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Paolo
Flores d'Arcais |
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Caro
direttore, alcune settimane fa mi hai offerto ospitalità per
anticipare una proposta che sarebbe uscita su MicroMega: un incontro
nazionale a Milano per ricordare i dieci anni di Mani Pulite, e
l'attualità dei valori di legalità e giustizia che
quella vicenda provarono a realizzare. Ora il numero di MicroMega è
uscito, la proposta è ufficiale, si tratta solo di vedere se
sarà raccolta.
Ho infatti sottolineato, ed è
necessario ribadirlo: questa manifestazione non l'organizzerà
nessuno.
Nascerà solo se ad organizzarla sarete voi.
Voi cittadini che non avete rinunciato all'idea della «legge
eguale per tutti». Né MicroMega, infatti (il cui staff è
costituito da un direttore e una segretaria di redazione), né
l'Unità che ospita questi appelli, possono essere i
protagonisti di una tale iniziativa. I protagonisti, i promotori,
coloro che la organizzeranno in ogni sua fase, potete essere solo
voi, i tanti circoli e associazioni già attivi in molte città
e cittadine, o le ancora più numerose aggregazioni spontanee
che proprio sulla questione giustizia stanno nascendo.
Noi
(intendo MicroMega, e gli intellettuali che stanno firmando un
appello) possiamo solo fare da modestissimi catalizzatori, e indicare
Milano come ovvio luogo simbolico, e la data di sabato 23 febbraio,
il pomeriggio dalle 14 in poi. A Milano alcune associazioni hanno già
dato la loro disponibilità, con una conferenza stampa (e
prenotando il Palavobis), ma è ovvio che per una iniziativa
nazionale è necessario molto di più. Detto senza mezzi
termini: quello che è avvenuto a Firenze, per impulso di un
piccolo gruppo di professori dell'Università (e che ha portato
in corteo quasi ventimila persone) o quello che è accaduto a
Milano, per iniziativa di una dozzina di amici (che attraverso un tam
tam telefonico e di e-mail hanno "abbracciato" Palazzo di
giustizia con migliaia di democratici), o le seicento persone
affollate in una sala di un piccolo paese come Carmagnola, resteranno
tanti singoli casi, che magari si moltiplicheranno ma non potranno
andare oltre l'ambito locale?
Oppure questa spinta a partecipare
di nuovo - a dire no a un regime populista che vuole i potenti
«legibus soluti», a impegnarsi prima che sia troppo tardi
contro le ferite irreversibili che vengono inferte dal governo
Berlusconi ai principi irrinunciabili della civile convivenza
democratica - è già tale da auto-organizzarsi per una
prima iniziativa nazionale comune, dalla quale rilanciare poi la
necessità dei referendum contro le «leggi forzaladri»?
Personalmente credo che le energie sufficienti già esistano e
i tempi siano più che maturi. E la mole di fax e e-mail,
catalizzate dall'intervento di Nanni Moretti, ne sono una riprova. Ma
potrebbe trattarsi di un mio soggettivo ottimismo.
È
necessaria perciò una verifica, in tempi rapidissimi. Quanti
degli intellettuali e artisti che in questi giorni hanno sentito il
bisogno di dire «basta!» si sentono di promuovere questa
manifestazione? E quanti di loro potranno partecipare di persona?
Quante delle associazioni e dei gruppi spontanei attivi a livello
cittadino vorranno mobilitarsi, organizzare un pullman, una carrozza
ferroviaria, una piccola «carovana» di auto, per essere
protagonisti a Milano? Quanti singoli cittadini sono pronti a
impegnarsi in catene telefoniche e di e-mail, ad autoprodurre
volantini e diffonderli nella loro cerchia di influenza, a preparare
i cartelli e gli striscioni con cui colorare Milano a difesa della
giustizia?
Propongo che da oggi a domenica, tutte queste
«prenotazioni di impegno» vengano fatte pervenire al
numero di fax 02/8356459 o allindirizzo e-mail
micromegaforum@katamail.com
Se
dimostreranno che la vostra scelta è netta e convinta per la
realizzazione di questo incontro/manifestazione nazionale, potremo
organizzare fin da lunedì prossimo una conferenza stampa che
serva a fornire a tutti le indicazioni necessarie perché ogni
energia, ogni associazione, ogni impegno possano concretamente
coordinarsi (compreso un sito internet tecnicamente già
pronto).
In caso contrario vorrà dire che questo
bisogno di tornare ad essere protagonisti non è ancora in
grado di andare oltre la dimensione cittadina. Non sarà un
dramma, anche se sarà un peccato.
Ma, lo ripeto, credo
che invece la spinta di chi non vuole piegarsi al conformismo di
regime abbia ormai rotto gli argini.
Articolo precedente : Paolo Flores d'Arcais. Il giorno della giustizia, l'Unità,19/12/2001
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