonelli Editore Copyright (c)


Dylan Dog, un eroe della radio

http://www.sergiobonellieditore.it/


Dal sito della Bonelli editore:

Dylan Dog è il più celebre protagonista di una serie horror italiana, (anche se "horror" è una definizione limitativa...). Pubblicate a partire dal 1986 da Sergio Bonelli Editore (allora Daim Press), le avventure di Dylan hanno infatti alternato l'orrore tradizionale con numerosi "omaggi" ai mostri classici, allo splatter moderno dei film di Dario Argento e George Romero, ma anche al giallo, al surreale e al fantastico in genere, sempre comunque con grande ironia, ed evolvendosi, nel corso degli anni, verso una sorta di "sophisticated horror comedy". Con questi ingredienti, dapprima lentamente e poi in un crescendo sbalorditivo, è esploso il "fenomeno Dylan Dog", diventato il fumetto più venduto in Italia (tra inediti e ristampe ha raggiunto il milione di copie mensili). Non soltanto: per la prima volta, un fumetto a larga diffusione popolare si è anche affermato come fumetto d'autore, osannato dalla critica e dagli intellettuali più famosi.
Dylan Dog è un detective privato che si occupa esclusivamente di casi insoliti, in tutte le sfumature del termine. Ha poco più di trent'anni, è inglese, vive a Londra in una casa piena di gadget "mostruosi" e con un campanello che invece di suonare lancia un urlo agghiacciante.

Ex agente Scotland Yard, ha un passato misterioso, di cui si sa ben poco, e anche quel poco è avvolto in una dimensione onirica e surreale. E non a caso, quindi, il sogno (o meglio l'incubo) e tutto ciò che sembra essere al di là della realtà sono i suoi interessi personali e professionali. Chi si rivolge a lui non è il marito tradito che vuol far pedinare la moglie, o comunque il normale cliente di un investigatore privato, ma una persona che è stata colpita o anche solo sfiorata dall'ala nera del soprannaturale: una donna che ha visto un morto risorgere dalla tomba e diventare uno zombi, un uomo ossessionato dagli spettri, una ragazza il cui fidanzato è stato ucciso da un mostro tentacolare... Una persona a cui la polizia non crede, che tutti ritengono pazza, e che spesso rischierebbe davvero di scivolare nella follia se non trovasse qualcuno disposto ad ascoltarla e ad aiutarla. Questo qualcuno è Dylan Dog, l'unico "Indagatore dell'Incubo" del mondo. Le sue parcelle sono basse, e molto spesso non si fa neanche pagare: i soldi non gli interessano (e infatti ha quasi sempre il portafoglio vuoto e non riesce neppure a pagare l'affitto o le bollette del telefono o del gas).

È la paura ad affascinarlo, la paura irrazionale e inspiegabile dell'ignoto. E lui stesso ha paura: non è certo un eroe invincibile, e anzi a volte non riesce proprio a risolvere il caso, a uccidere il mostro, a scacciare l'incubo. O più spesso ci riesce solo in parte, e quando tutto sembra finito, l'orrore ricompare... Un anti-eroe, dunque? Neanche: soltanto un uomo. Un uomo che, a differenza di tanti, non rifiuta l'ignoto ma tenta anzi di penetrarlo e comprenderlo, specialmente quando il mistero e l'orrore si celano nel profondo dell'inconscio. Ironico, impulsivo, problematico, pieno di dubbi su se stesso e sul mondo, forte e tenero nello stesso tempo, Dylan Dog odia la violenza (ha una vecchissima pistola, ma non la porta quasi mai, e colpisce unicamente per difendersi), ama le donne e puntualmente, quasi in tutti gli episodi, ha anche un'avventura sentimentale), si diverte a suonare il clarinetto (il "Trillo del Diavolo" di Tartini) e a costruire un modellino di galeone che forse non finirà mai, è un accanito cinefilo, legge molto e di tutto, adora la pizza e si veste sempre nello stesso modo (ha una serie infinita di giacche nere, camicie rosse e jeans).

E nonostante tutti gli orrori e le allucinanti assurdità di cui è stato testimone, non si può dire che creda ancora del tutto, ciecamente, al soprannaturale. In molti casi, come quelli dei fenomeni Esp o degli Ufo, il suo motto è: "Non ci credo, ma ci spero". Come Woody Allen, Dylan ha la passione del clarinetto (e della musica in genere, dalla classica all'heavy metal), ma, a dire la verità, come musicista non è un granché. Questo non gli ha impedito, durante una delle sue rarissime trasferte fuori dall'Inghilterra, di fare un duetto, a New York, proprio con il grande Woody... Quanto al galeone, uno degli emblemi della serie, il modellino a cui Dylan Dog lavora fin dal numero 1, e che probabilmente non finirà mai, è diventato nelle storie un simbolo multiforme: può rappresentare la nave che conduce all'aldilà o, al contrario, la speranza nella vita e nella forza della fantasia. Dylan è stato, in passato, un forte bevitore, ma è riuscito a disintossicarsi grazie agli Alcolisti Anonimi, e quando può non perde l'occasione di mettere in guardia contro i pericoli dell'alcol, ben più gravi e diffusi di quelli della droga. In compenso non fuma, ed è un ecologo e soprattutto un animalista accanito. E le donne? Vizi o virtù? Certo, ne ha avute moltissime, ma è proprio l'opposto del "seduttore" che pensa unicamente al sesso: per Dylan contano soltanto i sentimenti, e il sesso è sempre e soltanto per amore, vero amore.

Sta in
http://www.sergiobonellieditore.it/


Groucho, il suo assistente tuttofare con la faccia di Groucho Marx, si occupa di ben poco: apre ai clienti la porta e li tormenta con le sue battute.
Ma al momento giusto sa gettare a Dylan la fida pistola di cui è il custode e che spesso dimentica scarica.




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