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Paolo Flores d'Arcais
L'UNITA'
7 febbraio 2002

Milano dieci anni dopo



Caro direttore, alcune settimane fa mi hai offerto ospitalità per anticipare una proposta che sarebbe uscita su MicroMega: un incontro nazionale a Milano per ricordare i dieci anni di Mani Pulite, e l'attualità dei valori di legalità e giustizia che quella vicenda provarono a realizzare. Ora il numero di MicroMega è uscito, la proposta è ufficiale, si tratta solo di vedere se sarà raccolta.

Ho infatti sottolineato, ed è necessario ribadirlo: questa manifestazione non l'organizzerà nessuno.

Nascerà solo se ad organizzarla sarete voi. Voi cittadini che non avete rinunciato all'idea della «legge eguale per tutti». Né MicroMega, infatti (il cui staff è costituito da un direttore e una segretaria di redazione), né l'Unità che ospita questi appelli, possono essere i protagonisti di una tale iniziativa. I protagonisti, i promotori, coloro che la organizzeranno in ogni sua fase, potete essere solo voi, i tanti circoli e associazioni già attivi in molte città e cittadine, o le ancora più numerose aggregazioni spontanee che proprio sulla questione giustizia stanno nascendo.

Noi (intendo MicroMega, e gli intellettuali che stanno firmando un appello) possiamo solo fare da modestissimi catalizzatori, e indicare Milano come ovvio luogo simbolico, e la data di sabato 23 febbraio, il pomeriggio dalle 14 in poi. A Milano alcune associazioni hanno già dato la loro disponibilità, con una conferenza stampa (e prenotando il Palavobis), ma è ovvio che per una iniziativa nazionale è necessario molto di più. Detto senza mezzi termini: quello che è avvenuto a Firenze, per impulso di un piccolo gruppo di professori dell'Università (e che ha portato in corteo quasi ventimila persone) o quello che è accaduto a Milano, per iniziativa di una dozzina di amici (che attraverso un tam tam telefonico e di e-mail hanno "abbracciato" Palazzo di giustizia con migliaia di democratici), o le seicento persone affollate in una sala di un piccolo paese come Carmagnola, resteranno tanti singoli casi, che magari si moltiplicheranno ma non potranno andare oltre l'ambito locale?
Oppure questa spinta a partecipare di nuovo - a dire no a un regime populista che vuole i potenti «legibus soluti», a impegnarsi prima che sia troppo tardi contro le ferite irreversibili che vengono inferte dal governo Berlusconi ai principi irrinunciabili della civile convivenza democratica - è già tale da auto-organizzarsi per una prima iniziativa nazionale comune, dalla quale rilanciare poi la necessità dei referendum contro le «leggi forzaladri»? Personalmente credo che le energie sufficienti già esistano e i tempi siano più che maturi. E la mole di fax e e-mail, catalizzate dall'intervento di Nanni Moretti, ne sono una riprova. Ma potrebbe trattarsi di un mio soggettivo ottimismo.

È necessaria perciò una verifica, in tempi rapidissimi. Quanti degli intellettuali e artisti che in questi giorni hanno sentito il bisogno di dire «basta!» si sentono di promuovere questa manifestazione? E quanti di loro potranno partecipare di persona? Quante delle associazioni e dei gruppi spontanei attivi a livello cittadino vorranno mobilitarsi, organizzare un pullman, una carrozza ferroviaria, una piccola «carovana» di auto, per essere protagonisti a Milano? Quanti singoli cittadini sono pronti a impegnarsi in catene telefoniche e di e-mail, ad autoprodurre volantini e diffonderli nella loro cerchia di influenza, a preparare i cartelli e gli striscioni con cui colorare Milano a difesa della giustizia?

Propongo che da oggi a domenica, tutte queste «prenotazioni di impegno» vengano fatte pervenire al numero di fax 02/8356459 o all’indirizzo e-mail
micromegaforum@katamail.com

Se dimostreranno che la vostra scelta è netta e convinta per la realizzazione di questo incontro/manifestazione nazionale, potremo organizzare fin da lunedì prossimo una conferenza stampa che serva a fornire a tutti le indicazioni necessarie perché ogni energia, ogni associazione, ogni impegno possano concretamente coordinarsi (compreso un sito internet tecnicamente già pronto).

In caso contrario vorrà dire che questo bisogno di tornare ad essere protagonisti non è ancora in grado di andare oltre la dimensione cittadina. Non sarà un dramma, anche se sarà un peccato.

Ma, lo ripeto, credo che invece la spinta di chi non vuole piegarsi al conformismo di regime abbia ormai rotto gli argini.

Articolo precedente : Paolo Flores d'Arcais. Il giorno della giustizia, l'Unità,19/12/2001


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